home

Post scritti nel agosto, 2005

29/08/2005

Nell’ora delle ombre schiacciate. Intervista a Monika Bulaj.

di Enrico Bianda, alle 16:50

[Chiudiamo il mese di webgol dedicato al reportage di Paolo Rumiz “La Gerusalemme perduta” con una intervista di Enrico – in esclusiva – a Monika Bulaj, che ha firmato il bellissimo reportage fotografico del viaggio. as]

Foto © Monika Bulaj
Foto e copyright di Monika BulajLe ore privilegiate sono quelle del mattino presto, e della sera che scende.
Si fotografa con le ombre lunghe, con la luce espressiva, che anima le pieghe della vita. Vuol dire svegliarsi presto ed essere a fotografare nelle prime ore del giorno.
Scrivere lo si può fare quasi sempre. Basta essere pazienti e saper aspettare, ma soprattutto – e questo Paolo Rumiz lo sa fare meglio di chiunque altro, me lo dice Monika Bulaj, che ho raggiunto al telefono appena rientrata dall’Albania, dove era andata a fotografare una comunità islamica – bisogna saper cogliere il meglio dalle persone. Tutti possono raccontare qualcosa di interessante.
Bisogna saperlo ascoltare.

Monika Bulaj ha viaggiato con Rumiz.
Anche lei si è fatta i suoi 7000 chilometri verso Gerusalemme, attraverso l’universo perduto dei cristiani d’Oriente.
E’ una fotografa polacca che da anni lavora nel corpo delle fedi. Si sono conosciuti qualche anno fa, su invito del direttore dell’Istituto polacco di Roma. Lei una fotografa e l’intuizione che tra i due vi fossero dei punti di contatto. A Rumiz chiesero di intervistare Monika.

Continua a leggere »

25/08/2005

Il cardo viaggiatore

di Enrico Bianda, alle 00:29

[Riferimento: XXiV puntata, Alla roccaforte di Mar Saba nel monastero per soli uomini]

Altan per La Gerusalemme Perduta, di Paolo Rumiz su La Repubblica

Verso le tre mi accorgo che nella stanza nevica. Fiocchi lenti e gonfi che vanno, obliqui, alla stessa velocità. Li tocco mi sfuggono. Hanno già formato una soffice montagnola in un angolo. Sembrano polline, ma fuori non è primavera. Poi capisco è il cardo viola del Kosovo, il cardo benedetto raccolto nella terra dell’odio e conservato fin qui, appeso a testa in giù come aveva suggerito padre Sava al monastero di Decani. I fiocchi candidi portano semi viola filiformi, ruotano come le gonne dei Dervisci. E’ un mese che lo curo, il mio cardo dei Balcani, lo difendo dagli urti, dal vento, dai metal detector. Sembrava secco. E invece s’è svegliato, stanotte, nell’aria dolce della Palestina.

Damasco, il Monte Nebo ed infine Israele. L’ultima tappa, a singhiozzo, indeciso quasi su dove andare, con quella voglia appena accennata di fermarsi, tornare indietro.

Continua a leggere »

23/08/2005

Cittadinanza liberale

di Enrico Bianda, alle 14:24

Andare LontanoMentre ci avviciniamo al traguardo, mentre la meta è vicina, Gerusalemme è poco oltre le frontiere, tanto da non permettere più deviazioni, una calamita emotiva, un faro necessario affinché la fatica di questi 7000 chilometri assuma un senso al di la del viaggiare puro, mentre sembrano moltiplicarsi gli incontri con i pellegrini, e tutto sembra convergere verso Gerusalemme, mi pare che si colga, tra le righe, un sottile, nascosto desiderio di fermarsi, o tornare indietro per ritrovare facce e umori. E se il viaggio non fosse un andare verso, ma un procedere attraverso, dove il senso, come spesso accade nei viaggi, non sia la meta, ma il percorso e l’incontro.
E’ banale, lo ammetto, ma lo è meno se letto alla luce del discorso del Presidente del Senato Marcello Pera, l’altro ieri, domenica, al Meeting di CL. Contro il multiculturalismo, contro il meticciato progressivo, contro il relativismo culturale.

Continua a leggere »

22/08/2005

Feuilleton e multiculturalismo

di Enrico Bianda, alle 15:27

Feuilleton

La mente usò il suo senso di percezione per studiare gli strani luoghi sconosciuti in cui era capitata. Non aveva né gli organi della vista né quelli dell’udito, ma il suo senso di percezione era altamente perfezionato. Poteva vedere distintamente quello che la circondava entro un raggio di venti metri, e aveva una visione , per quanto offuscata, di tutto quello che si trovava entro una distanza di quaranta. Ma la sua vista non si fermava contro gli oggetti che formavano ostacolo. Poteva vedere la corteccia attaccata alla parte posteriore del tronco di un albero con la stessa chiarezza con cui vedeva quella della parte frontale.
[Fredric Brown, Gli strani suicidi di Bartlesville, Mondadori Urania 1962]

Scetticismi
Se dovessi cominciare ad interrogarmi sull’efficacia giornalistica del lavoro di Paolo Rumiz, se insomma volessi dedicare uno studio al suo lavoro, provando a verificare il formato giornalistico ed il suo inserimento in un contesto di giornalismo d’approfondimento, perché quello di Rumiz è giornalismo d’approfondimento, in una delle sue particolari e più riuscite articolazioni, proverei innanzitutto a ripercorrere alcune vecchie indicazioni di un professore di sociologia politica, in realtà applicabili all’analisi sociologica, ma che ho sempre provato ad estendere all’analisi giornalistica, anzi, all’analisi della pratica giornalistica.

