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28/09/2005

Taggare poco, taggare tutto (o tutti)

di Antonio Sofi, alle 18:36

Uff, un po’ di respiro, il tempo di scrivere due veloci riflessioni sulle giornate torinesi, e uploadare, come promesso, il mio intervento.

Taggare poco, taggare tutto è la mia icastica bertinottiana sintesi dei giorni del WebDays, trascorsi in un’ariata dolce e granata, da fine estate (sul “granata” non si discute, nessuna ruvidezza zebrata al WebDays, c’era il controllo all’entrata, altro che decreto Pisanu).

E’ un morbido e collaborativo fil rouge, che, a posteriori, ha collegato nella mia testa l’intervento specifico di Sergio sulla folksonomy, le evocazioni di de Kerckhove, le suggestioni di Giuseppe, i blocalismi di Tony, le misure emergenziali che ho indicato nel mio intervento.

Dare volto ad un blog, mettere in ordine i tuoi link sostituendoli con sorrisi, intelligenze, progetti, sguardi e timidezze; è taggare anche questo, il migliore dei tag possibili. E alla fine il tempo è sempre troppo poco.

Un mio ringraziamento speciale va ad Andrea (lui, per tutti gli organizzatori) per aver organizzato qualcosa che è riuscito a volare alto e insieme a tendere la mano.
Magari fosse solo cosa, sui temi del web, difficilissima: il peccato peggiore è che è raramente osata.
Un applauso sincero.

Il mio intervento:
Blog e giornalismo d’emergenza, pdf, 1,28 MB
(dimenticavo: alla fine dell’intervento segnalavo un filmato su wikipedia sulle bombe londinesi: è questo qui)

Altre risorse
technorati
flickr


  • iMille e il partito democratico. Network, conversazioni e trasparenza.
  • Genetliaco babbione: cinque anni di Webgol.it
  • Bestie
  • Benvenuti all’Ipercoppe

  • 8 Commenti al post “Taggare poco, taggare tutto (o tutti)”

    1. Petra
      settembre 29th, 2005 15:51
      1

      Ho trovato davvero interessante l’intuizione emergenza/giornalismo e sbirciando con attenzione la presentazione in pdf ho trovato il suo lavoro molto, molto buono: ha il dono della sintesi in piena sintonia con i contenuti. L’impostazione grafica del pdf – inoltre – molto appealing.

    2. jest
      settembre 29th, 2005 16:26
      2

      a rendere ancora più granata l’ariata mancavo solo io, antò! ma ho saputo che c’era aòmeno una gobba in incognito… (ma è vero che hai parlato dell’estate dei tifosi del Toro e della rete? scrivimi, che io l’ho vissuta ora per ora..)

    3. Antonio
      settembre 29th, 2005 17:06
      3

      Petra: troppo buona, grazie!
      Jest: accidenti, una juventina in incognita! Sì, ho fatto l’esempio dell’affaire Toro come esempio di giornalismo “d’emergenza” (lo era per Torino e i tifosi granata) e di reporting proveniente dal basso… accogliendo al volo il riferimento lanciato da Andrea durante il precedente intervento… :)

    4. jest
      settembre 29th, 2005 18:21
      4

      ho visto il tuo pdf, sì, ho cercato l’intervento che tu citi ma credo di aver capito fosse proprio un accenno. Sarebbe una storia che meriterebbe di essere raccontata :) (lo dico per assolutà parzialità mia nei confronti della vicenda, ovviamente..)

    5. Matteo
      settembre 30th, 2005 11:29
      5

      Chi s’incaricherà, e quando, di teorizzare un elogio del no-tag? E’ ammissibile, o anche solo possible, in rete una pratica anti-etichetizzante?

      (ora vado a leggermi il materiale…)

    6. antonio
      settembre 30th, 2005 13:27
      6

      Matteo: fammi sapere cosa ne pensi. Ma toglierei l’accezione negativa all’idea di tag (come qui si intende) cp,e “etichetta”, come qualcosa attribuita da altri: qui si parla dei “nostri” tag, li decidiamo noi…
      e, poi, guarda, in fondo in fondo (ma nemmeno così tanto in fondo – tecnicamente parlando), ogni volta che “scriviamo” sul web, ogni nostra singola “parola” *è* a tutti gli effetti un “tag”, perchè poi ci permetterà di essere trovati sui motori di ricerca di qualsiasi tipo…
      semmai ci ritorno, ma fammi sapere… :)

    7. antonio
      settembre 30th, 2005 13:27
      7

      Matteo: fammi sapere cosa ne pensi. Ma toglierei l’accezione negativa all’idea di tag (come qui si intende) cp,e “etichetta”, come qualcosa attribuita da altri: qui si parla dei “nostri” tag, li decidiamo noi…
      e, poi, guarda, in fondo in fondo (ma nemmeno così tanto in fondo – tecnicamente parlando), ogni volta che “scriviamo” sul web, ogni nostra singola “parola” *è* a tutti gli effetti un “tag”, perchè poi ci permetterà di essere trovati sui motori di ricerca di qualsiasi tipo…
      semmai ci ritorno, ma fammi sapere… :)

    8. Matteo
      settembre 30th, 2005 18:47
      8

      Concordo sul pan-tagghismo implicito dello scrivere in rete (infatti dicevo “è possibile non…?”) e intuisco (certo, spesso usufruendone) tutte le potenzialità positive della pratica. Che, tuttavia, anche nella sua volontarietà soggettiva e concettuale (il tag è mio e me lo gestisco io) percepisco come un “peso” (perdona la vaghezza dell’argomento…forse solo estetico e per amor di controfattualità)

      “E ci saluteremo non più – o non solo – augurandoci di rivederci presto, ma concordando sotto quale tag pubblicare foto e parole”

      L’elogio dell’irrintraciabilità, finirà che dovrò scriverlo io. ;-)

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