31/10/2005
Bestie
di Enrico Bianda, alle 18:54
Come bestie non conosciamo colpa. Nessuna colpa
I segni che lasciamo, quello che facciamo ce lo portiamo dietro. Le parole, i gesti, gli affetti, gli umori e i legami, d’odio e d’amore. Tutto lascia traccia in un passato.
Lo scrive in un romanzo Joyce Carol Oates.
Bestie.
E adesso? Che fare? Che scrivere? Continua a leggere »
Bucchi su Repubblica qualche giorno fa sfornava una delle sue perle assolute, prendendosi gioco – come al solito – degli schieramenti, delle ideologie e della solidità – presunta – umana.
Per lui l’evoluzione umana è ferma ad una serie di Sapiens sapiens.
In fila, uno dietro all’altro, come nella celebre illustrazione. Piegati in avanti, appena gobbi, mento e mascella da roditore, e cranio appiattito, lobi schiacciati e braccia lunghe. Così siamo noi, ancora spesso indistinguibili dalle bestie. Poi dice che non hanno ragione i creazionisti, aggiunge perfido Bucchi.


4.311.349 votanti sono una gran bella cifra.
Ieri sera mi sono scrollato a viva forza dal divano e sono uscito nel dolce freddo di Firenze per andare a guardare in faccia 


