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Post scritti nel gennaio, 2006

30/01/2006

Partitonimici sì, ma diversi da chi?

di Antonio Sofi, alle 23:59

Sempre a proposito di simboli elettorali.

Segnalo un pezzo di Jacopo Iacoboni su La Stampa di oggi, dal titolo: I simboli e i nomi, la politica personalizzata. Ecco l’attacco:

Essendo com’è noto coltissimi, i nostri politici hanno preso alla lettera il concetto di simbolo: sin-bolon, ciò che tiene insieme. Tutto e il suo contrario, gli ossimori più smaccati e, ultima novità, le auto-esibizioni dei propri nomi. La politica personale.

L’analisi di Iacoboni mi sembra corretta: la personalizzazione dei partiti taglia trasversalmente leggi elettorali, proporzionalismi e maggioritarismi, tirando comunque acqua al proprio personalissimo mulino:

Ci era stato spiegato che la personalizzazione della politica fosse un effetto del maggioritario, Lista Pannella, Lista Di Pietro, Lista Segni, Lista Sgarbi… Ora no, è imposta dal sistema proporzionale.

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27/01/2006

Berlusconi Presidente? Oppure no?

di Antonio Sofi, alle 00:27

Antonio PalmieriChe Antonio Palmieri, deputato e responsabile del Dipartimento Innovazione tecnologica di Forza Italia, fosse (in nuce) un buon blogger, io l’avevo scritto scritto in tempi non sospetti. E non tanto per l’anzianità del suo buffo Calendiario, attivo da Luglio 2001 ma con contenuti troppo diaristici, quanto per il modo in cui si comportò in rete, in risposta ad un mio post in cui lo additavo a Yuschenko de noantri (eh già erano tempi in cui un sitaccio apocrifo come quello di Yuschenko era una notizia).

Mi vien quasi da argomentare che un buon blogger non ̬ chi scrive un buon blog, ma chi legge i blog degli altri Рe li usa per conversare.

E Palmieri questo ha continuato a fare, seppur con incostanza (lo ricordo recentemente, se non sbaglio, da Mantellini).

Ora anima (lo scopro via Sergio in vena di aste elettorali), e da impeccabile blogger, il blog Rete delle Libertà, che ha un sottotitolo curioso “Rendere il bipolarismo permanente”. Che non è esattamente un’apologia del proporzionale che questo governo ha, ignobilmente (sono tranchant), approvato. Ma tant’è.

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22/01/2006

Salgono le sinergie tra i ditloidi e il verduraio

di Antonio Sofi, alle 01:12

Una classicissima rubrica a metà.

Salgono

Edoardo Camurri
edoardocamurri.jpgIl Foglio fa un grande acquisto, inserendo tra le sue fila Edoardo Camurri, brillante giornalista nonchè ex co-blogger dell’indimenticato Klamm nonchè uno di quelli di cui si sente l’assenza in rete (Edoardo, vuoi una petizione?). E’ pure vero che il Camurri, che collabora con varie testate (Il Riformista/New Politics, Vanity Fair, La7, il coraggioso Planet 430 ecc.) è, dal mio punto di vista, una testa di ponte di alcune logiche blog sui media tradizionali: ironia, personalizzazione, trasparenza e trinagolazione delle fonti. Ma anche una attenzione a quelle notizie minime, laterali, buffe (io lo chiamo giornalismo residuale, senza alcuna accezione negativa) che infatti attraggono i blogger come il miele le api. Poi il Camurri scrive benissimo: il pezzo a sua firma sul quotidiano di Ferrara è un pezzo carinissimo che ti lascia basito per come sdogana le sinergie, bypassando ogni tendenza autoreferenziale.

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18/01/2006

Inedita Blog

di Antonio Sofi, alle 11:31

Inedita BlogDal 2 al 5 febbraio, a Genova, si terrà Inedita, salone dell’editoria libraria, musicale, multimediale.

