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10/11/2005

Gastro di corsa. Il biroldino.

di Enrico Bianda, alle 09:16

Gastro di corsa. Ovvero quando si mangia da bestie.

Gastro di corsaE’ un’abitudine da cui è difficile staccarsi, è legata ad un rito primitivo, atavico ed ancestrale, si risolve in un veloce, sbrodoloso, vorace e rumoroso, quando non imbarazzante soliloquio masticativo.

E non posso farne a meno, non posso, perché arriverò sempre a quel momento in cui, per un’infinità di ragioni io ho fame, ed ho fame in quel momento, solo ora e non dopo, non quando potrò stare a tavola tranquillo e composto, non quando potrò apprezzare la pietanza delicata che si appoggerà sul mio piatto ampio, sicuro e pulito.

Accadrà sempre che ad un certo punto, una carrozzella, un baracchino, un furgone o un banco affacciato sul marciapiede esporranno qualcosa che risveglierà in me l’istinto di maschio cacciatore, maschio divoratore famelico, e allora la pizza rossa, l’hamburger, l’hot dog o il pollo fritto saranno un’idea sola e lacerante: prendere e mangiare subito.

Accade nelle strade, nelle cittĂ , sui treni e sugli aeroplani. Quando arriva il momento del pranzo, mangio, ingollo, e me ne fotto.
Qualcosa di apprezzabile ci sarĂ , lo so, e lo voglio provare.
VoilĂ .

Poi però sollevo la testa e come un novello conte Ugolino, mi accorgo magari di essermi sbrodolato la barba di crema, di salsa al curry-yogurt, di mayonnaise e di frammenti di pomodoro sgualciti che mi sento un po’ una bestia alla mangiatoia, ingorda e vorace.

Ma resta il fascino del piatto rubato, fagocitato per risolvere un improvviso imbarazzo. E negli anni ho dato vita ad una raccolta di oggetti alimentari interessanti.

1° puntata
Il biroldino, alias Nussstängeli, ovvero l’insostenibile leggerezza della mandorla

Il primo è di recente acquisizione: lo chiamiamo, io e l’amico pisano che condivide con me la mensa della gloriosa radio svizzera, il biroldino alla mandorla.

Un bastone lungo un venti centimetri, cilindrico e un poco appiattito, di sfoglia sbriciolona, con un filo di glassa bianca che inumidisce il corpo, rendendolo alle mie papille succulento e di oltraggiosa golositĂ .

Ora la questione che in mensa, solo al mattino, arrivano si e no cinque biroldini, o, dalla forma appunto di bastoncello, nussstängeli (che in una approssimativa traduzione vuole dire bastone di mandorle o nocciole).

Questi cinque pezzi facili (scusatemi), se li giocano in una decina di giornalisti e tecnici che escono come fantasmi spenti dal turno della notte o dell’alba.

Durano poco, ma hanno la stoica capacitĂ  di far finta di avanzare, anzi di perdurare. Essi ci sono quando entri in mensa, li guardi ma ti muovi con circospezione, in fondo sono sempre dei corpi estranei tra gli eleganti croissants.

Ti avvicini, ti distrai e spariscono in un istante maledetto. Insomma ci sono e non ci sono, li vedi e scompaiono. Ma se riesci ad impossessarti di loro, e risolvi l’arcano dell’inzuppo, sarai loro grato per sempre, e potrai anche aver fatto colazione abbondantemente, sarai sazio, ma al biroldino non si rinuncia, mai, per uno strano credo dionisiaco: lo sgretolamento leggero attorno all’anima di crema alla mandorle non ha, ad oggi, che pochi rivali.

Prossime puntate annunciate e/o millantate:
– Focaccia rosa, o dell’inafferrabile scivolamento del pomodoro
– Il pollo allo spiedo in salsa dolce (forse mostarda, forse burro e curry, forse burro di arachidi)
– La mangiatoia agrochimica


  • Eno(promo)loop
  • Gastro di corsa. La focaccia mercally
  • Gastro di corsa. Macbestie
  • L’odore dei frati

  • 9 Commenti al post “Gastro di corsa. Il biroldino.”

