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01/12/2005

Gastro di corsa. Macbestie

di Enrico Bianda, alle 11:13

Gastro di corsa. Ovvero quando si mangia da bestie.

Gastro di corsaL’autostima ne risente, parecchio, s’abbassa, s’infila dietro qualcosa che non conosci, mentre quelle patate fritte irregolari ma dalla temperatura perfetta, scientificamente determinata stanno li nel loro rosso pacchettino aperto, appena salate e sdraiate vicino ad un coagulo di salsa rossa zuccherina e asprognola, preziosa, strizzata dalla confezione in alluminio direttamente sulla tovaglietta che copre il vassoietto.

In piedi mentre accanto ad un tavolo alto e rotondo stringi tra le gambe la valigia e ti duole la spalla per il computer che dondola e sloga.
La saliva annacqua la bocca, la vista si annebbia.
Apri la confezione tiepida in cartoncino plastificato giallo senape, e la fragranza ti dilata le narici: formaggio, carne macinata compressa, pomodoro, salse, pane doppio e altre amenità difficilmente collocabili in un panino, nemmeno al concertone del primo maggio in piazza san Giovanni, culla dei panini.
Per me, almeno.

mac.jpgL’autostima precipita mentre addento l’hamburger che tiene, si stringe e agevola la masticata, ti finisce in un battito di papilla, se sei appena preparato nemmeno ti sporchi, giusto un po’ di fritto nelle mani. Finisci con le ultime patatine bagnate nel ketchup, un sorso alla cola annacquata dal ghiaccio, che lasci alla fine per depurare.
Light.
Una concessione.
Ipocrita.

Stazione, una qualsiasi, una folata riconoscibile di fragranza Mac.
Universale villaggio olfattivo, ti avvolge, e ti concedi, una, due volte l’anno quel panino veloce.

Stai in piedi, mangi in qualcosa come tre quattro minuti, un occhio al monitor in alto a destra, con i treni e i ritardi, i binari.

Una bestia, mi sento una bestiolina, niente di pericoloso, solo istinto e velocità.

Alimentazione e voracità fanno rima con famelico. Solo quel rimasuglio di amor proprio ti impedisce di portarti il sacchetto maleodorante direttamente in treno. Non ci sono più gli scompartimenti di una volta.
L’Eurostar è come una tavola calda con il self service. Uno scivolo in alluminio dove giudicare le scelte di chi ti precede.

Desisto e mangio.
Gambe strette e braccio anchilosato.


  • Eno(promo)loop
  • Gastro di corsa. La focaccia mercally
  • Gastro di corsa. Il biroldino.
  • L’odore dei frati

  • 5 Commenti al post “Gastro di corsa. Macbestie”

    1. barbara
      novembre 30th, 2005 13:15
      1

      quando ho finito di leggere avevo il disgusto nelle narici e una salivazione stranamente aumentata … i due opposti che convivono…ecco perchè i mac aumentano divorando angoli preziosi delle nostre città, affumicando l’arte e il cielo… la fretta ci trasforma in innoque bestioline.
      Ciao Enrico…dobbiamo parlare di Lugano.

    2. Angelo
      novembre 30th, 2005 13:35
      2

      vivo sempre un odio e amore per il big Mac, il mio lato animale l’adore, ma la mia parted di presunto buongustaio me ne fa parlare malissino, per non parlare del mio nuovo istinti salutista.
      A quanto una indagine sui fetori prodotti da ristoranti cinesi, fabbicanti di cialde da coprire di nutella o i famigertati puzzi di dado concentrato che appestano i rifugi delle apli svizzere??

      Sa sentüm

    3. carnefresca
      novembre 30th, 2005 17:25
      3

      mc royal deluxe.
      non mi chiedere come l’ho riconosciuto, ti basti sapere che ogni volta dico che non lo faccio più.
      tra l’altro sono andata sul loro sito dove, alla faccia di ronald mcdonald, ho trovato questo tremendissimo disclaimer: http://www.mcdonalds.it/popinfo.asp?content=disclaimer
      della serie: mangiare con gli occhi chiusi e non curarsi delle conseguenze.
      (che poi, diciamocelo, quant’è vero, signora mia;)!)

    4. santa
      dicembre 1st, 2005 09:01
      4

      Se il titolo “MacBestie” lo vede Steve Jobs…mi sà che si incazza…

    5. tt
      dicembre 10th, 2005 15:12
      5

      sull’ onda di questi appunti mi viene in mente la coda davanti a Luini, a Milano, e la gente che sul marcipiedi e nelle vie circostanti si ingozza dei suoi storici panzerotti( fa parte delle istituzioni milanesi ormai questa piccola friggitoria panetteria a ridosso del Duomo).

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