All’interno di Inedita, Marina Bellini ha ritagliato uno spazio-tempo dedicato ai blog, una tre giorni con tanto di ricco programma fatto di relatori, concorsi, performance e presentazioni di libri (ovviamente).

Io ci sarò, spero, da venerdì mattina – per cui rinnovo l’auspicio che faccio sempre in questi casi: chi viene si appalesi.

In più, questa volta, considerata la piacevole incombenza di fare da moderatore di un panel su Blog e informazione politica, in compagnia di
Christian Rocca, Andrea Mancia, Giuseppe Granieri, e Pino Scaccia, terrò aperto, fino al sabato 4 febbraio, questo post (o se preferite via mail) per suggerimenti circa domande ai relatori, temi da affrontare, varie ed eventuali.

(molto di questo proficuo lavoro di avvicinamento e taramento delle tematiche da affrontare è stato già e ben fatto nel blog di inedita blog, attivo da settembre 2005 – e trovo questa usanza – in Italia già sperimentata per Culture Digitali, per esempio, e all’estero ormai consuetudine – una piccola grande rivoluzione nell’organizzazione di questo tipo di incontri focalizzati, ovviamente in meglio quanto a consapevolezza e coinvolgimento di tutti)

16/01/2006

Bufala Bill, la sindrome della nonnina e altre storie

di Antonio Sofi, alle 17:32

Il post è lunghetto, mettetevi comodi.

Parto da un altro post, quello di Daniele Lombardi su New Media (il blog didattico del corso di New Media tenuto da Daniele Vernon all’Università di Firenze, ospitato su queste pagine).

Daniele Lombardi, che ha un suo blog, racconta di una storia esemplare di misunderstanding (eufemismo) a cavallo tra internet e carta stampata, tra bufale e verità.

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12/01/2006

Un link non vuol dire fiducia

di Antonio Sofi, alle 23:58

In ritardo e con poco tempo a disposizione, i miei due cent sulla sparata di Beppe Grillo di due giorni fa, intitolata “L’albo dei Blogger“.

beppe grilloIl pezzo parte bene: “l’informazione è basata sulla fiducia”.
E poi si perde in una serie progressiva di esagerazioni concludendosi con una frase così ingenua che ricorda le tante previsioni inavverate sul futuro di internet, una scarsa conoscenza delle logiche complesse e sempre rimediative dell’ecosistema mediale, e alla quale non vale davvero la pena di rispondere: “E i vecchi media? Scompariranno, è una questione di feeling, e di link”.

Io scommetto, ma è una scomessa facile, che i “vecchi” media non scompariranno, invece: si rinnoveranno, semmai, volenti o nolenti, adeguandosi a contesti e audience che mutano, seguendo quel “richiamo della foresta” che li porterà, non senza scombussolamenti interni, a riappropriarsi del ruolo di interpreti esperti di mondi complessi quali quelli che stiamo vivendo. Si spera, insomma, accogliendo parte delle logiche che, anche grazie ad internet e ai blog, stanno emergendo dal basso, spesso come veri e propri bisogni informativi di singole persone: trasparenza, personalizzazione, indipendenza da logiche politiche ed economiche troppo stringenti.

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09/01/2006

Impasse

di Antonio Sofi, alle 23:00

Orecchiato stasera ad Otto e Mezzo, ospite d’onore Silvio Berlusconi.

Ad una interruzione della conduttrice Ritanna Armeni, che ricordava al premier la presenza del fenomeno del precariato nel mondo del lavoro, Berlusconi reagisce d’istinto: “Signora, anche lei si fa influenzare dai giornali”.

Che (parola più parola meno) detto ad una che di mestiere fa la giornalista suona quantomeno dissonante, con un simpatico retrogusto da vera e propria impasse filosofica.

Un po’ come sostenere che un calciatore si faccia influenzare dalle partite che vede, un medico dagli interventi cui assiste, un disegnatore dai fumetti che legge (esempio più esempio meno).