    1. Santa
      novembre 10th, 2005 12:37
      1

      ho notato un comportamento simile al gastro di corsa anche nella gatta che vive a casa con i miei. SarĂ  la vecchiaia ma è diventata famelica; quando vede la scatola dei croccantini non ti lascia il tempo di aprirla…lei è lì che struscia, graffia, morde. Appena il primo croccantino vien fuoti dal cartone lei è lì sotto con la lingua che la capta prima ancora che raggiunga il fondo…Oppure immerge il musetto nella carne gelatinosa e ti guarda con i baffi e il naso tutto sporco e ti chiede “ancora”. Ancora cibo…
      Sarà vero che la fame è un istinto bestiale e quando arriva non conosciamo bon ton. Nè noi nè le bestie.
      una “Livella” – direbbe Totò

    2. carnefresca
      novembre 10th, 2005 13:58
      2

      è lo stesso identico effetto che subisco nei confronti delle cialde del picchi, la ciliegina finale sulla metaforica torta del sadismo del perfido cuoco che ti affoga (letteralmente) di delizie dalla prima portata all’ultima, per vedere fino a quale estrema spiaggia dell’indigestione tentarti con tutto quel ben di dio ti potrĂ  portare.
      siccome non mi vergogno di confessare di essere famelica bestia, posso anche (come puntualmente mi capita) arrivare alla fine della cena con lo stomaco così rigonfio e turgido che anche sospirare potrebbe farmi male, a fare la fila con le altre anime prave al tavolino del caffè con la panna montata e le cialde per prenotare il mio dignitoso posto in classifica verso i candidati alla perdizione.
      della panna montata non me ne frega niente. tenetevi le patate al forno. la parmigiana. quello che vi pare. mangio tutto quello che viene prima solo per ingannare l’attesa (con somma delizia, che c’entra) della sovrana portata finale.
      e aggiungo che siccome ho fatto voto di assaggiare tutto quello che si mangia (e non) nella vita, adesso fino a che non riuscirò a trovare un nussstängeli, non avrò, iddio mi perdoni, pace.

    3. vis
      novembre 10th, 2005 18:31
      3

      Succede così all’improvviso.
      E così mentre tu stavi qui a parlare dell’ingordigia purulenta che ti costringe a soddisfare immediatamente il bisogno atavico di cibo, io ero sul mio blog a parlare di granella, la granella che mi ha colpito al cuore e di cui mi sono perdutamente innamorata.
      Un’attrazione bestiale.

      Però secondo me dipende un po’ dall’inverno alle porte.

      Vado a farmi una barretta di cioccolato Kinder.

    4. Bru
      novembre 10th, 2005 20:15
      4

      Geniale. Scusa se non mi dilungo ma devo lanciarmi sul kebab.

    5. Noantri
      novembre 11th, 2005 13:54
      5

      Aspetto con ansia da queste parti le sortite indignate dei rachitici vegetariani :-)
      [Ste]

    6. isntitapity
      novembre 13th, 2005 19:29
      6

      Bianda, prova, se lo trovi, il letale minisnack Vicenzi, similrotolino di pastasfoglia, ripieno di crema (si vabbè) o cioccolato. Sembra innocuo perchè blindato sui bordi brevi. Solo dopo il primo morsettino rivela la propria gefahrlichnatur.

    7. enrico
      novembre 14th, 2005 08:17
      7

      gefärlichnatur… bisognerebbe aprire una rubrica apposta per quegli oggetti dell’industria alimentare che nascondono la loro letale e selvaggia natura sotto le sembianze della merendina (ma poi, chi è che ha cominciato a chiamarle così…)

    8. isntitapity
      novembre 14th, 2005 15:43
      8

      Le chiamano merendine proprio perchè il diminutivo possa in parte sviare l’attenzione dalla loro gefärlichnatur.
      Mai sentito dire a nessuno “oggi mi ammazzo, mi bevo un arsenichino / cicutina / ammoniachina”.

    9. barbara
      novembre 16th, 2005 14:12
      9

      … senza contare la sindrome peggiore, quella che ti tiene sveglia la sera alla tv, che ti consola nei pomeriggi uggiosi d’autunno, che fa bene all’anima (un pò meno al corpo…).. LA NUTELLA..DA NUT…

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