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15/12/2005

500 metri più in là

di Antonio Sofi, alle 00:21


DSCN9468

Originally uploaded by Gridlock.

Giusto per ritornare sul fumo di londra e sul witness journalism (sullo scoppio del deposito di carburante dalle parti di Londra, e su cosa ne è successo in rete), e su una interessante piccola discussione generatasi nei commenti.

Il tutto è partito da una pertinente osservazione di Dario sulle fotogallery pubblicate dai quotidiani on line su internet: non è detto che la mancata indicazione dell’agenzia sia di per sè motivo sufficente per supporre che gli stessi quotidiani abbiano ceduto ad un uso invero assai comune su internet: quello di rubacchiare le immagini in giro.
Potrebbero essere foto di agenzie fotografiche.
Rubacchiare lo dico senza voler puntare l’indice, per carità.
Ma molte delle foto che compongono la fotogallery di Repubblica mi paiono, per sgranatura e colori, prese, più che da internet, dalla televisione. Senza puntare l’indice perchè la cosa non mi sconvolgerebbe più di tanto – mi basterebbe che questo fosse correttamente segnalato. (Foto prese dalla BBC): mi basterebbe sapere cosa sto guardando. Oppure: foto prese dall’agenzia stampa fotografica. Eccetera. Un po’ di abitudine alla trasparenza delle fonti, ecco cosa ci vorrebbe.
Fa’ quello che vuoi, basta che espliciti le tue fonti. Anche per le foto.

Anche perchè, altrimenti, il dubbio è legittimo, così come gli usi ambigui.
Nel Mediacenter del Corriere della sera, per esempio, ci sono gallery con indicazione dell’agenzia, altre con nessuna indicazione, altre, addirittura, con una dicitura che quasi muove alla tenerezza: “da internet”.
Stando così le cose, non è meglio trovare modalità condivise? Suggerimento: fonti sempre e comunque.

Anche perchè la notizia, a mio parere, non è che il Corriere o la Repubblica rubacchia foto da internet o dalla televisione, ma che alcune foto di testimoni di eventi emergenziali come quello di Londra, per fortuna non tragico, sono straordinarie. Magari non perfette e pulite come quelle professionali, ma la cui mancanza di mestiere è compensata da una vividezza speciale, emozionante.

Un esempio? Quella che vedete all’inizio di questo post.
E’ sfocata, sì, una luce eccessiva, granulare, eppure meravigliosa.
L’autore è tal Gridlock, e, come scrive a commento del suo set a questa esplosione dedicato, era ciò che si vedeva dalla finestra di casa sua – as seen from my window 500yds away.

500 metri più in là.


  • Viande. I frutti del cactus e la notte flessibile
  • La tag cloud del discorso di Veltroni. Noità e lavoro (supersintesi)
  • Il discorso di Walter Veltroni in una tag cloud. Più noi che io, più nord che sud, Berlusconi non pervenuto.
  • User Generated Joke. Per solutori più che abili.

  • 9 Commenti al post “500 metri più in là”

    1. Antonio
      dicembre 15th, 2005 08:13
      1

      dimenticavo: ne hanno scritto anche, su Cablogrammi, Massimo Russo, segnalando, oltre al già citato attegiamento da “mandate le vostre testimonianze che poi ci pensiamo noi”, anche alcuni video “amatoriali” assurti a rango di servizi, e su reporters, fin troppo gentilmente nei nostri confronti, Carlo Felice Dalla Pasqua.

    2. Gatto Nero
      dicembre 15th, 2005 08:41
      2

      La piaga della mancanza di trasparenza delle fonti è cosa saputa e risaputa. La cosa mi ha fatto sorridere: al mio corso universitario, sono stati ben chiari al riguardo “si deve sempre segnalare la fonte da cui arriva la notizia”; poi un paio di stage mi hanno fatto capire che – nella pratica – questa regola di “buona creanza” non viene seguita da nessuno (a meno che la notizia non sia controversa, ed allora la trasparenza delle fonti diventa una scappatoia alla “non sono stato io a dire questo”).
      Eppure non mi sembra una cosa così estemporanea da fare, non ci vedo nulla di mortificante. Evidentemente, non la pensano tutti così.

