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20/10/2005

Quel voto così bianco…

di Antonio Sofi, alle 01:08

[Nell’immagine la percentuale di voti non validi alle primarie]La percentuale di voti non validi alle primarie del centrosinistra

Ancora sulle primarie, una riflessione stimolata da un arguto commento di Placida Signora. Che scrive, a proposito dei risultati delle primarie (evidentemente anche lei, come me, ama curiosare tra i dati elettorali, numeri che raccontano sempre qualcosa):

Io ho un’unica perplessità, che forse con la politica non c’entra nulla, ma riguarda esclusivamente il comportamento umano.
Leggo fra i dati, questi: schede bianche: 7583, schede nulle: 9031. Pari a un totale dello 0,4%.
E mi domando: non sono elezioni ufficiali, ma diciamo “volontarie”. Per votare fai lunghe code (ergo usi tempo), e paghi minimo 1 euro. Tutto questo per annullare la scheda o riconsegnarla bianca.

Che senso ha? Posso, sforzandomi, cercare di giustificare le nulle: goliardia, incavolatura nera, sfiducia assoluta, finalmente hai l’occasione di “sfogarti” insultando i politici…che ne so, cose così (anche se 9000, cavoli, sono un bel numero).

Ma le bianche che significano?
Non era meglio allora starsene a casa?

Il dato è in effetti curioso.

Nelle ultime elezioni primarie, a fronte di 4,294,487 voti validi, ci sono stati:
– 9,031 nulle
– 7,583 bianche

entrambi pari allo 0,2 dei voti totali: in tutto quindi 0,4 di voti non validi.

Tanto per fare un confronto, e non può essere una sorpresa, il dato percentuale è di gran lunga inferiore al valore medio delle altre consultazioni: nel 2001, prendendo le politiche, si è registrato un 6,4% di voti non validi, di cui 3,5% bianche.

Una prima cosa da dire è che tradizionalmente in “voto non valido” si racchiudono due tipologie differenti di voto:
la prima è il voto nullo;
la seconda è la cosiddetta scheda bianca.

Nel primo caso, il voto è nullo perchè plurisegnato (con più crocette), o vi sono scritte di vario tipo, oppure segni di riconoscimento. Il voto nullo, come ben si capisce, si presta a differenti spiegazioni e spesso dipende da caso a caso: c’è chi usa la scheda come sfogatoio e la riempie di insulti più o meno coloriti (ricordo un delizioso libretto millelire sull’argomento), chi mette la fetta di mortadella, chi, per semplice ignoranza, sbaglia a votare e mette troppe crocette (caso meraviglioso quello della Florida nel 2000 che è uno dei miei cavalli di battaglia quando lo racconto).
Il voto nullo, quindi, può essere un messaggio politico, o un errore.
Quando vuole essere un messaggio (e spesso lo è, per esempio nella scritta o nella fetta) mi intenerisce, perchè è un messaggio flebile, solipsistico, che vorrebbe gridare al mondo e poi invece si squaglia triste nel brodo primordiale dei voti non validi, nelle percentuali fredde e lineari, buone solo per le statistiche. Emblematico, a suo modo, questo gridare sghembo e finire intruppato nei numeri: sghembità uguale a sghembità, non più riconoscibile. Se invece è un errore, per carità, capita.

Il secondo caso, invece, la scheda bianca, è più affascinante, perchè in parte imperscrutabile.
Un elettore va a votare, poi lascia la scheda bianca. Ripensamento, timidezza?
Un fenomeno che m’ha sempre affascinato, da quando mi interesso di elezioni e campagne elettorali. Ci sono interessanti teorie sul non voto che includono anche questi comportamenti, che qui non riporto. E’ la scheda bianca in sè ad affascinarmi; perchè come scrive Mitì, mi pare che forse con la politica c’entri fino ad un certo punto, e in realtà riguardi esclusivamente il comportamento umano.

Ancora più curiosa in questo caso, la scheda bianca, perchè si parla di primarie. Può darsi che sia anch’esso un flebilissimo messaggio politico, del tipo “non mi piace nessuno di loro e pago un euro per dirvelo” (come dice Max nei commenti) anch’esso però destinato al calderone informe; e forse c’è qualche voto di disappunto per mancanza di privacy.

Rimane il mistero, però: quel sottolissimo bianco è un voto scritto con inchiostro invisibile, struggente come un non detto.

da Pompeo di Andrea Pazienza
…quel voto così bianco… (cit.)


