home

Leggi gli aggiornamenti in home page

29/11/2005

«Il secondo impegno della giornata, a quanto pareva, era ammazzare il maiale»

di Webgol, alle 10:18

crumley_unaverafollia2.jpgLuca Conti, traduttore di Lansdale, Crumley e Leonard per Einaudi, di Wright Morris e James Sallis per Giano, immeritato amico di questo modesto blog, dopo averci “regalato”, a giugno dell’anno scorso, in anteprima assoluta, un passo tratto da La sottile linea scura, splendido romanzo di Landsdale in uscita, questa volta ci passa, in omaggio al tema bestie che stiamo cercando di declinare in questi giorni, un eccezionale quanto insopportabile passo tratto da Una vera follia, ultima sua fatica di traduzione per Einaudi.
The right Madness, è il titolo originale del romanzo di James Crumley. Un macello da brividi, e, per simpatia il pensiero va alle insostenibili poesie di Ivano Ferrari, di cui Enrico scriveva un po’ di tempo fa.

Buona lettura, e grazie a Luca.

Da «Una vera follia» (The Right Madness), di James Crumley, Einaudi Stile Libero, 2005
[Traduzione di Luca Conti]


Questa volta forzai il lucchetto, così da poter raggiungere il mio punto d’osservazione a bordo della macchina anonima che avevo rubato dall’area di lunga sosta dell’aeroporto; poi mi fermai appena superata la gola e accostai il binocolo agli occhi. I ragazzotti rovesciarono un altro barile di brodaglia dentro un trogolo cui si accostavano senza distinzione maiali e polli. Il secondo impegno della giornata, a quanto pareva, era ammazzare il maiale. Una decina di ragazzotti olivastri accesero un fornello a gas sotto una grossa vasca d’acciaio sorretta da un paranco assicurato a un treppiede. Ma nulla avrebbe potuto prepararmi alla stazza di Edgar Foley. Era di sicuro più di due metri, e forse un quintale e mezzo, con una barba grigia e arruffata, larga quanto il mio torace. Il sigaro conficcato in una dentatura nerastra sembrava, tra quelle dita giganti, poco più di una Virginia Slim, e un litrozzo di Four Roses gli spuntava dalla tasca dei calzoni. Rimpiansi di non aver caricato la Remington con palle da cervo, invece dei pallettoni doppio zero, e decisi di cambiare approccio. La mazza che gli pendeva dal polso aveva le dimensioni di un piccolo tronco. Quando uscì dall’edificio più grande, l’unico con i motori dell’aria condizionata che pendevano come protuberanze dalle finestre, i cholitos si sparpagliarono a mo’ di polli per poi allinearsi dietro di lui. Foley neanche ci fece caso, diretto a passo di marcia verso la porcilaia. Ne aprì il cancello, togliendo di mezzo a pedate i mannarini, cioè i maiali castrati, fino a trovarne uno di suo gusto. Poi lo uccise con un solo colpo alla nuca. Il porco allargò le zampe e crollò al suolo stecchito, senza neanche un tremito.
Un sacco di volte, da giovane campagnolo, avevo visto uccidere il maiale. Di solito si faceva con un colpo di calibro 10 alla testa; poi, in epoche più moderne, con una cartuccia calibro 22 lungo per fucile, che conficca un disco piatto nella fronte dell’animale. Edgar Foley sembrava prenderci gusto a farlo da solo, e non ammazzava tutti i suoi maiali per un semplice motivo economico. La banda di cholitos gettò delle corde attorno alle zampe e al grugno del castrato, gli tagliò la gola con un coltello in linoleum dalla lama incredibilmente affilata e poi, come una congrega di barbari, lo trascinò verso la vasca, sbudellandolo lungo la strada e lasciando una scia di sangue e intestini sulla quale si lanciò all’istante il folle attacco dei polli. Mi sarebbe piaciuto avere una videocamera, per riprendere la scena e farla poi vedere a tutti quei riccastri yuppies dot.com fissati con i polli allevati a terra.


  • Filetto di maiale al brandy
  • Il video di Baldoni? Basta chiedere
  • Fenomenologia del carrello delle carni
  • Tentennamenti

  • 4 Commenti al post “«Il secondo impegno della giornata, a quanto pareva, era ammazzare il maiale»”

    1. carnefresca
      novembre 30th, 2005 17:35
      1

      me lo compro.
      subito.

    2. ênrico
      dicembre 1st, 2005 09:33
      2

      consiglio, davvero spassionato, l’ultimo vero bacio, il secondo romanzo pubblicato in italia di Crumley, è il più bel noir mai letto…
      supera tutto quelo che ho letto fino ad ora…
      se potete iniziate da li… anche se forse non è un buon consiglio, poi non regge quasi più nulla!!!
      a parte forse Manchette e Sallis, anche lui insuperabile!

    3. carnefresca
      dicembre 1st, 2005 17:26
      3

      grazie per il consiglio, ne ho bisogno, dopo avere letto tutto quanto tradotto (e quanto di non tradotto ho trovato in rete e sul suo sito) di lansdale ho bisogno di qualcosa di forte. anche bunker mi sembrava una mammoletta. barker un filosofo filosofeggiante. e sono anche convinta che nella prossima vita mi chiamerò leonard, e sarò texano, ovvio. forse mi passa. non credo. ma forse mi passa.

    4. eman
      settembre 19th, 2008 09:53
      4

      L’inesatta convinzione del genere umano che ogni cosa del mondo sia stata fatta per esso, lo porta al non-rispetto delle altre forme vitali di cui l’inferiorità non puo’ essere certificata,a mio parere,in termini assoluti.In tal modo azioni che comportano il dolore e la sofferenza di esse non vengono recepite in quanto tali dall’ essere umano, che le valuta,in base anche all’assuefazione che ha raggiunto in esse,di norma. Nei suoi sistemi ideologici è presente una giustificazione di tale obbrobrio.

    Lascia un commento