A pensarci su più di cinque minuti, non se ne esce.

07/01/2006

La bicicletta, il palombaro e la morte dell’audience

di Antonio Sofi, alle 20:47

Segnalo due cose al volo, perchè mi trovano in profonda sintonia.

Il primo, letto in vacanziero ritardo, proviene dall’ultimo Contrappunti di Massimo Mantellini sul glorioso Punto Informatico, è un comma che si intitola “il giornalismo dei cittadini” e mi permetto di riportarlo qui per intero:

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05/01/2006

La grande abbuffata

di Enrico Bianda, alle 08:54

budpowell2.jpg25 dicembre 1949. Carnegie Hall.
Pianoforte Bud Powell, con lui Curley Russel e Max Roach. Un trio che a sentirlo oggi sembra vecchio, suona vecchio, arriva da un salone lontano, spoglio.
Appena un po’ di attenzione e invece è un suono che ti attraversa, attaccandoti su ogni parte esposta al suono.

Sella di agnello. Arriva dall’Australia, lo passo al burro in una padella rovente, sfrigola schizzando grasso in tutta la cucina, lo ricopro di rosmarino appena colto, freddo che fuori nevica. Lascio che le costolette si rizzino nella padella, strette dal calore che asciuga appena la carne rossa e morbida. Bagno tutto con del vecchio porto, parecchio pepe e sale grosso. Va bene così. L’agnello deve cuocere un po’. Più della vitella, o del maiale. Non può restare rosso. Sa di bestia. E un po’ di stalla, se non si cuoce bene.

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03/01/2006

La neve, il tempo, le foto on line

di Antonio Sofi, alle 13:56

[Neptune, originally uploaded by Ben Hammersley]

Torno dalla neve vera, e mi accorgo di essermi perso una nevicata di quelle che a Firenze, dove per la verità il freddo di per sè non è mai timido, capitano una volta ogni tanto. Da 20 anni, dicono.

Non per ritornare sulla questione delle risorse fotografiche on line, su cui ho scritto qualche giorno fa (in realtà facendolo), ma anche la nevicata fiorentina è un caso di emergenza notiziabile (qui e qui, per sapere cosa intendo con questa definizione). Emergenza (per fortuna blanda come qualche fiocco di neve) che, data la presenza di nuove tecnologie di pubblicazione on line, più di altre occorrenze “giornalistiche”, rimette in gioco e in discussione alcuni processi informativi consolidati. Specie per quanto riguarda le foto.

In questo caso, infatti, avevo voglia di vedere qualche foto di Firenze sotto la neve. Ho fatto una veloce ricerca nei giornali on line, nelle fotogallery professionali, e ho trovato ben poco – non so se per mia incapacità. Non dubito che quotidiani nazionali, e soprattutto quelli locali, abbiano pubblicato bellissime foto sul piccolo grande evento di cronaca bianca.
Il giorno stesso, o il giorno dopo.
Ma cosa ne rimane on line una settimana dopo?

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02/01/2006

Augurio au contraire per l’anno nuovo

di Antonio Sofi, alle 23:58

Ho ripreso in mano un grande romanzo in questi giorni, Romanzo criminale, di Giancarlo De Cataldo.
Mi sono appuntato quella che considero la morale del libro, nelle ultime pagine, a conclusione delle intricate traversie di malviventi romani, e la riporto qui, a mo’ di scaramantico augurio au contraire per il prossimo anno.

Il sogno di costruire qualcosa che fosse destinato a durare. Ma non si costruisce sul nulla. La partita non la vincono gli eroi giovani e belli. La partita la vince chi resta sul campo quando gli altri ne hanno avuto abbastanza. E di solito a resistere un secondo più a lungo sono gli stortignaccoli, le vesciche di grasso, i ragionieri, i meschini che non gli daresti una lira.