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30/01/2006

Partitonimici sì, ma diversi da chi?

di Antonio Sofi, alle 23:59

Sempre a proposito di simboli elettorali.

Segnalo un pezzo di Jacopo Iacoboni su La Stampa di oggi, dal titolo: I simboli e i nomi, la politica personalizzata. Ecco l’attacco:

Essendo com’è noto coltissimi, i nostri politici hanno preso alla lettera il concetto di simbolo: sin-bolon, ciò che tiene insieme. Tutto e il suo contrario, gli ossimori più smaccati e, ultima novità, le auto-esibizioni dei propri nomi. La politica personale.

L’analisi di Iacoboni mi sembra corretta: la personalizzazione dei partiti taglia trasversalmente leggi elettorali, proporzionalismi e maggioritarismi, tirando comunque acqua al proprio personalissimo mulino:

Ci era stato spiegato che la personalizzazione della politica fosse un effetto del maggioritario, Lista Pannella, Lista Di Pietro, Lista Segni, Lista Sgarbi… Ora no, è imposta dal sistema proporzionale.


mastella_logo_2006.jpgTra i fautori dei patronimici partitici (partitonimici, se volete) coloro i quali, cioè, hanno deciso di donare il proprio nome ai propri figliocci politici, troviamo, per esempio, Fini e Mastella. Manca Berlusconi, che, come già scritto, al contrario del 2001 in cui ne aveva fatto ampio e dominante uso, ci sta ancora pensando.
Forza Italia (forse) ripudiata dal suo papà – una piccola notizia che manca nel pezzo di Iacoboni.

an_fini.gifChe si sofferma, invece, su un terzo caso: quello di Casini, la seconda delle tre punte elettorali del centro destra.
Il quale un po’ si vergogna di questa scelta, accusando proprio quel ritorno al proporzionale che, invece in teoria, come già detto, dovrebbe attenuare derive personalistiche. Di riffa o di raffa, è comunque passata l’idea dei partiti personali, e a prescindere dai sistemi più o meno misti delle leggi elettorali.

Indirettamente una evidente conferma del fatto che il cambiamento in extremis della precedente legge maggioritaria sia stata, più che una scelta di valore politico, una scelta di necessità elettorale.

Infine, sempre su Casini, e sulla sua ultima campagna affissionistica.

ideadiversa.gif

Un’idea diversa.
Ma diversa da chi? Diversa dalla sinistra?
E che bisogno c’è di sottolineare con una serie di manifesti ciò che nessun elettore sano di mente metterebbe in discussione?
Da chi ha senso sostenere pubblicamente di essere diverso, insomma, se non da uno dei suoi alleati? Alzi la mano, infatti, chi non ha interpretato questo slogan come “cari elettori, io sono diverso da Berlusconi”. Casini è così ingenuo da non aver pensato a questa facile interpretazione?

Insomma.
Partiti personali, e uno, colpi bassi rivolti ai propri alleati, e due: in altre parole il peggio del maggioritario, e il peggio del proporzionale.
Buona campagna.


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  • 8 Commenti al post “Partitonimici sì, ma diversi da chi?”

    1. maurogasparini
      gennaio 31st, 2006 01:19
      1

      bah, non hanno il senso dello spettacolo… se, invece che un’idea diversa, avesse sparato “un pensiero stupendo”, almeno i voti del Piper li prenderebbe…

    2. Effe
      gennaio 31st, 2006 11:09
      2

      eh, ma il pensiero stupendo nasce un poco strisciando, e che figura ci fa, poi, con gli elettori.

      Ovvio, poi, che l’idea diversa è rispetto al ruolo di leader della CdL, senza ingenuità.

      Ricordo che, eoni fa, nell’altro millennio, alle “elezioni” del liceo si era candidato uno dei bidelli della scuola.

      Il suo slogan era Mutatis Mutandis.
      Non aveva idea del significato, ma faceva fine

      (e no, non venne eletto, ma io ancora me lo ricordo, il più immaginifico dei trombati)

    3. SIDOLI.ORG
      febbraio 1st, 2006 19:41
      3

      Un’idea diversa… ma quale?

    4. Luca Panichi
      febbraio 2nd, 2006 01:11
      4

      Caro Prof.Sofi,
      questa sera ero in discussione con un amico bancario, lontano dai giochi e dai processi della politica, ma dentro la realtà dei problemi quotidiani. Ebbene, il dato che mi ha sconcertato di più è stato il fatto che egli non fosse a conoscenza del fatto che con la nuova legge elettorale non è più possibile dare una benchè minima preferenza ad alcuno dei candidati: è questa, a mio parere, la reale rottura di un processo di avvicinamento fra il cittadino e la politica, che con tutti i suoi difetti e le sue tortuosità, il “Mattarellum” aveva determinato. Questo argomento dovrebbe rappresentare uno dei pilastri della prossima campagna elettorale del centro-sinistra, ma in tal senso avverto ancora una certa qual reticenza nell’esprimere chiaramente il reale significato di tale scellerato tradimento di una reale volontà di “democrazia partecipativa”, testimoniata peraltro,ogni volta dalle varie “primarie”…
      Saluti
      Luca Panichi

    5. emmegi
      febbraio 2nd, 2006 11:06
      5

      Quale idea? Quali idee? Poche idee e confuse.
      C’era una canzoncina che faceva…quale idea, ma quale idea…e un’ altra che faceva…pazza idea…
      Le idee si sprecano quando regna la confusione mentale.

    6. floria1405
      febbraio 2nd, 2006 13:15
      6

      Casini è un “diverso”? Che scoop.

    7. Simone
      febbraio 7th, 2006 16:53
      7

      Ma tutta l’intelligenza di questo blog sta nel interpretare in modo falsamente naïf le campagne politiche? mi sembra roba da comico di bassa lega.
      Con la stessa “arguzia” allora mi chiedo:
      Webgol? bello, si parla di calcio?
      potete fare di meglio.

    8. capemaster
      febbraio 10th, 2006 15:02
      8

      OT

      non è che potresti mandarmi una immagine (la più grande che hai) del manifesto di casini?

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