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Post scritti nel ottobre, 2005

31/10/2005

Bestie

di Enrico Bianda, alle 18:54

Come bestie non conosciamo colpa. Nessuna colpa

omoscimmia (part.), 3d di emmegiI segni che lasciamo, quello che facciamo ce lo portiamo dietro. Le parole, i gesti, gli affetti, gli umori e i legami, d’odio e d’amore. Tutto lascia traccia in un passato.
Lo scrive in un romanzo Joyce Carol Oates.
Bestie.

E adesso? Che fare? Che scrivere?
Bucchi su Repubblica qualche giorno fa sfornava una delle sue perle assolute, prendendosi gioco – come al solito – degli schieramenti, delle ideologie e della solidità – presunta – umana.
Per lui l’evoluzione umana è ferma ad una serie di Sapiens sapiens.
In fila, uno dietro all’altro, come nella celebre illustrazione. Piegati in avanti, appena gobbi, mento e mascella da roditore, e cranio appiattito, lobi schiacciati e braccia lunghe. Così siamo noi, ancora spesso indistinguibili dalle bestie. Poi dice che non hanno ragione i creazionisti, aggiunge perfido Bucchi.

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30/10/2005

Compattezza

di Antonio Sofi, alle 18:36

Difficoltà non nascondibili ad aggiornare il blog in questa settimana – si spera nella prossima (dovremmo anche partire con un nuovo tema).
Nell’attesa (nonchè della serie chi-se-ne-frega), se qualcuno passa da Bologna il 3 Novembre prossimo venturo può intercettare i due tenutari del presente blog casualmente, separatamente e quasi in contemporanea impegnati al Compa, storico salone della Pubblica Amministrazione giunto quest’anno alla dodicesima edizione.
La mattina affiancherò per il secondo anno e con mio grande onore Lorella Cedroni per un laboratorio di comunicazione politica, il pomeriggio Enrico Bianda presenterà, con una miriade di partner istituzionali e come responsabile della parte redazionale, il progetto Media Alp.
Se passate fate un fischio (o un’email).

22/10/2005

Welcome to Greensboro!

di Antonio Sofi, alle 09:19

E’ cominciato tutto verso la fine dello scorso anno, quando sul blog di Jay Rosen sono comparsi dei post che parlavano di Greensboro, North Carolina.
La città di Greensboro, forte di un certo numero di blogger e del sostegno del quotidiano locale, stava creando una vera e propria cultura del blog legata alla dimensione locale, grazie a un aggregatore e a molta gente entusiasta e impegnata.
Incuriosita ho continuato a tenere sotto controllo gli sviluppi della vicenda, e quando, ricevuta conferma della mia borsa di studio negli USA, ho letto di Converge South non avevo altra scelta se non prenotare l’aereo. Per la conferenza, certo, ma non solo.
Welcome to Greensboro!
(o “Blogsboro”, come l’ha ribattezzata il Los Angeles Times in un articolo di qualche tempo fa)

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21/10/2005

Citizen what?

di Antonio Sofi, alle 23:32

Chiudiamo questo sgangherato mesetto all’insegna del citizen what? (ovvero, del tutto sensatamente, wemedia e citizen journalism + la vecchia cara politica.
Un mesetto che ci ha portato del tutto istintivamente dall’uragano katrina ai giornalisti bloggati, dai web days fino a scalfarotto e le primarie. E il bello è che ho la percezione che tutto sia, in qualche strano modo, collegato, ed abbia il centro focale nel modo in cui la rete si sta modellando; o meglio, le persone che la vivono ne stanno facendo uso.

Visto che, tra parentesi, siamo riusciti con Enrico a pranzare insieme (ma non dal Picchi, purtroppo) e definire, tra una forchettata e l’altra il nuovo tema, chiudiamo senza rimorsi. Nonchè con un ultimo bell’intervento: è di Antonella Napolitano, blogger e laureanda che, trovandosi negli Stati Uniti, ci regala un appassionato resoconto di un specialissimo convegno su weblog, giornalismo e creatività tenutosi a Greenboro qualche settimana fa (Converge South).

20/10/2005

Quel voto così bianco…

di Antonio Sofi, alle 01:08

[Nell’immagine la percentuale di voti non validi alle primarie]La percentuale di voti non validi alle primarie del centrosinistra

Ancora sulle primarie, una riflessione stimolata da un arguto commento di Placida Signora. Che scrive, a proposito dei risultati delle primarie (evidentemente anche lei, come me, ama curiosare tra i dati elettorali, numeri che raccontano sempre qualcosa):

Io ho un’unica perplessità, che forse con la politica non c’entra nulla, ma riguarda esclusivamente il comportamento umano.
Leggo fra i dati, questi: schede bianche: 7583, schede nulle: 9031. Pari a un totale dello 0,4%.
E mi domando: non sono elezioni ufficiali, ma diciamo “volontarie”. Per votare fai lunghe code (ergo usi tempo), e paghi minimo 1 euro. Tutto questo per annullare la scheda o riconsegnarla bianca.
Che senso ha? Posso, sforzandomi, cercare di giustificare le nulle: goliardia, incavolatura nera, sfiducia assoluta, finalmente hai l’occasione di “sfogarti” insultando i politici…che ne so, cose così (anche se 9000, cavoli, sono un bel numero).
Ma le bianche che significano?
Non era meglio allora starsene a casa?