Continua a leggere »

16/08/2005

Gerusalemme è vicina?

di Enrico Bianda, alle 14:15

Fall in water, Livorno, foto di A. SofiManca poco al tramonto, cammino lungo un molo del porto. Anche l’Arci ha uno yacht club. Sorrido. Affacciati sul mare grigio, uno accanto all’altro siedono sulla banchina i pescatori: rumeni, bulgari, russi, calabresi e kosovari. Non necessariamente in quest’ordine. Pescano con lunghe canne. E poi in mezzo ci sono i livornesi, giovani con le canottiera dell’esercito e i capelli corti dietro il collo, e anziani brontoloni con la moglie in pantofole e una Uno bianca modello roulotte in miniatura appena parcheggiata dietro la banchina, a portata di secchiello con i vermi.

Continua a leggere »

08/08/2005

Crepuscolo orientale

di Enrico Bianda, alle 10:36

Altan per La Gerusalemme Perduta, di Paolo Rumiz su La RepubblicaSe fosse un western potrebbe essere uno di quei film crepuscolari, dedicati al tramonto di un’epopea, la frontiera perduta, violata dall’uomo bianco.
In questo caso l’uomo bianco è la superbia cattolica. Qual misto di colonialismo irrinunciabile condito con un filo di devozione da proselitismo.
Anche ieri, attraverso Montenegro e Kosovo, tra monasteri bruciati dalla furia albanese e resistenza pacifica, silenziosa, al massimo sussurrata, in un ultimo incanto ortodosso: il Monastero di Decani.
La foresta, appena fuori le mura, rintocca del Symandron. E tornano accidenti le atmosfere gotiche, di un gotico spirituale. Le parole si impastano di grappa e di marmellata al mattino. E si sentono i passi furtivi, un po’ impauriti, nella foresta. Un po’ come in un assedio da Ultimo dei Mohicani, mi accorgo per la prima volta della somiglianza profetica tra Rumiz e Lee Van Cleef. Silenzioso viaggiatore, ironico e riflessivo.

Continua a leggere »

04/08/2005

John Donne e la luce dei colonnati

di Enrico Bianda, alle 22:25

Altan per La Gerusalemme Perduta, di Paolo Rumiz su La RepubblicaNo, è che in questi ultimi giorni la frase “ogni uomo è un’isola” sembra tornare, replicandosi in molte pieghe della giornata. Questa frase in realtà la conosciamo soprattutto grazie a Hemingway che la mette in epigrafe al suo romanzo “Per chi suona la campana”.
Nell’incredibile intrico di strade e sottopassaggi, di strati culturali e di personaggi che sembrano usciti da un romanzo gotico, Paolo Rumiz è arrivato a Roma, e sembra definirsi, a tratti, l’idea di un viaggio-ponte, un viaggio che vuole fare i conti con i propri limiti e le proprie paure. E, di sicuro, con il proprio coraggio.
A Roma i toni sono quelli di un romanzo spirituale, di un thriller alla Russicum, l’istituto dei gesuiti di Russia, un vecchio film malriuscito, ma che ci mostrava una Roma di sospetti e macchinazioni. In realtà il mistero, nel viaggio verso la Gerusalemme perduta, sta proprio in noi, in quello che siamo e che si delinea in una complessità culturale straordinaria, difficile, se non impossibile, da ricostruire.

Continua a leggere »

03/08/2005

Corte sconta, archimandrita

di Enrico Bianda, alle 10:34

Altan per La Gerusalemme Perduta, di Paolo Rumiz su La RepubblicaNon ci stiamo dietro. Corre troppo in fretta. E scopre cose che vorremmo custodire. Mi domando che cosa lo spinga a svelare la presenza di certi luoghi e certi personaggi in un’Italia un po’ banale. Me li terrei stretti. Troppo doloroso lasciar scappare quelle immagini via le pagine di un giornale. Ma questo forse è raccontare. Un po’ soffrire per una continua privazione.

Come in un racconto dell’800, sembra Dumas, tra passaggi segreti, qualche strettoria dietro una libreria, un arcano cunicolo dietro una parete affrescata, un accesso al Palazzo diomenticato. Romanzi d’ppendice nelle pagine di questi primi passi del viaggio tra i cristiani d’Oriente. La seconda tappa è a Milano, in una Milano inedita e appassionante. La terza tappa, quella di oggi è a Venezia, sull’isola di San Giorgio, in un Monastero dei Benedettini.

Continua a leggere »

01/08/2005

Rumizzeide e cocktail

di Enrico Bianda, alle 14:25

Altan per La Gerusalemme Perduta, di Paolo Rumiz su La RepubblicaMonoteismi, sincretismi, confronti e paradossi, percorsi a ritroso e ricordi, snocciolare un rosario, camminare e viaggiare, alla ricerca di un rifugio, di una conferma e trovare una sorpresa.

Si apre una settimana impegnativa, che prelude ad un mese intenso: il bacino del Mediterraneo, colto attraverso la lente del confronto tra monoteismi, dove questi convivono e non esplodono in attacchi e violente risposte pacificanti.
Seguiremo, a modo nostro, il viaggio del Maestro Paolo Rumiz, su Repubblica (…è cominciato ieri, dalla prima de La Domenica)

Lo abbiamo fatto anche la scorsa estate, mentre navigava (lui) verso Lepanto, epico, e galleggiavamo (noi) a bordo di un Vaurien, baietta-baietta, spiaggia spiaggia, occhi stretti e pensiero corsaro.
Si riparte dunque, da lunedì al venerdì anche sulla Rete2, alle sei e un quarto (18:15), ogni giorno per dieci minuti in diretta con Rumiz, per un ritorno in TerraSanta.

Continua a leggere »