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05/07/2005

Paesaggio totale

di Enrico Bianda, alle 21:50

urbanisticaTutto tace. Al momento. Non demordiamo. Qualcuno in realtà ci ha aiutato, ha scovato i documenti. Mi ricordo le parole di Sciascia, sussurrate, immagino, alle orecchie attente di Enrico Deaglio… Leggere delle carte e guardare delle facce…
Questa riforma, così, di primo acchito, mi viene di pensarla come una delle tante predisposte, e soprattutto realizzate, ad hoc, guardando diritto negli occhi di chi commissiona, di chi domanda, di chi ordina.
Si finisce per esserne ossessionati.
Ci pensiamo e ripensiamo. Ho ritrovato qualche appunto, preso nei mesi passati, curiosando, osservando.
Riguardano la nozione stessa di paesaggio. Perché a trasformarsi non sarà solo il tessuto urbano, e quindi anche sociale e culturale. Ma sarà, appena fuori dalle nostre città, anche il paesaggio, l’ordine sottile, mandato a memoria, delle nostre coscienze. La linea e il confine comunitario dell’esperienza.

Scrive Stefano Boeri, direttore di Domus, in una delle sue riflessioni proprio su questi temi:

Il paesaggio è il prodotto di secoli di pratiche sociali; ma anche di stili di vita contemporanei che continuano a riscrivere – a volte in punta di matita, a volte con uno scalpello – questo palinsesto di azioni e progetti. Per quanto imperfetta e sfumata, il territorio italiano resta una perfetta metafora della nostra societĂ ; la migliore di cui oggi disponiamo.

La storia dei nostri insediamenti, del nostro modo, unico e riconoscibile, di inserirci dentro il paesaggio, in modo magari confuso, de-storicizzato, attraverso quelli che chiamiamo, ancora ieri, i non luoghi, è un modo che comunque nasce e si sviluppa attraverso un percorso polifonico…

Il nuovo ritmo urbano sorge da una moltitudine di sussulti edilizi solitari; da una società dove le forme di coesione elementari – la famiglia, l’associazione, la catena dei negozi, la piccola impresa – hanno acquisito negli ultimi trent’anni le risorse finanziarie e giuridiche per costruirsi la propria porzione di spazio, la propria “monade” urbana…

Un paesaggio polifonico, come fatto sociale totale. Siamo curiosi di capire che succederĂ . Aspettiamo. Anche se tutto tace. Per le facce, e le carte da guardare.

Resistenze
Si è aperta questo sabato, 2 luglio, a Treppo Carnico, una mostra dedicata all’architettura di Gino Valle, scomparso quasi due anni fa. La mostra raccoglie progetti, disegni e fotografie del suo lavoro, e sono esposti all’interno della pinacoteca Enrico De Cillia. Anche questo era il paesaggio. Maggiori informazioni qui.


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