home

Leggi gli aggiornamenti in home page

13/10/2005

Che sia chiaro

di Antonio Sofi, alle 09:21

scalfarotto a firenzeChe sia chiaro, visto che un caro amico me l’ha fatto notare via mail.
Il seggio che vorrei per Ivan Scalfarotto deve essere una semplice candidatura in un collegio “vero”, in un territorio che conosce e lo riconosce, magari proprio nella sua Milano.
Una candidatura che gli permetta di continuare a fare politica, di misurarsi con un avversario, e di portare in dote in parlamento, oltre la legittimazione delle primarie, anche i voti che si è conquistato sul campo.

Non deve essere un seggio rosso sicuro e superblindato e/o estraneo alla storia di Scalfarotto, un Mugello buono per tutti i nomi. Ovvero, un posto in parlamento più o meno assicurato – la cui “compravendita” a tavolino è la vera grande non detta vergogna della politica italiana maggioritaria.
Nè, per esempio, una cooptazione dall’alto e da non eletto in un ministero (per quello delle pari opportunità lo stesso Scalfarotto, nell’infelice intervista al Corriere della Sera Magazine, si autoproponeva).
Queste ultime due eventualità sarebbero alla lunga, anche se possono non sembrare tali, un passo indietro per Scalfarotto politico.

Se è intelligente lo capirà da sè.
Io lo voto, e lo aspetto al varco.

Tag: ,


  • Mi sa che mi ci vuole un daje collettivo
  • iMille e il partito democratico. Network, conversazioni e trasparenza.
  • Doppio Fiat all’americana
  • Alla ricerca del sito (politico) perduto

  • 22 Commenti al post “Che sia chiaro”

    1. Todomodo
      ottobre 13th, 2005 09:45
      1

      Pienamente d’accordo e altrettanto speranzoso, anche se non lo voterò.
      In particolare, proprio l’infelicissima intervista al Magazine del Corriere mi fa venire il sospetto (non è il primo a scadere tremendamente in quella specifica circostanza) che i giornalisti di quella particolare rivista siano maestri nel costringere gli intervistati a dare il peggio di sè.

    2. p
      ottobre 13th, 2005 10:09
      2

      i collegi, purtroppo, non ci saranno più.

    3. Antonio
      ottobre 13th, 2005 10:18
      3

      ovvio cambia tutto il discorso, ma vediamo prima che legge esce fuori

    4. mauro
      ottobre 13th, 2005 12:29
      4

      giusto per ridircelo.
      per votare alle primarie di domenica servono:

      – certificato elettorale
      – documento di riconoscimento
      – 1 euro (contributo minimo campagna elettorale)

      chi abita nei piccoli centri sappia che c’è un solo seggio per comune.

      personalmente credo che conterà più l’affluenza del risultato. la percezione di non poter decidere a cacchio, ma tenendo conto di un rinnovato interesse per le cose comuni, potrà essere trasmessa solo con i numeri.
      amen

    5. MassimoSdC
      ottobre 13th, 2005 22:17
      5

      Mah… Antonio,
      non riesco proprio a seguirti:
      – voti alle primarie non per designare il leader della coalizione (come almeno in teoria dovrebbe essere) ma per eleggere… l’opzione sul futuro di parlamentare di uno dei candidati;
      – parli dell’importanza del legame con il territorio, quando nei fatti tale legame è ancora tutto da costruire (e da dimostrare);
      – usi argomentazioni logiche (nel precedente post) per poi deviare funnambolicamente in conclusioni se non illogiche, almeno curiose.

      Insomma, lasciami fare un’amichevole battuta: data la fervida creatività e fantasia che mi pare tu (e non Scalfarotto) sia riuscito a dimostrare in questi due post, più che votare qualcuno, prova a candidarti. Hai visto mai, che…

      ;o)

      saluti
      M.

    6. Antonio
      ottobre 13th, 2005 23:59
      6

      caro massimo, ti risponderei pure se capissi meglio dove sta la fervida creatività e fantasia in quello che ho scritto. Colpa mia ma non ho capito.

      Altro punto è invece la scomparsa dei collegi, che non ho volutamente considerato (voglio vedere prima come e cosa passa). Qualcosa cambierà, nel caso concreto del dopo primarie e di Scalfarotto, ma non è detto così tanto (semmai ci ritorniamo a legge fatta). Io avverso profondamente e con mille motivazioni questo ritorno al proporzionale (una porcheria, si direbbe con più pregnanza). Lasciando perdere il resto, come effetto indiretto questa riforma sgonfia parte del senso di queste primarie, già di per loro nate male

    7. Matteo
      ottobre 14th, 2005 13:09
      7

      Posso dire che mi risparmierò volentieri la fatica di aspettare al varco le mosse di Scalfarotto “politico” (!??) (trovo tutta la sua “operazione” un gioco di ruolo irrealistico e tremendamente snob…ma hai visto chi lo sostiene?)

