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25/11/2005

Il salto della bestia

di Mauro Gasparini, alle 11:04

Help! photo di A. SofiLa scala vista dal basso sembrava conficcata nel cielo, una scheggia d’acciaio incastrata in una lastra di ematite. In lontananza, qualche divinità poco propensa ad occuparsi dei suoi figli digeriva con tuoni rabbiosi che davano l’annuncio di un tremendo castigo, non certo la semplice retroguardia del vento che si andava rinforzando un istante dopo l’altro.

Fabrizio cominciò a salire mosso da due forze opposte; c’era slancio nelle braccia che afferravano il piolo più in alto, c’era lentezza nelle gambe che trattenevano nei loro punti mediani gli organi preposti alla paura e alla prudenza: le ginocchia e le palle. Fabrizio riuscì però almeno a dominare la prudenza e ci riuscì tornando a ripetersi le motivazioni che lo avevano portato fin lì.

Le motivazioni, le parole d’ordine del suo io sghembo avevano ancora un potere sedativo e sapevano creare quello stato di alterazione della coscienza che riusciva a far salire su di una scala quasi infinita un uomo che soffriva di vertigini più di James Stewart ne La donna che visse due volte.

Sii serpente e che le tue braccia avvolgano e colleghino dal primo all’ultimo i passi della tua ascensione come l’arcobaleno che seguirà al diluvio che si profila lì, subito dietro al bosco. Sii la più spietata delle scimmie e strappa con i tuoi piedi prensili i sostegni della via di fuga, non si torna mai indietro. Prima di diventare l’uomo nuovo che desideri, sii il mondo intero e richiama dalle tue viscere ogni vita che hai incarnato prima di questa. Sii tutte le creature della tua personale evoluzione, trasformati più che puoi, sii la testuggine che resiste al fulmine mentre avanza lenta a chiedere giustizia, sii il capretto che vigila sul tuo sentiero e incorna i viandanti che ostacolano il tuo cammino.

Con un ultimo grugnito Fabrizio arrivò sulla piattaforma e si voltò a guardare la scala da cui era appena salito. Da lassù l’enormità della spianata alle sue spalle tornava nell’alveo dello sguardo e acquisiva finalmente il carattere della commensurabilità. Il vento laterale, ormai fortissimo, lo costrinse a restare aggrappato alle sponde laterali per non essere spazzato via. Al primo accenno di nausea, ripiegò nuovamente il pensiero nel suo delirio.

Sii colomba e spicca il volo, fendi il vuoto e separa con lo sguardo il cielo dalla terra, poi inarcati e sii delfino per sfuggire alla catena del tuo corpo greve e continua maestoso il tuo slancio. Sii lontra per avvitarti nell’aria e risucchiare il tempo che ti precede, sii falco che domina le correnti e piomba sul mondo a pretendere la sua parte di sangue, sii cormorano e picchia sul tuo spicchio di lago d’acqua cristallina. Sii orca e spingiti crudele sul fondo animato per azzannare la tua ultima preda.

Rimase nell’acqua con la parte superiore del busto per pochi frammenti di secondo, poi il grosso elastico che gli tratteneva le caviglie lo ributtò verso l’alto. I due rimbalzi seguenti, perso l’abbrivio della prima emozione, risultarono per nulla epici, già archiviati nella noia della ripetizione. La missione era compiuta, il progetto di rinnovare nello stretto cerchio dell’individualità il rito di passaggio da nullità a uomo, realizzato. Il limen, la soglia, si erano tuttavia spostati, quasi con indolenza, sottraendosi appena in tempo per scansare l’impresa di un uomo ancora più nudo in mezzo al suo guado limaccioso.

Il dubbio che le parole di Giuseppe, uno che aveva cercato con poco successo di aiutarlo, fossero vere gli sfiorò la mente “ci vuole più maturità a rimanere in coda all’ufficio postale, senza sbuffare, senza scappare e senza cercare di scavalcare la fila, che partire alla guerra contro tutto e tutti.”

Ma per fortuna fu questione d’un momento, un incidente del pensiero, una subdola trappola nascosta tra i cocci della sua fortuna.


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  • 6 Commenti al post “Il salto della bestia”

    1. gabryella
      novembre 25th, 2005 16:30
      1

      ma che bello, mauro (e scusami se non so aggiungere altro se non: ma grazie, antonio)!

    2. Albamarina
      novembre 25th, 2005 22:43
      2

      Imprevisto e dilatato, fra lo straordinario e l’umano. Ancora una volta bravo, Mauro.

    3. James
      novembre 26th, 2005 17:10
      3

      STORIA DELL’ 8xMILLE:

      http://espertone.blogspot.com

      NON NE PARLA NEANCHE LA SINISTRA, CHE VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    4. Briciolanellatte
      novembre 27th, 2005 18:28
      4

      Stai diventando sempre piĂą bravo polentina…

    5. Effe
      novembre 29th, 2005 15:50
      5

      le sue storie restano sempre a galla, inaffondabili

    6. carnefresca
      novembre 30th, 2005 17:38
      6

      sii penna e librati nell’aria, e dopo esserti intinto nelle nuvole torna uccello d’istinto, e vola. bellissimo mauro, veramente:)

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