Il dato è in effetti curioso.

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18/10/2005

Primarie non sono ‘a chi arriva primo’

di Antonio Sofi, alle 07:48

Purtroppo in questi giorni ho avuto poco tempo per il mio solito giro di ronda di letture. Questa mattina, però, mi sono svegliato un’ora prima e mi sono messo di buona lena, anche per recuperare le opinioni sulle primarie.

A proposito: i dati (da convalidare) delle consultazioni sono qui, in pdf Рed ̬ come sempre, molto divertente andare a spulciare tra i numeri elettorali.

Romano Prodi vota alle primarie4.311.349 votanti sono una gran bella cifra.
Una cifra in parte inaspettata che dimostra, innanzitutto (e non era ovvio) la sensatezza di questo tipo di consultazioni. Che non da subito, non senza distinguo, sono state accettate da tutte le anime della sinistra (non lo dimentico). Una gran bella cifra che parla di una esuberante voglia di trovare nuovi meccanismi di delega di rappresentanza che rispondano a nuove esigenze di partecipazione personale.

D’altro canto queste primarie, lo dico da un bel po’, sono nate “male”. Con molti, all’inizio, che hanno storto il naso, fatto obiezioni, messo i bastoni tra le ruote (continuo a non dimenticarlo). Proseguite in parte come escamotage di Prodi per farsi incoronare, per darsi quella legittimità popolare di leader che, si pensi a qualche mese fa, non tutti i partiti erano disposti a dargli per semplice curriculum. Una strategia da “voto di fiducia” in parlamento che è risultata – e per fortuna, in quanto ad electability dell’ex presidente dell’unione europea – vincente. Sospiro di sollievo e andiamo avanti.

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13/10/2005

Che sia chiaro

di Antonio Sofi, alle 09:21

scalfarotto a firenzeChe sia chiaro, visto che un caro amico me l’ha fatto notare via mail.
Il seggio che vorrei per Ivan Scalfarotto deve essere una semplice candidatura in un collegio “vero”, in un territorio che conosce e lo riconosce, magari proprio nella sua Milano.
Una candidatura che gli permetta di continuare a fare politica, di misurarsi con un avversario, e di portare in dote in parlamento, oltre la legittimazione delle primarie, anche i voti che si è conquistato sul campo.

Non deve essere un seggio rosso sicuro e superblindato e/o estraneo alla storia di Scalfarotto, un Mugello buono per tutti i nomi. Ovvero, un posto in parlamento più o meno assicurato – la cui “compravendita” a tavolino è la vera grande non detta vergogna della politica italiana maggioritaria.
Nè, per esempio, una cooptazione dall’alto e da non eletto in un ministero (per quello delle pari opportunità lo stesso Scalfarotto, nell’infelice intervista al Corriere della Sera Magazine, si autoproponeva).
Queste ultime due eventualità sarebbero alla lunga, anche se possono non sembrare tali, un passo indietro per Scalfarotto politico.

Se è intelligente lo capirà da sè.
Io lo voto, e lo aspetto al varco.

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11/10/2005

Un seggio per Scalfarotto

di Antonio Sofi, alle 22:36

Ivan ScalfarottoIeri sera mi sono scrollato a viva forza dal divano e sono uscito nel dolce freddo di Firenze per andare a guardare in faccia Ivan Scalfarotto.
Il 40enne candidato alle primarie dell’Unione, ero stato informato, avrebbe tenuto un pubblico incontro in un cinema nel bel mezzo del quartiere di Santa Croce, dietro l’arco di San Pierino – dove «di notte il neon della gelateria persiana stride sui muri antichi come unghia su lavagna» (cit.).

Io, peraltro, da sempre, se proprio devo dare il mio voto a qualcuno prima lo voglio guardare in faccia.
Altro che spot.

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03/10/2005

Ah, le virgolette…

di Antonio Sofi, alle 22:51

Come si fa un blog, di Sergio MaistrelloDalla mia prefazione a "Come si fa un blog", di Sergio Maistrello cosmo.jpgDall’articolo "Blog Notes", di B. Sgarzi, Cosmopolitan n°10, ottobre 2005, pag. 146 (in neretto, ciò che non ho scritto)
«Bloggare è un po’ come far l’amore: più lo fai, più ti viene meglio.
Più lo fai e più lo capisci. Se ami i rapporti da una notte e via, i
blog non fanno per te. Torna pure alla chat. I blog pretendono costanza
e fedeltà. O quanto meno un abbozzo di progetto a lungo termine».
«Ma è come il sesso con la persona che ami: più lo fai e meglio ti
viene. Se ami i rapporti di una notte e via, torna pure alle chat, dove si
"dialoga" in tempo reale: i blog non fanno per te, perché pretendono costanza e
fedeltà», avverte Antonio Sofi di www.webgol.it

Passi l’aggiunta divulgativa del si “dialoga” in tempo reale (ma perchè dialoga tra virgolette?), ma che differenza c’era tra l’originale «far l’amore» e il modificato «sesso con la persona che ami»?

Di sicuro mi sfugge qualcosa del target di Cosmopolitan.