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  • 14 Commenti al post “Quel voto così bianco…”

    1. Santa
      ottobre 20th, 2005 11:19
      1

      L’elezione, primaria o no, è una scelta.
      E il manicheismo delle scelte è sempre piuttosto drastico. Si oppure no. Lui oppure l’altro. Eppure nella vita c’è sempre un interstizio, il grigio (o il bianco, in questo caso) che il momento politico delle elezioni non può prevedere; e forse la scheda bianca ha a che fare con quel “silenzio assenso”, per cui ci sono, concordo con il metodo elettivo ma non so proprio cosa dire, chi votare…
      A volte capita nella vita, no?
      L’assenza alle urne è un segno netto.
      La presenza anche.
      Anche la presenza, silenziosa e bianca, è un segno che sta nel mezzo.
      Come nella vita, no?

    2. MassimoSdC
      ottobre 20th, 2005 11:31
      2

      Interessanti, come al solito, i tuoi “post-approfondimenti”, antonio. In particolare, catturano la mia attenzione due tue affermazioni:

      – che la scheda bianca possa riguardare “esclusivamente il comportamento umano”;
      – che vi siano voti destinati al “calderone informe”.

      Ebbene, pur personalmente non avendo mai né annullato la scheda, né votato scheda bianca, non mi trovo d’accordo (sai che sorpresa) ;o).

      La ragione è semplice: non riesco a concepire in altro modo idee (politiche e non) che non siano “esclusivamente umane” (se non sono “umane” cosa sono?). Quanto invece al “calderone”, non è una novità che si discuta sempre della percentuale di schede nulle o bianche e con un rilievo di norma simile a quello attribuito ai candidati che ottengono una percentuale di consenso pari ad esse (in questo caso lo 0,4%).

      A dimostrazione di quello che ho scritto, immagina cosa succederebbe se tali schede raggiungessero non lo “zerovirgolaqualcosa”, ma che so… il 20% o il 40%. Oppure addirittura più del 70%, come immaginato nel romanzo di José Saramago (cui avevo fatto cenno nei precenti commenti). Si parlerebbe ancora di “calderone informe”? Non credo proprio. Appunto. ;o)
      Un caro saluto
      M.

    3. stark
      ottobre 20th, 2005 11:55
      3

      Non comprendo tanto stupore. Mettiamo che io abbia idee di sinistra, sia un elettore di sinistra e voglia legittimare questo atto di democrazia rappresentato dalle primarie, tanto per non dare soddisfazione a chi dall’altra parte mira a ridurle a una barzelletta. Però tra i candidati non c’è nessuno che io senta rappresentarmi pienamente: così, voto scheda bianca. Però voto, come per dire: io c’ero. Dov’è che sbaglio?

    4. perpetuo
      ottobre 20th, 2005 12:17
      4

      è sempre un piacere trovare un riferimento al grande Paz, quel cielo così bianco è un capolavoro

    5. MassimoSdC
      ottobre 20th, 2005 12:17
      5

      Ecco (e con questo mi fermo, altrimenti mi sembra di invadere poco educatamente il blog di antonio con i miei commenti), stark ha centrato il punto. E non sbaglia. Le schede bianche rientrano al pari di tutte le altre nei 4 milioni e più di PERSONE che hanno partecipato al voto delle primarie sostenendo appunto, come dice bene stark, l’iniziativa delle primarie (altrimenti sarebbero rimasti a casa). Se quindi si applaude alla partecipazione, parte di quell’applauso non può che andare anche a loro. Esattamente come per gli altri. E senza possibilità di ragionevole distinguo di sorta, in questo caso.

      M.

    6. Andrea
      ottobre 20th, 2005 13:13
      6

      a suo modo poetico, gran bel pezzo

    7. jest
      ottobre 20th, 2005 14:07
      7

      c’erano delle matite schifose, magari qualcuna era pure guasta

    8. loconews
      ottobre 20th, 2005 16:47
      8

      il mistero è presto spiegato, da notizie di prima mano pare che i presidenti di seggio mastelliani abbiano fornito penne a inchiostro invisibile a chi aveva la faccia da prodiano

    9. darkripper
      ottobre 20th, 2005 21:46
      9

      Io conosco una di quei 9000 che han votato scheda bianca!! :)

      la sua spiegazione: “sono favorevole al concetto di primarie ma non mi sentivo rappresentata da nessuno dei candidati” Il che infondo, non fa una piega.

