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11/12/2005

Fumo di Londra (ovvero del witness journalism)

di Antonio Sofi, alle 20:12


Police Accident

Originally uploaded by bluebus.

Come in altri casi che segnalavo in un mio recente intervento su blog e giornalismo d’emergenza, anche l’esplosione del deposito di carburante alle porte di Londra, nell’area di Hemel Hempstead, ha scatenato da parte dei media “classici” la corsa al citizen photographer.

Un classico caso di emergenza notiziabile, un evento che ha una significativa estensione territoriale e coinvolge direttamente (direi quasi “visivamente”) un certo numero di persone. Queste persone, prima dell’avvento di una infosfera personalizzata basata sulla condivisione e/o distribuzione di oggetti digitali (testo, foto, video), erano semplici testimoni di un evento notiziabile – in quanto tali, potevano (più o meno casualmente) arrivare ad essere oggetto di attenzioni da parte degli intermediari informativi professionali (i media giornalistici), e raccontare a loro il proprio punto di vista sugli eventi.

Con, è ovvio, scarsa o nulla possibilità di controllare alcunchè dell’output finale. La telecamera, la macchina fotografica, la penna e infine le rotative stavano totalmente dall’altra parte della barricata.
Ora non è più così.

E invece, sempre più mi pare evidente (e soprattutto riguardo a questo tipo di eventi d’emergenza che alla pervasività dei loro effetti reali aggiungono la ovvia impossibilità ad essere incastonati in agende settimanali) i media giornalistici classici sono, in qualche modo, alla ricerca di un modello che permetta loro, da una parte, di sfruttare l’estensività del “witness journalism” (definizione meno evocativa, ma più precisa di “citizen journalism”), e dall’altra di non rimanere completamente spiazzati dalla velocità, e spesso dalla pregnanza, dei commenti (testuali e fotografici) degli ex testimoni.
Ora (anche) reporter.

La Bbc, per esempio, affianca al suo pezzo, alcune gallerie d’immagini, molte di lettori.
Il Guardian lancia un appello ai blog, affinchè inviino le loro foto e/o impressioni testimoniali sull’esplosione.
Anche il Telegraph, snap and send you pictures, non ti preoccupare ci pensiamo noi.

E così via, in un tentativo ballerino e incompiuto di raggiungere un equilibrio tra coinvolgere il proprio lettorato e sfruttarne velocità, prossimità geografica, pregnanza d’opinione.

Tornando in Italia, e al multimediale, anche Repubblica.it non si fa mancare la sua bella gallery, che, per carità, siamo multimediali: foto probabilmente rubacchiate in giro, sgranate, in cui non c’è nè indicazione di copyright di agenzia, nè alcun altro tipo di indicazione della fonte.
(il Corriere ha saggiamente evitato di aprire una gallery)

E dire che (ma solo per dirne una, e solo per le foto) bastava linkare al tag buncefield di flickr, ed avere foto originali (come quella che ho postato in alto), di buona qualità, e spesso debitamente commentate.
Così difficile?
Così impossibile?
Così eretico il solo pensiero?

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  • 500 metri più in là
  • Da watchdog a cane da compagnia. Il giornalismo politico nelle primarie Usa.
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  • 6 Commenti al post “Fumo di Londra (ovvero del witness journalism)”

    1. zoro
      dicembre 12th, 2005 09:56
      1

      sì vabbè vabbè, ma è vero che sei stato a Parigi? Racconta, racconta!

    2. Santa
      dicembre 13th, 2005 13:20
      2

      tra le altre cose, nel tg 5 le immagini dell’incendio erano prese direttamente da SkyNews (U.K.)e nel sottopancia delle immagini la redazione britannica invitava chiunque avesse foto utili ad inviarle all’indirizzo di posta specificato al fine di integrare la “cronaca” fotografica dell’evento.
      Meta-informazione, meta-media, meta-giornalismo.

