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08/11/2005

La ballata dell’anatra ferita

di Antonio Sofi, alle 08:54

E’ un’alba luminosa, con i raggi di sole radenti che accarezzano le colline di Fiesole. Uccelli migratori, in cielo, guidati da un istinto invincibile.

anatre.jpgA Palermo, un paio di giorni fa, tra i cespugli del parco della Favorita, un’anatra insanguinata. La zampa ferita. Scatta il panico, scrivono le agenzie stampa, “la fobia del contagio dell’influenza aviaria ha prevalso sul sentimento animalista”. Nessuno del “folto gruppetto di curiosi, via via assiepatisi all’interno del parco, dinanzi al volatile ferito, infatti, ha trovato il coraggio di prendersi cura del pennuto e di condurlo da un veterinario”. Assiepatesi appunto nelle siepi ferite, osservando la scena come fosse uno schermo televisivo, aspettando che accada qualcosa, un gruppetto di curiosi guarda un’anatra ferita. Di sicuro, però, non sono anatre palermitane, sono anatre straniere, vengono da fuori.

A Castel Giorgio, provincia di Salerno, due anatre galleggiano in un piccolo specchio d’acqua. Ferite da arma da fuoco, i pallini nascosti dalle folte penne. No, forse malattia, ma vengono da fuori San Giorgio, San Giorgio non c’entra, sono pennuti stranieri. Nessuna malattia, alla fine, nessun’arma, anche le anatre muoiono, ben gli sta.

“Le anatre arrivano da novembre fino ad inizio dicembre, quando le rondini, le cicogne e gli altri ospiti alati della stagione estiva hanno ormai fatto le valigie da tempo”, scrive con prosa alata swiss info: “non appena poseranno le loro stanche ali sui laghi o sui fiumi svizzeri, queste anatre selvatiche si troveranno sotto sorveglianza speciale”. Sorveglianza speciale? Eppure il contagio con gli uomini è improbabile – continua – perchè sono animali timidi, benedetta timidezza, e “a differenza delle anatre indigene, il moriglione e la moretta vivono generalmente in mezzo ai laghi e non si lasciano facilmente avvicinare”.
Sta di fatto che non sono anatre indigene, vengono da fuori, nessuna malattia, sorvegliate speciali, fossero almeno svizzere, ma svizzere non sono, sono anatre straniere, che andassero a morire a casa loro.

Anatre in Canada, Germania, anatre in Romania e Russia, in Iran e in Slovenia.
Tutte anatre straniere, che vengono da altrove. Dal paese vicino, dalla nazione vicino, da lontano. Non sono anatre di qui, vengono a rubarci pure la malattia.

A Frosinone, due grandi oche giganti sono state trovate morte sotto il ponte ad Isola del Liri. Sotto il ponte, scrive l’agenzia stampa, maledette anatre barbone. “In base ad una prima verifica esterna il medico ha escluso che i due volatili possano essere morti per qualche virus. Piu’ probabile il fatto climatico e l’eta’ avanzata.”

Anche le anatre muoiono, per i cavoli loro.

[nota: tutte le notizie di cui sopra sono state prese dai take di stampa dei giorni scorsi. Le due foto in alto sono due anatre, la prima fiorentina, la seconda estone. O viceversa.]


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  • 9 Commenti al post “La ballata dell’anatra ferita”

    1. Effe
      novembre 8th, 2005 12:58
      1

      d’altro canto, Tchaikovsky aveva composto La Morte dell’Anatra
      (poi, un successivo errore di traduzione, e quindi)

    2. blow up
      novembre 8th, 2005 16:02
      2

      Ci risiamo: non è l’oggettivo pericolo a suscitare reazioni di paura.
      E’ lo “straniero”, il diverso, ciò che viene da lontano che fomenta reazioni di timore. E’ così per gli extra-comunitari, così per gli extra-terrestri, adesso verso i pennuti stranieri, o presunti tali.
      Povere anatre, polli e oche: chiederanno anche loro il permesso di soggiorno!?!?

    3. maria
      novembre 8th, 2005 16:47
      3

      passeggiando in cittĂ  ho potuto notare che un signore stava buttando nel cassone rifiuti un “pennuto” morto.
      La mano alla bocca è corsa istintiva e l’dea del pericolo è stata immediata:e se il pennuto non era locale?
      e se il pennuto veniva da fuori?

    4. sergio maistrello
      novembre 8th, 2005 18:10
      4

      Piano americano sull’anatra, dissolvenza lenta, musica di sottofondo: «Cinque anatre andavano a sud: forse una soltanto vedremo arrivare, ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare, che bisognava volare, che bisognava volare, che bisognava volare…» (Guccini, of course).

    5. Noantri
      novembre 9th, 2005 00:39
      5

      Santo cielo, a Salinger gli prenderebbe un ictus!
      [Ste]

    6. Santa
      novembre 9th, 2005 17:56
      6

      lascio la parola al Vecchio Maggiore, il maiale de La Fattoria degli animali di Orwell, il quale intona un inno che così comincia:
      “Animali d’Inghilterra,
      d’ogni clima e d’ogni terra,
      ascoltate il lieto coro:
      tornerĂ  l’etĂ  dell’oro!”

      ChissĂ …

    7. vis
      novembre 9th, 2005 22:33
      7

      Bisognere revocare a certi pennuti il permesso di soggiorno.

    8. enrico
      novembre 10th, 2005 09:13
      8

      probabilmente nicolas sarkozy potrebbe darci qualche dritta sulla questione espulsione: una al giorno tanto per infuocare un po’ gli animi quieti delle banlieues parigine… ha naturalmente un blog istituzionale in terza persona:

      http://sarkozyblog.free.fr/

    9. chi
      dicembre 5th, 2005 20:38
      9

      Siete un po’ sfigati …….e razzisti…….W TUTTI GLI ANIMALI,COMPRESE LE FORMICHE… A MORTE CERTE BESTIE-UOMINI COME VOI SFIGATI……
      Io ho un’anatra di compagnia che amo….ricordatevi che le vere bestie siamo noi umani…….

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