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08/08/2005

Crepuscolo orientale

di Enrico Bianda, alle 10:36

Altan per La Gerusalemme Perduta, di Paolo Rumiz su La RepubblicaSe fosse un western potrebbe essere uno di quei film crepuscolari, dedicati al tramonto di un’epopea, la frontiera perduta, violata dall’uomo bianco.
In questo caso l’uomo bianco è la superbia cattolica. Qual misto di colonialismo irrinunciabile condito con un filo di devozione da proselitismo.
Anche ieri, attraverso Montenegro e Kosovo, tra monasteri bruciati dalla furia albanese e resistenza pacifica, silenziosa, al massimo sussurrata, in un ultimo incanto ortodosso: il Monastero di Decani.
La foresta, appena fuori le mura, rintocca del Symandron. E tornano accidenti le atmosfere gotiche, di un gotico spirituale. Le parole si impastano di grappa e di marmellata al mattino. E si sentono i passi furtivi, un po’ impauriti, nella foresta. Un po’ come in un assedio da Ultimo dei Mohicani, mi accorgo per la prima volta della somiglianza profetica tra Rumiz e Lee Van Cleef. Silenzioso viaggiatore, ironico e riflessivo.

Lee Van CleefEpilogo epigrafico
Non l’aveva ancora detto, ma con la partenza del maestro, alla volta di Gerusalemme, mi era venuta in mente questa inedita figura retorica. Che si regge bene con le parole di un monaco incontrato in questi primi passi del viaggio: sapete dove arriverete, ma non saprete più da dove siete partiti.
E’ un thriller al contrario, o forse un noir alla James Sallis. Prologo che in realtà è un bilancio, una dedica, un epilogo, in forma di epigrafe: scorrono veloci le immagini del viaggio, le figure incontrate e le parole ascoltate e trascritte su un block notes.


Radio:
– Rete 2, 18:15, diretta con Paolo Rumiz (ascolta live)


  • Lo stile di Porta a Porta e i reality show
  • Otra Mirada /2. La strada d’acqua (senza musica latina).
  • Ondavè (terza parte). Diario scomodo dall’India.
  • L’Altra Europa, il nuovo viaggio estivo di Paolo Rumiz su Repubblica

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