    3. Dario
      dicembre 13th, 2005 20:27
      3

      Antonio dimentichi che se Repubblica le foto le acquista (via Telepress o altri sistemi), non deve mettere la fonte: sono (diventate) sue. Soltanto in alcuni casi, quando lo richiede l’agenzia fotografica (penso a Magnum ecc.) il marchio rimane. Il diritto d’autore serve a questo, alla contrattazione/cessione. Se però ritieni che siano “rubacchiate” e trovi il modo di dimostrarlo, parliamone, per me è questa la notizia.. e mi piacerebbe sapere qual è la tua fonte. Sapere che il giornale più venduto d’Italia frega le foto è una bella cosa da scrivere, fa notizia. Ma è vero? O è la solita voglia di protagonismo che bloggheggia..

    4. OrlandoFurioso
      dicembre 13th, 2005 21:30
      4

      Repubblica sarebbe il giornale più venduto in Italia?!
      Ma dai, ed io che credevo fosse il Corriere. Beh,quindi non solo sarebbe secondo nelle vendite, ma addirittura l’unico giornale così stupido da comprare le foto per lasciare in bella mostra la fonte di provenienza.
      Cmq il punto è un altro: ma è mai possibile che molti giornali continuino a snobbare le nuove fonti?
      E’ mai possibile che ancora molti editori non vogliano capire che il mondo della comunicazione viaggia anche su altre linee, diverse da quelle sotto il loro controllo, e che non c’è modo per impedirlo?
      Perché allora non sfruttare quelle che in realtà sono nuove risorse?
      Dario, se lei è così ben informato sui processi del giornalismo, perché non mi spiega come mai molti giornali italiani non vogliono mettersi in discussione, ma bensì pensano soltanto a fare un lavoro di reporpousing attraverso lo scopiazzamento dei giornali esteri.
      Se per lei questo rappresenta un comportamento di un giornalismo maturo e capace di affrontare le nuove frontiere della modernità, bene allora mi sa che i giornali ben presto non se li comprerà più nessuno, come del resto la homepage di Repubblica resterà soltanto un’appendice per chi, esperto ormai delle differenze che corrono tra i vari sistemi informativi all’interno dell’intero pianeta, prediligerà la consultazione di altri siti molto meglio gestiti.
      Io onestamente mi sono stufato di essere l’ultima ruota del carro. Lei?
      Cordiali saluti.

    5. Dario
      dicembre 13th, 2005 22:06
      5

      Gent.le Orlando, mi correggo. Corriere batte Repubblica 584mila contro 562mila copie vendute. Ero rimasto al sorpasso di qualche tempo fa.. (acc..!) Alla sua domanda non so rispondere. Non sono un tuttologo di giornalismo, reporpousing, frontiere della modernità ecc. I’m sorry.

    6. Antonio
      dicembre 14th, 2005 08:11
      6

      Dario, hai ragione sul “marchio” della fonte. Ci avevo pensato, e in effetti potrebbe essere come dici tu, foto via telepress o simili. Ma non facciamo a giocare a non sapere le cose: spesso accade… per prendere il Corriere, nel suo mediacenter ci sono gallerie fotografiche con indicazione delle agenzie, alcune senza alcuna indicazione (ma sono foto professionali e sono sicuro non siano “rubacchiate”), ma anche gallerie di foto prese (rubacchiate) da internet: c’è pure scritto “(da internet)” accanto ad ogni foto.

      Il punto è che, per ritornare alle foto di hempstead de la repubblica, una foto come questa http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/esteri/deposito/2.html a me sembra uno screenshot dalla tv, e anche altre, ma magari mi sbaglio, per carità e hai fatto bene a “bacchettarmi” non avendo una fonte sicura nello specifico (ma, in privato, te ne potrei raccontare) :)

      Ma a me “la notizia” non mi sembra questa, in fondo chi se ne frega. La “mia” notizia è che le fotogallery di flickr ecc. ecc., se le conosci e vi sai navigare bene all’interno (togliendo gli imbrogli e le rubacchiate, che ci stanno anche lì) sono molto meglio di molte fotogallery più o meno d’agenzia, e più o meno pagate.
      Non sei d’accordo?

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