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09/09/2005

Reporter creativi, ma non gratis

di Antonio Sofi, alle 21:23

[Nola under water, foto di mrs. photo]
nola under water, photo by mrs photoE’ strano. O forse non così tanto.
Ma l’uragano Katrina che ha squassato una sonnolenta città del sud degli Stati Uniti, pare aver dinoccolato anche un pezzo di web, crepato alcune logiche giornalistiche come la forza del vento i muri di legno delle case dei quartieri di New Orleans.
Come, se non con più violenza, ha fatto lo tsunami dello scorso dicembre nel sud-est asiatico. Ma è banale: i mesi passati (anni su internet?), qualche esperienza in più, e una città piena di storia in un paese all’avanguardia sulla rete.

Bando alle ciance, altre segnalazioni.

Reporter creativi.
In una virtuosa catena di link in puro stile blog, dall’ottimo Blog4biz, scopro un pezzo di Steve Outing che segnale una iniziativa di una società tedesca, come chiamarla?, di blog service che ha inaugurato una iniziativa di “online reporter desk”, e l’ha chiamata Creative Reporter.

Sono un po’ scettico.
Dal sito si capisce poco o nulla. In realtà non c’è nulla che spieghi nulla.
Qual è il progetto editoriale? Quali i temi? Gli spazi? Gli obiettivi?
E poi. Che vuol dire reporter creativo? Che bisogna inventarsi una notizia? Via, per questo c’è già troppa concorrenza.

Subodoro una operazione meramente commerciale, ma terrò d’occhio la cosa. Mi sono pure iscritto, e pare avrò risposta in 48 ore. Mi chiedo cosa avranno da vagliare, visto che mi hanno chiesto solo nome, e email.

Gratis?
Lasciando perdere la bontà dell’iniziativa in sè, che al 90% è una sòla, la cosa interessante (l’unica) è che si afferma che i singoli pezzi dei reporter creativi verranno retribuiti sulla base del numero di pagine viste (il tasso di conversione è, per chi fosse interessato, 10 dollari ogni 1000 pagine viste).

Ma è un segnale.
Dell’aria che tira, o che tirerà.
La mia impressione è che, creativamente o meno, qui si sta cercando di indovinare una nuova formula editoriale.
Oh my news, il media coreano che retribuisce gli apporti giornalistici dei lettori, di cui ho già scritto, fa da capofila, urlando nel deserto.

Ed è nelle situazioni di emergenza diffusa, come da un po’ vado dicendo, come nel caso di Katrina, che si crea uno scompenso strutturale all’interno dell’ecosistema informativo.
Troppa domanda d’informazione, o poca offerta – o entrambe.
Un vuoto di testimonianza che i blog (citizen journalism, partecipatory journalism, choose one) possono colmare.

Non aggratis, però: troppo facile signori.

I freni sono (anche) alcune consuetudini giornalistiche, difficili da estirpare.
Una è il modello posta-dei-lettori

(continua qui)

p.s.: la foto sopra è tratta da un set di foto di mrs photo, su Flickr. Come si legge nella presentazione sono “photos taken by my father-in-law from a blackhawk helicopter over new orleans while searching for victims of katrina and the floods.”

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  • A.A.A. Vendesi foto sgranate
  • Blogger = buskers? E’ (forse) questione di doppia fiducia.
  • The doctor is in
  • Aspettando Zoro presidente, Voto Walter

  • 2 Commenti al post “Reporter creativi, ma non gratis”

    1. marquant
      settembre 10th, 2005 10:40
      1

      L’avrai già visto: oggi Repubblica segnala il sito di un’agenzia britannica che fa da intermediaria tra citizen journalist e stampa.
      Notavo che il sito inglese non sembra avere preclusioni circa il genere di immagini e di notizie (così è scritto nelle FAQ), ma Repubblica presenta la cosa in home page spendendo l’espressione “col videofonino tutti paparazzi” e parlando di “un’agenzia che acquista immagini scandalistiche da chiunque scattate e le vende ai “tabloid”. Bah.

    2. antonio
      settembre 10th, 2005 11:13
      2

      No, grazie, Marquant, non avevo ancora letto l’articolo su repubblica. Scoopt iniziarono a segnalarlo, se non ricordo male, qualche mese fa, ma soprattutto nell’area di blog di fotografia e dintorni. Però è perfetto, ulteriore segnale, a mio parere. Ne scrivo al volo, grazie di nuovo. :)

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