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06/07/2005

Giù le mani

di Raffaele Palumbo, alle 09:04

[Con saggia – e inevitabile – lentezza, un primo piccolo grande rimbalzo; mi riferisco alla legge sulla riforma urbanistica, ora al senato: quella che non si sa se è una bufala, un rischio vero, una esagerazione, una innocua prassi fatta legge. E’ di Raffaele Palumbo, caro amico e diretùr di Controradio, storica attivissima radio toscana. Il pezzo è uscito il 6 Luglio per la rubrica “Senza Filtro”, sull’Unità – Firenze. Grazie. as]

E’ stata approvata alla Camera – nel silenzio più assoluto – la riforma urbanistica firmata dal forzista Maurizio Lupi, che di fatto permetterà ai proprietari fondiari di scrivere i nuovi piani regolatori.
Come è possibile? Semplice: i Comuni dovranno contrattare i piani regolatori e le varianti con tutti i soggetti economici interessati, dai costruttori ai proprietari.

Non avremo più i così detti standard urbanistici, ovvero non avremo più garanzie sul verde pubblico, i servizi collettivi e gli spazi comuni.
E – udite udite – sarà introdotto il silenzio assenso per le concessioni edilizie.

Infine, la tutela del paesaggio sarà scorporata dalla pianificazione della città. I privati dunque prenderanno le vesti del pubblico, come giusto premio dopo un decennio di saccheggi. E la cosa più divertente sarà vedere il tavolo dove i nuovi piani regolatori saranno discussi e “negoziati”, come richiede la legge.
Il pubblico – quello vero, di solito con le casse vuote – da una parte e i privati – quelli che prenderanno il posto del pubblico, con le casse piene, da riempiere ancora di più – dall’altra. Che succederà in una città come Firenze, così interessata ai cambiamenti urbanistici?


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