    10. manginobrioches
      ottobre 21st, 2005 10:17
      10

      Sono stata spesso scrutatrice, in una delle mie vite precedenti, e confesso che le mie preferite erano le schede nulle, e per lo stesso motivo per cui i presidenti di seggio invece le odiavano: uscivano dalla riga, dai numeri, creavano un momento di caos, di disordine, di contro-statistica. Prima di finire intruppata nelle percentuali, ciascuna di esse Рe me ne ricordo di magnifiche Рa noi, noi pochi del seggio, rappresentanti dello Stato Рe dello stato Рdei verbali e dei numeri, ha sempre passato un messaggio sghembo e anarchico. E uno 0,1 di anarchia tiene lubrificato il 99,9 di precisione e democrazia dei conteggi, altroch̩.

    11. Caruso Paszkowsky
      ottobre 21st, 2005 10:28
      11

      E’ emblematico ciò che ha scritto darkripper circa una sua conoscente:

      “sono favorevole al concetto di primarie ma non mi sentivo rappresentata da nessuno dei candidati”

      La verità e che l’insofferenza verso l’attuale classe e fare politico è sempre più dilagante. Anche io, fino a un anno fa paladino della democrazia della X, sto riflettendo sul da fare il 9 e 10 aprile prossimi: andare al mare o andare alla scuola per depositare – anche io – una affascinante scheda bianca nell’urna? Il mio è un voto come un altro. Ma è mio, e loro di certo non se lo meritano.

      (e non dite che Rino Gaetano non è attuale)

    12. gm
      gennaio 8th, 2006 18:52
      12

      Carissimo Sofi,
      le primarie sono ormai lontanissime, e il loro effetto pressoché vanificato dai recenti scandali COOP.
      Sai, non bisogna per forza essere una Facoltà di Sociologia o di Scienze Politiche per interessarsi di politica, cultura e società. Noi cerchiamo di farlo per esempio, nel nostro piccolo. Non certo bene come il blog di giornalismo di Urbino!
      Perché non ci leggi qualche volta?
      Ma probabilmente le cose che scriviamo non sono tanto interessanti…
      Noi comunque ti leggiamo di tanto in tanto e ti abbiamo anche inserito nel nostro blog rolling.

      ciao e Buon Anno

    13. marcello
      gennaio 14th, 2007 16:07
      13

      Alla luce delle elezioni politiche 2006 e dei sospetti di brogli sollevati da Deaglio, queste riflessioni sulle schede bianche devono essere viste sotto una nuova luce. Se ci sono stati dei brogli allora il calo vertiginoso delle bianche (ridotte di cira il 70%) si spiga. Volendo essere ottimisti ipotizziamo che non ci siano stati brogli. Ma allora mi chiedo
      – cosa spinge una persona a votare scheda bianca?
      – cosa ha spinto 1.200.000 elettori a non votare più scheda bianca?

      saluti
      marcello

    14. Leo
      febbraio 4th, 2008 23:28
      14

      Io ho votato scheda bianca. Non posso parlare per gli altri ma posso dirti perché l’ho fatto io.
      Votare per un candidato o una lista con un marchio significa approvare il sistema (democrazia rappresentativa basata sul voto) e approvare la proposta del votato.
      Votare scheda nulla e non andare a votare significano: mi auto escludo dal sistema, che decidano gli altri per me.
      Votare scheda bianca implica che mi sono alzato dalla mia poltrona, ho preso l’auto, ho consumato benzina e usato alcune decine di minuti della mia vita per recarmi al seggio, che non ho ceduto al gusto autocelebrativo di essere “contro” scarabocchiando sulla scheda, che ho accettato il rischio che la mia scheda bianca si usata per attuare brogli (molto facili con le schede bianche). La scheda valida con può essere una svista, una abitudine, una imposizione (in alcune zone d’Italia), la scheda bianca non lo è mai. La scheda bianca è l’affermazione più forte che si può fare: riconosco il sistema e lo uso per dichiarare che NESSUNO dei candidati vale più di me. Io sono il solo candidato che voterei, perché so cosa è giusto fare. Ma non mi sono candidato e perciò per votare me stesso non mi resta che lasciare la scheda bianca.

      Per questo motivo l’unica azione dei cittadini che VERAMENTE terrorizza chi il potere già lo detiene è il voto con scheda bianca (a questo proposito è illuminante il romanzo di José Saramago “Saggio sulla lucidità”)

      Cordialmente
      Leo

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