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31/10/2005

Bestie

di Enrico Bianda, alle 18:54

Come bestie non conosciamo colpa. Nessuna colpa

omoscimmia (part.), 3d di emmegiI segni che lasciamo, quello che facciamo ce lo portiamo dietro. Le parole, i gesti, gli affetti, gli umori e i legami, d’odio e d’amore. Tutto lascia traccia in un passato.
Lo scrive in un romanzo Joyce Carol Oates.
Bestie.

E adesso? Che fare? Che scrivere?
Bucchi su Repubblica qualche giorno fa sfornava una delle sue perle assolute, prendendosi gioco – come al solito – degli schieramenti, delle ideologie e della solidità – presunta – umana.
Per lui l’evoluzione umana è ferma ad una serie di Sapiens sapiens.
In fila, uno dietro all’altro, come nella celebre illustrazione. Piegati in avanti, appena gobbi, mento e mascella da roditore, e cranio appiattito, lobi schiacciati e braccia lunghe. Così siamo noi, ancora spesso indistinguibili dalle bestie. Poi dice che non hanno ragione i creazionisti, aggiunge perfido Bucchi.

Insomma, travolti dall’attualitĂ , sia Antonio che io, anche se in misura minore, causa furto pc e quindi silenzio prolungato di quasi due mesi, ci siamo interrogati sul che fare.
Corriamo o torniamo a respirare, in tutti i sensi?

Spesso ci siamo trovati a raccontare e scrivere di cose apparentemente distanti da quello che accadeva, ricordi, luoghi, per poi scoprire che uno sguardo sul mondo lo costruivamo ugualmente, non foss’altro che la discussione era sempre aperta a tutti quelli che volevano contribuire con i loro racconti e i loro ricordi. Siamo passati attraverso i luoghi, le cittĂ , le osterie, i paesaggi, i corpi, le pulsioni, i segreti e i desideri di molti.
Abbiamo indagato con leggerezza, spero, le identitĂ , le appartenenze, i vizi e i difetti delle comunitĂ , i silenzi dei politici e la scrittura dei giornalisti, gli sguardi dei fotografi e le immagini dei registi, passando per i suoni e le parole delle canzoni amate.

Ma sempre di pulsioni si trattava, di spinte emozionali, spesso poco spirituali e molto carnali, e di desiderio e di bisogno erano fatte.
Siamo fatti di bisogni e desideri, un po’ come delle bestie un poco piĂą evolute, come ci dice Bucchi, che guarda a quello che facciamo con uno sguardo affilato, perfido e lucido.
E allora di bestie parleremo, come al solito con parecchi Jolly da giocare, carte libere, libertĂ  quasi assoluta e speculazioni permesse, senza colpa e con qualche colpo da ferire.

Bestie da mangiare, da guardare, da domare, da esporre, su cui riflettere, da cucinare, vivisezionare, sfottere e scoprire, tenendo in mente che in fondo le prime bestie siamo noi.


  • La grande abbuffata
  • Un macello insostenibile
  • Otto, e il cielo stellato
  • Canemucco 2. Di rosso quantobbĂ sta e mezzanino

  • 5 Commenti al post “Bestie”

    1. enrico
      novembre 4th, 2005 10:06
      1

      bestie!

    2. vis
      novembre 4th, 2005 19:44
      2

      Tutti gli animali sono uguali ma alcuni animali sono piĂą uguali degli altri.

    3. mauro
      novembre 6th, 2005 12:45
      3

      Intanto che provo a mandarvi qualcosa (spero prima del prossimo cambio d’argomento), suggerisco:
      David Garnett
      La signora trasformata in volpe
      Einaudi

      buona domenica

    4. Fanfan Tulip
      novembre 7th, 2005 10:45
      4

      Vuoto rigonfio: attenzione può esplodervi in mano!

    5. antonio
      novembre 8th, 2005 08:55
      5

      maledizione, di nuovo problemi con i commenti. chiedo scusa alla prima commentatrice. Sorry.

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