      Dici “Trovavo e trovo Scalfarotto portatore di un approccio troppo naif alla politica” e quindi questo te lo fa pensare un “buon parlamentare”!!?? A Topolinia, forse.

      Insomma, per me Scalfarotto non è votabile (ma per miei pre-giudizi proprio interni alla comunicazione politica, o all’idea di politica che ho) e ritrovarlo magari come candidato alle politiche (e in quale partito, poi? una lista a sua nome? i ds? il listone???) lo trovo un controsenso.

      Alle primarie voterò Prodi, senza sapere come e dove poterlo votere poi domani nel pantnao proporzionale. (e anche questo un po’ di controsenso lo fa….)

    8. antonio
      ottobre 14th, 2005 13:33
      8

      Questione di gusti e dell’intricato coacervo di opinioni che fanno la nostra personale “idea di politica”, come dici tu. Solo non concordo con “irrealistico”: 15000 voti sono molto reali, invece. E poi guarda che un po’ di naivete ben venga. Sul controsenso delle primarie con la nuova legge (che affetterà anche il post-primarie) come da precedente commento, siamo d’accordo, ed è un ulteriore peccato.

    9. MassimoSdC
      ottobre 14th, 2005 15:31
      9

      Caro amico (che si resta amici anche se non si è d’accordo, vero?),
      Matteo ha inteso esattamente a quale creatività facevo riferimento.
      Ma mi correggo: se non sei riuscito a cogliere prima di lui quel mio riferimento, meglio che non ti candidi più. ;o)

      Scherzi a parte: davvero trovo curiosa questa tua posizione su Scalfarotto. E, per dirla usando il suo “slogan”, fossi costretto a farlo dovrei turarmi il naso (ed altro) per votarlo. Cosa che ovviamente non farò. Nemmeno per compiacere quella nota e solita cricca di snob che si divertono a giocare con la buona fede dei più.

      Poi, ad opgnuno le sue personali convinzioni, ovvio. Io, fino a prova contraria, mantengo le mie. ;o)

      cari saluti
      M.

    10. Antonio
      ottobre 14th, 2005 16:15
      10

      L’unico modo per votare senza turarsi più o meno (sottolineo: più o meno) il naso è votare per se stessi, e probabilmente nemmeno in quel caso. amici, ovvio, che discorsi, non si può mica esser sempre d’accordo.

    11. Matteo
      ottobre 14th, 2005 17:42
      11

      Amicus Antonio, sed magis amicus Max ;-)

      Il mio “irrealistico” era legato al fatto che le firme di sostegno alla candidatura “Scalfarotto” (per come le vedo io coi miei pre-giudizi) sono minuscola partecipazione di una piccola elite culturale che “gioca” alla democrazia (del tipo “noi che siamo i più intelligenti degli intelligenti ora vi facciamo capire cosa significa primarie, partecipazione dal basso etc etc). Permettimi, Antonio, di citare il tormentone meraviglioso di “Sogni D’oro” e di riadattarlo al caso: “Ma un pastore abruzzese, una casalinga di Treviso, un bracciante lucano…perché mai dovrebbero votare uno Scalfarotto? Va bene, figure scomparse…allora, e un ricercatore precario di 40 anni, una badante rumena, un cassaintegrato pugliese? Non so, forse a non votare (e non apprezzare l’esperimento) “Scalfarotto” finirò per essere più snob di quelli che lo sostengono….o forse no.

      (con la stima e l’amicizia di sempre, Matteo)

    12. criscia
      ottobre 14th, 2005 21:22
      12

      Mi inserisco timidamente in punta di piedi a questa discussione perché mi appassiona il tema. a me Scalfarotto non dispiace affatto, anche se non ho avuto il piacere di vederlo parlare dal vivo. Però sollevo una questione che mi passava per la testa proprio stasera, prima ancora di leggere questo post: ci si può fidare di una persona che si conosce così poco? Una cosa mi fa riflettere, ed è proprio tutto il sostegno che ha avuto da parecchie persone per arrivare così velocemente a questa candidatura.
      Ecco, credo che, così come è importante vedere e ascoltare la persona dal vivo, sia altrettanto importante avere un assaggio del suo lavoro e delle sue reali capacità in un ruolo che, detta sinceramente, tanto facile non è. Sono quindi in dubbio. Mi può bastare quel poco di lui che ho visto e sentito? E ancora, mi posso fidare di quelle persone che l’hanno appoggiato in questa candidatura? La quantità non è la qualità e questo si sa bene…
      Insomma, tutta questa pantomima per dire… bhò! non ho per niente le idee chiare (come al solito).
      un caro saluto, antonio

