30/01/2006
Partitonimici sì, ma diversi da chi?
di Antonio Sofi, alle 23:59
Sempre a proposito di simboli elettorali.
Segnalo un pezzo di Jacopo Iacoboni su La Stampa di oggi, dal titolo: I simboli e i nomi, la politica personalizzata. Ecco l’attacco:
Essendo com’è noto coltissimi, i nostri politici hanno preso alla lettera il concetto di simbolo: sin-bolon, ciò che tiene insieme. Tutto e il suo contrario, gli ossimori più smaccati e, ultima novità, le auto-esibizioni dei propri nomi. La politica personale.
L’analisi di Iacoboni mi sembra corretta: la personalizzazione dei partiti taglia trasversalmente leggi elettorali, proporzionalismi e maggioritarismi, tirando comunque acqua al proprio personalissimo mulino:
Ci era stato spiegato che la personalizzazione della politica fosse un effetto del maggioritario, Lista Pannella, Lista Di Pietro, Lista Segni, Lista Sgarbi… Ora no, è imposta dal sistema proporzionale.




Il pezzo parte bene: “l’informazione è basata sulla fiducia”.
25 dicembre 1949. Carnegie Hall.
Il sogno di costruire qualcosa che fosse destinato a durare. Ma non si costruisce sul nulla. La partita non la vincono gli eroi giovani e belli. La partita la vince chi resta sul campo quando gli altri ne hanno avuto abbastanza. E di solito a resistere un secondo più a lungo sono gli stortignaccoli, le vesciche di grasso, i ragionieri, i meschini che non gli daresti una lira.


