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14/12/2005

Caro temibile direttore

di Enrico Bianda, alle 13:37

Segnaliamo una serie di conversazioni di notevole interesse e assolutamente inedite. Si tratta di un incontro che si tiene sulle frequenze della Rete2 della RTSI prodotte dal notro amico Gianni Delli Ponti. Uno di fronte all’altro Piero Ottone, attualmente editorialista di Repubblica, ma quì nella veste di celebre direttore del Corriere, e Antonio Ferrari, storico inviato del Corriere.
Una lunga conversazione in forma di intervista, una coppia del giornalismo italiano che si racconta, svelando anche i retroscena di una stagione fondamentale.

Di seguito vi lasciamo anche la presentazione della serie che potete ascoltare anche on line sul sito della RTSI.

C’è chi ha detto, ancora recentemente, che la storia del giornalismo italiano si divide in due periodi, quello “prima” e quello “dopo” Piero Ottone, tali e tanto profondi furono i cambiamenti che egli seppe portare inizialmente quando assunse la direzione del Secolo XIX di Genova e successivamente quando venne chiamato nel ’72 a dirigere il Corriere della Sera.

Per farsi un’idea della filosofia di Ottone bastano probabilmente queste sue parole: Quando si dirige un giornale bisogna rispettare tutte le opinioni, anche quelle insultanti nei nostri confronti. Ricordo che, appena nominato al “Corriere”, misi in pagina la lettera che diceva: “Dopo Missiroli, Russo, dopo Russo Spadolini, dopo Spadolini Ottone. Al peggio non c’è fine”. Oltretutto, la trovavo spiritosa.

Si, Piero Ottone, genovese, classe 1924 è stato ed è tuttora una delle più prestigiose e coraggiose firme del giornalismo italiano. La sua è stata una carriera lunga che lo ha portato ad essere inviato in Inghilterra, in Germania e in Russia, per poi condurlo alla direzione del più prestigioso quotidiano italiano, in una stagione politica difficile che viene però ricordata come la Grande stagione del giornalismo italiano.

Oggi Piero Ottone ha accettato di ricordarla e raccontarla, quella stagione, ad un giornalista che ha avuto il privilegio di poterlo chiamare direttore sia al Secolo che al Corriere: Antonio Ferrari autorevole firma del quotidiano di via Solferino e voce nota al pubblico della RSI per averci raccontato nel corso degli anni il complesso e infinito conflitto mediorientale.

Per cinque giorni dunque, l’allievo porrà domande al suo maestro, tra passato e presente, per capire quanto sia ancora valida una frase che Ottone stesso scrisse molti anni fa: Nessuno decide di fare il giornalista per migliorare l’umanità. Però un buon giornale la migliora

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