    13. Andrea Pellegrino
      ottobre 15th, 2005 11:42
      13

      cari amici massimo&matteo, la naivetè in fatto di comunicazione non c’entra affatto con la capacità di governare, a meno di non volere affermare che gli attori se la cavano meglio dei politici in fatto di governo. ma è un errore perdonabile, se non altro per due simpatici precedenti quali ronald reagan e arnold schwarzenegger, probabilmente anche voi li avreste votati al posto di scalfarotto, come certo il pastore abruzzese e la casalinga di treviso dei quali vi state facendo portavoce (pur senza rappresentarne gli interessi, vero?).
      dite semplicemente che scalfarotto vi sta sulle balle, è più onesto e meno snob dello snobismo che snobbate.
      friendly,
      Andrea Pellegrino

    14. MassimoSdC
      ottobre 15th, 2005 13:33
      14

      Caro Andrea,
      che altri mi dicano cosa dovrei dire lo trovo… in linea con le pretese di esercizio democratico che alcuni auspicano.

      Lasciami dire quello che penso (per quel poco che vale) e non quello che tu immagini io pensi: non ho motivi (seri o faceti che siano) per i quali il tal Ivan mi possa stare antipatico o simnpatico. E comunque, come ho cercato di dire, tale circostanza poco inciderebbe sulle mie decisioni di voto.

      saluti
      M.

    15. Andrea Pellegrino
      ottobre 15th, 2005 14:05
      15

      caro massimo, con simpatia ma rileggi. non ti ho mica detto cosa dovresti dire/pensare/fare/baciare/lettera/testamento, ti ho solo invitato a dire pane al pane e vino al vino. dallo scambio di battute pareva veramente che l’antipatia, se non verso il candidato verso la linea di pensiero dei molti che in questi giorni stanno manifestando l’intenzione di appoggiarlo, fosse il vero motivo di tale veemenza ma vabbè;)
      buone primarie.

    16. MassimoSdC
      ottobre 15th, 2005 15:25
      16

      Caro Andrea,
      quanto a rileggerti io ti rileggo. ;o) E, con immutata simpatia, ti riscrivo persino: “dite semplicemente che scalfarotto vi sta sulle balle, è più onesto e meno snob dello snobismo che snobbate.”

      Dunque, non avresti detto quello che avrei dovuto dire. Se a te così sembra, ok, ne prendo atto a prescindere da… quello che hai scritto. ;o)

      Più seriamente, visto che mi chiedi di dire chi trovo antipatico, ti rispondo sinceramente: nessuno (né il candidato in questione, né chi lo appoggia). Non ho mai scritto una cosa del genere, mi pare, e non l’ho pensata. Ho scritto, invece, che non mi piace chi si diverte “a giocare con la buona fede dei più”. L’antipatia o la simpatia personali, credimi, in questo non c’entra proprio nulla.

      E comunque,
      grazie per lo scambio civile di opinioni
      e buone primarie anche a te.
      M.

    17. antonio
      ottobre 17th, 2005 18:48
      17

      ah, il bel, sano, scazzo politico. grazie. :)
      0,6 è pochino pochino – ma più che il dato percentuale il problema è che è poco più dei voti racimolati per la presentazione della candidatura alle primarie (e poco più della panzino). Ha molte scusanti dalla sua parte, ma significa che poca era la sua capacità attrattiva – quantomeno oltre il web, che comunque *è* un modo per conoscere il candidato. Comunque adesso viene il bello, e in generale vedremo che succederà con le liste.

      Criscia: i tuoi dubbi sono più che legittimi. anzi vanno al cuore del problema del voto. che è sempre un punto di equilibrio tra fiducia e diffidenza. Non lo è solo quando è del tutto ideologico oppure se l’elettore risponde al profilo che la teoria politologica ha chiamato dell’ “elettore razionale” – profilo che in realtà non esiste e non esisterà mai (così come non esiste e non esisterà mai il consumatore razionale, ed ergo le varie forme di comunicazione e pubblicità). Ecco perchè scrivevo che non è possibile non turarsi il naso, più o meno; ed è difficile soprattutto in questi casi (parlo di primarie) prescindere anche da valutazioni “emotive” di vicinanza politica. Semmai ci ritorniamo con un po’ più di calma :)

    18. MassimoSdC
      ottobre 17th, 2005 19:19
      18

      Caro Antonio,
      mi fai venire in mente un certo sospicuo numero di teorie economiche, con questa tua ultima affermazione netta e senza possibilità di replica. (Te le risparmio, tranquillo…);o)

      Ma visto che a me piace più capire che avere o meno ragione (in realtà di questa seconda cosa sono indifferente, mi si creda) vorrei stuzzicarti un po’ ricordandoti che esiste una pubblicazione vastissima di teorie sulle aspettative adattive e razionali. E, credimi, non è proprio insensato il non trascurare l’aspetto razionale (e non solo emotivo) dei comportamenti umnani. Anche dei consumatori. E non solo in ambito economico… ;o)

      saluti.
      M.

