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30/05/2005

NeuWeb: scrivere, creare, condividere

di Gloria Lisi, alle 09:00

[Grazie, come sempre, a Gloria, studentessa di Media e Giornalismo a Firenze, per il contributo]

19 maggio – We The Media. Weblog e giornalismo personale
Interventi di Sergio Maistrello e Antonio Sofi

Creare e condividere.
Questo è il concetto che emerge con maggior chiarezza nell’esposizione di Maistrello riguardo a cosa significa veramente avere un blog personale, nella ricerca di espressione e condivisone di opinioni. Il blog è visto come una possibilità di interagire con gli altri utenti, dare informazioni attraverso la multimedialità (non solo quindi con i post ma anche con immagini, video e spezzoni audio), un “sistema democratico” al quale chiunque può accedere e dire la sua, parlare di se. Una immensa gamma di possibilità di utilizzo che prevedono alcuni basilari fili conduttori: libertà di espressione dell’autore del blog, spinta a confrontarsi con gli altri e mettersi in gioco, emergere di svariate sfaccettature a seconda dei diversi punti di vista. In due parole appunto: creare e condividere.

Risorse:
– Il pdf della relazione di Sergio Maistrello [Pdf]

Scrivere e leggere internet.
“Adesso internet puoi anche scriverla, non solo leggerla”, questa sembra essere la ragione prima, secondo Antonio Sofi, per cui si è innescato un processo graduale di cambiamento del mondo del giornalismo, visto che la possibilità di scrivere internet fa di un qualsiasi utente un potenziale produttore di informazione, fonte di notizia e attore del campo giornalistico. We the media appunto. Ed ecco che con la nascita dei blog, anche “costola” (seppur deviata) del giornalismo, questa possibilità si concretizza, anche in risposta all’emergere di nuove esigenze da parte del giornalismo stesso. Il concetto di audience è mutato, tanto che è ormai errato utilizzare per internet il concetto di mass media; we media, invece: perchè indica invece il parlare, interagire e discutere ricercato dalle singole persone di un network. Non necessariamente i blog devono fare giornalismo, ma quelli che hanno come obiettivo informare, ben si collocano nelle tendenze attuali della carta stampata, proiettata sempre più verso un allontanamento dall’utopica neutralità ed una personalizzazione, intesa anche come esplicitazione di un punto di vista. I blog hanno la possibilità adi rispondere ad un bisogno informativo all’interno dell’ambiente internet: possono presentare una serie dettagliata di link esterni per approfondire l’argomento senza avere il problema dell’uscita dal sito, inopportuna per i quotidiani on line che mirano ad “imprigionare” il navigatore sulle loro pagine (per questioni pubblicitarie). Il sistema dei weblog verte sulla logica di buon link è uguale a maggiore credibilità, ovvero un circolo virtuoso del flusso comunicativo. Due “problemi” giornalistici sono la gratuità, che porta forse a sottovalutare questa risorsa, e le dimensioni, ovvero la presenza, inevitabilmente differenziata, di tante unità tra loro separate, con assenza di interscambi o difficoltà di sintesi condivise. Ciò porta, da una parte, alla necessità di pensare forme sempre più evolute di aggregazione e, dall’altra, a rivalutare il ruolo del giornalismo tradizionale come cucitore di senso, anche quello prodotto dal giornalismo personale.


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  • Anche i blogger suonano – Hotel Messico
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  • 2 Commenti al post “NeuWeb: scrivere, creare, condividere”

    1. anonymous
      maggio 31st, 2005 09:11
      1

      siamo sicuri che internet sia femminile?
      la internet?

    2. antonio
      maggio 31st, 2005 19:03
      2

      Non so se l’accademia della crusca abbia deliberato, e in fondo la cosa ha importanza marginale, con la lingua franca inglese; e credo che sia divertente questa ambiguità. Ma ho trovato interessanti articoli sulla questione, per esempio qui http://www.gandalf.it/uman/05.htm

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