    3. santa
      dicembre 15th, 2005 09:00
      3

      Sono d’accordo sull’approccio della trasparenza delle fonti sempre e comunque. E’ un po’ la stessa metodologia che vale nel mondo della ricerca scientifica: essa non ha validità senza la citazione delle fonti e l’ attestazione di attendibilità. La scelta, poi, di cosa sia attendibile oppure no è un altro capitolo aperto.
      La foto di Gridlock è molto bella, ha – inconsapevolmente -le proporzioni di un dipinto di Hopper e il calore di un incendio lontano…ma non troppo…

    4. Dario
      dicembre 15th, 2005 12:50
      4

      Caro Antonio sono contento di avere dato vita involontariamente a un nuovo post.. E sono perfettamente d’accordo sulle due evidenze: 1) le fonti vanno citate 2) la spontaneità del “witness journalism” è affascinante e offre qualità e punti di vista inediti. In queste poche battute però sollevi un paio di grandi questioni. La prima: come si tutela la regola 1? E poi: vale anche per i blog? Secondo: perché parli di journalism e non semplicemente di witness? L’inglese è molto appealing, cool ecc. ma a mio parere in questa somma terminolgica si rimuove elegantemente il fatto che il giornalismo e il fotogiornalismo restano pur sempre dei mestieri (pagati, poco) e l’editoria un’industria. Esistono giornalisti “estemporanei” secondo te? Questa questione, devo essere sincero, mi affascina visto che si avvicina sempre, in maniera mai messa a fuoco però nei blog, con il tema “lavoro” in generale.. Ed era per questo che mi interessava il fatto “rubacchiare”.. perché (x me che vivo di questo mestiere, il giornalismo, non il rubacchiare) non è soltanto una questione deontologica, ma mette a nudo che il fatto che un’industria dell’editoria che strizza l’occhio al Web faccia acqua da tutte le parti in Italia (al di là di regole/furberie diverse tra Corriere, Repubblica ecc. nell’acquisto e contrattazione dei diritti sulle immagini) e che il sistema delle professioni intellettuali legate al diritto d’autore sia in seria crisi (il lavoro, non il diritto d’autore in sè, ci tengo a sottolineare) e non certo per qualche bravo blogger.. credo piuttosto per qualche pessimo editore. Mi piacerebbe capire anche il vostro punto di vista sul tema/questione 1 perché continuo a nutrire il pregiudizio e l’impressione, che vorrei una buona volta abbandonare, che online (sto parlando di contributi scritti, non di immagini) si faccia quasi sempre più a gara nello stupire che nell’approfondire e che witness spesso sia più wit-ness, gioco d’intelligenza e arguzia più che accreditamento delle fonti e racconto di notizie inedite.
      Saluti (anche all’ospite Sergio).

      p.s. andrea è in dirittura d’arrivo con il megaservizio sulle nutrie, verrà presto pubblicato su una testata locale.. Si aprono spiragli editoriali anche per il progetto SON (Spiritismo, occultismo, negromanzia) ma di questo ne riparleremo in ritrovo carbonaro se ti va..

    5. zoro
      dicembre 15th, 2005 13:05
      5

      caro Antonio, siamo un po’ tutti contenti di aver dato vita ad un tuo nuovo post, però pensavamo parlassi di Parigi. Ma come sono le parigine eh? Vogliamo più witness journalism da parte tua.

    6. ANTONIO D.
      dicembre 15th, 2005 16:33
      6

      ma’ lo sai che mi stai intrigando sempre di piu’? e poi ti desidero da atti ogni volta che ti guardo.ciaooo

    7. Antonio
      dicembre 17th, 2005 18:51
      7

      Ho scoperto il senso del commento di Antonio D. qui sopra, che in effetti mi pareva un po’ “fuori luogo”, diciamo così.
      Il mistero è facilmente spiegato, è un commento molto probabilmente rivolto a questa simpatica signorina (Strip blog che ha aperto uno “strip blog” su kataweb: più commenti, più si spoglia. :)
      Come sia è finito qui è facile supporlo: un post che il buon giuseppe ha scritto su gamebro rosso (questo qui) è finito dritto dritto sulla home page di libero blog, con un titolo e una foto da “panorama”, come lo stesso giuseppe nota
      (qui). Un caso piuttosto comune – ormai mi sembra di averlo appurato – quando c’è di mezzo un portale come Libero e i post di blog segnalati da libero blog: ovvero errata comprensione del contesto. ;)

    8. Antonio
      dicembre 17th, 2005 18:59
      8

      Gatto Nero: scrivi cose molto sensate, con calma le vorrei riprendere
      Dario: le tue obiezioni meritano una risposta articolata, che proverò a darti nei prossimi giorni. ti avverto però, è come parlar di corde in casa del boia
      (che è il contrario di parlarne in casa dell’impiccato, insomma) :)

    9. LG
      dicembre 31st, 2005 09:30
      9

      Non è una novità che il gruppo Espresso tralasci i crediti (anche se è allucinante!): su tutte le testate del gruppo non compare mai (o quasi) l’indicazione del fotografo. Già, dovrebbe esserci quella del fotografo, non dell’agenzia (meglio sarebbe entrambi…): sui titoli di coda di un film per le musiche c’è il nome del musicista, non quella del negozio dove è stato comprato il cd…

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