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22/11/2005

Otto, e il cielo stellato

di Viscontessa, alle 10:11

[Le bestie, i racconti te li tirano coi denti. Iniziamo con un bel pezzo della brava Viss una serie di racconti dedicati alle bestie, piĂą o meno, casalinghe. as]

[foto di as]
like a dogL’altro giorno ti ho detto che avresti dovuto farti il colore al pelo.
Stavamo seduti in giardino a mangiare le castagne e io guardavo quel muro di fronte che è il nostro confine attuale, il limite che viene assegnato a chiunque venga a vivere in città.
Tu aspettavi le castagne e mi guardavi, te ne ho sbucciate un paio ma poi ho pensato che era tempo perso e te ne ho passata una manciata con tutta la buccia.

Quando stavamo in campagna e andavo a passeggiare nel bosco le raccoglievi da terra e le mangiavi crude mentre io sceglievo solo quelle migliori e le mettevo in un cestino, poi a casa mi toglievo li stivali infangati e le cuocevo dentro al camino mentre tu stavi fuori a guardare il cielo.

Adesso il cielo sembra lontano, sbiadito, inutile, è come se il mondo e le stelle fossero al di là di quel muro di confine ma mentre in questa notte novembrina mangiamo castagne insieme, mi accorgo dal tuo sguardo languido che tu mi hai sostituito a quel cielo stellato e ora mi guardi con lo stesso ardore, con gli stessi occhi scintillanti di allora che forano quel tuo manto nero appena un po’ striato di bianco dalla vecchiaia.

Sei sempre stato un cane brutto, grosso, sgraziato e con quella zampa anteriore leggermente torta che ti faceva assomigliare ad una vecchia ballerina dalle articolazioni doloranti. Io tra tutti gli animali che ho avuto ti ho sempre preferito per quella delicatezza con cui ti siedi accanto me mentre mangio e mi osservi silenzioso penetrando ora me ora il cibo con la tua signorilitĂ  tradita tuo malgrado da quei lunghi fili di bava che ti scendono ai lati della bocca.

Una volta, quando affacciandosi dalla finestra di camera si estendeva di fronte a noi una vallata verde e morbida di campagna odorosa, ce ne andammo in giardino a mangiare i lupini comprati alla fiera di paese.

Tu come al solito non dicevi niente mentre io sbucciavo con i denti quei piccoli frutti leggermente amari e ti raccontavo la leggenda dei lupini che mi aveva raccontato mia nonna.
– Sai Otto perchĂ© i lupini, per quanto tu possa mangiarne, non ti toglieranno mai la fame? – E tu prendesti delicatamente un lupino dalla punta delle mie dita e lo inghiottisti intero per pudore. – Si narra che una volta la Madonna, nella sua fuga verso l’Egitto, passò in mezzo alle piante di lupini i cui baccelli secchi , camminandoci sopra, facevano un gran fracasso facendole correre il rischio di essere scoperta così lei lì maledì.

Tu scodinzolasti appena e guardasti nuovamente i lupini, poi una lucciola ti passò davanti al naso e tu corresti via lontano inseguendo quella lucciola o le stelle mentre io pensavo che le lucciole, da qualche parte, esistono ancora.


  • Impasse
  • Tra i due litiganti, il terzo incomodo gode
  • Video all’universitĂ 
  • Nevica

  • 7 Commenti al post “Otto, e il cielo stellato”

    1. Topo Nimo
      novembre 22nd, 2005 17:29
      1

      Che cane noioso.

    2. vis
      novembre 22nd, 2005 17:40
      2

      non è affatto noioso, è un cane.

    3. Minerva
      novembre 22nd, 2005 18:28
      3

      ma perchè non lo nutri con le crocchette come tutti gli altri cani?

    4. Santa
      novembre 22nd, 2005 19:04
      4

      …a proposito di cani, una mia amica mi dice sempre: “è meglio avere un cane amico che un amico cane”.
      Poi, a chi pensa che i cani siano noiosi consiglio la lettura di un libricino molto carino di Bulgakov, Cuore di Cane…

    5. riccionascosto
      novembre 23rd, 2005 16:39
      5

      L’ho sempre preferito anch’io, Otto, tra tutti i tuoi animali, pur non avendoli mai visti.
      Ma ho sempre letto, attraverso le tue parole, il suo grosso muso, l’andatura un po’ barcollante da vecchio marinaio ormai a terra (un Capitan Uncino canino, per intenderci) che me l’ha sempre reso caro.

    6. riccionascosto
      novembre 23rd, 2005 16:40
      6

      Ahem… sempre, sempre , sempre (se non è costanza questa…) :P

    7. Effe
      novembre 29th, 2005 15:44
      7

      le scopro sempre in ritardo, le cose (non ho fiuto, come Otto)

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