    19. Suzukimaruti
      ottobre 18th, 2005 01:04
      19

      Io credo che i voti presi da Scalfarotto (sulla cui candidatura ho già detto peste & corna, tanto per farmi qualche nemico a sinistra) siano stati davvero pochissimi.

      In ogni caso mi aspettavo esattamente un non-risultato simile.

      Mi chiedo come chi lo ha votato non abbia visto l’inconsistenza del progetto, la limitata autorevolezza del personaggio (simpatico, intelligente, moderno, sicuramente simile e vicino alle mie idee, ma con ZERO esperienza politica, amministrativa o di governo) e la naturale vacuità “avventurista”, si sarebbe detto una volta, della sua candidatura a Premier (perché quello era).

      La mia impressione è che qui nella blogosfera ci sia stata una specie di montatura collettiva del caso, guidata – localmente – da qualche blogger che di fatto non è veramente di sinistra (Luca Sofri in primis, che alla prima occasione vota radicale, scrive sul Foglio), o ha in uggia la sinistra tradizionale, o vuole a tutti i costi fare il “bastian contrario”.
      Una voglia di protagonismo, un desiderio quasi classista di distinguersi a priori.
      Il tutto alimentato da tanti imitatori a cascata: il fenomeno ormai è noto.

      Cioè di blog in blog ci si è montati a vicenda un caso che non aveva alcun aggancio con la realtà.

      Il che dovrebbe farci riflettere sull’autoreferenzialità di certi circoli di blog, che non solo si sono rivelati sganciati dalla realtà, ma anche attaccati all’idea antipatica di avere ragione a priori, e che è in errore (o non informato, come scrive Mantellini) il “popolo bue” che ha votato per Prodi.

      Per motivi simili – lo insegna la Storia contemporanea – in Italia fallì il Partito D’Azione: distanza dalle masse, autoreferenzialità di determinati circoli (nello specifico quelli della cultura e dell’editoria) e una totale incapacità di confrontarsi con la realpolitik (che ora come ora va fatta o si muore: su questo siamo d’accordo, spero…)

      Il tutto con la differenza sostanziale che Scalfarotto non è Ernesto Rossi o Altiero Spinelli.

      Insomma, io continuo a propendere per la teoria dell’allucinazione collettiva.
      Fortunatamente ho votato Prodi.

      Mi piacerebbe che a freddo, magari non proprio oggi, qualche blogger intelligente si ravvedesse e tornasse sui propri passi.

    20. Antonio
      ottobre 18th, 2005 07:29
      20

      Enrico, ho letto le tue considerazioni in giro, e mi paiono politicamente molto sensate e mature. Ma perchè ravvedersi? E soprattutto di cosa? ;)

      Sulla naivete politica di scalfarotto siamo d’accordo, e non lo dico ora, ma vedi post precedente. Che vada fatta, la realpolitik lo sostengo da sempre – ma queste sono primarie, non politiche! E stiamo parlando di un voto ad un candidato che sarebbe comunque stato una risorsa per l’Unione, e forse più degli altri visto che non aveva partiti alle spalle e/o nulla da difendere (pensa chi ha votato mastella).

      Si vede che non abbiamo cultura delle primarie: che più che essere segno di disunione (come ha scritto qualcuno) sono, o possono molto spesso essere, un fattore di coesione (ci siamo confrontati, hai vinto, mi metto al servizio della tua candidatura). Parlo in generale delle primarie, non di queste, che ne sono state semmai una prova generale, meravigliosa per numero e partecipazione, meno per logica incoronatrice.

      Quanto al resto, ho espresso – a pochi giorni dal voto – una mia personale decisione, mi pare peraltro “laica” e poco fanatica: non certo, come ho letto sorridendo da qualche parte, con l’intenzione di spostare voti, ma stiamo scherzando?

    21. MassimoSdC
      ottobre 18th, 2005 12:53
      21

      Perfetta, dal mio punto di vista, l’analisi di Suzukimaruti. Mi viene solo da aggiungere che anche mia zia Ermenegilda non ha partiti alle spalle, è un volto nuovo ed ha idee piene di buonsenso. Se dovesse mai candidarsi per le primarie, però, io non la voterei (ma riuscirebbe comunque a prendere lo 0,5% circa).

      Il fatto è che per essere presi sul serio, occorre cercare di esserlo, seri. Almeno per il 70% delle cose che si pensa, si dice e si scrive. Almeno.

      ;o)

    22. saltino
      novembre 13th, 2005 01:54
      22

      Ed ora per poterlo votare… dovrai prenderti la residenza a Londra. Dov’è tornato a licenziare tranquillo.

    Lascia un commento