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12/05/2005

Un titolo jazz per un blog noir

di Enrico Bianda, alle 08:25

Ultimo vero bacioHanno la costolina nera, quelli di Giano.
Era gialla. In Francia la fecero nera, série noire, di Gallimard.
Un universo che abbiamo imparato ad amare tardi, con tutto quello che ne consegue: corse al recupero, gran chiasso, le testate che inseguono il genere, una categoria letteraria – la posso chiamare così? – che dilaga, innerva tutto, metabolizza il mercato editoriale, si fanno incontri, convegni, collane, direttori editoriali e si migra poi in massa, da un editore all’altro.

Parlo del noir e di tutto quello che si è portato dietro in Italia.

Il noir è fatto soprattutto, ma non solo, naturalmente, di corpi che vengono descritti, almeno nella storia così è stato, pensiamo a Spade di Hammet che troviamo nelle prime pagine del Falco Maltese, che viene presentato nelle primissime righe del romanzo, un capostipite del genere, cui per altro anche i meridiani di Mondadori hanno dedicato un’edizione…

I corpi piĂą belli forse li ho trovati nei romanzi di Manchette, almeno quelli che piĂą mi hanno attirato: erano di uomini ciancicati, dismessi, poco appariscenti, e per restare agli uomini e alla Francia, anche i protagonisti dei romanzi nerissimi e disperati di Hugues Pagan sono belli e disfatti.

La donna più bella ed intrigante, impossibile e trascinante, una per la quale non vale l’adagio meglio perderla che non conoscerla è la protagonista di un romanzo irresistibile e raro, l’ha scritto James Crumley, si intitola L’ultimo vero bacio, e l’ha tradotto Luca Conti, che in passato ci ha anche regalato, qui su webgol, qualche pagina da Lansdale, sempre di sua traduzione.

Insomma Conti ha aperto un blog, dove mette quello che traduce, frammenti e indicazioni varie, che ci aiutano a ricostruire uno scenario ampio, legato al noir nelle sue diverse declinazioni, anche musicali. Si chiama Jazzthetic, e ve lo consigliamo.

Grazie a Luca in Italia abbiamo riscoperto Crumley, ma soprattutto abbiamo incontrato per la prima volta James Sallis, e non lo si dimentica, fino ad ora sono usciti tre libri, per Giano, due noir bellissimi, in particolare uno che si intitola Cypress Grove Blues, imperdibile, ed un volume in forma di saggio.

Se ci aggiungiamo che anche la produzione “alta” di Lansdale passa attraverso di lui (La sottile linea scura e Tramonto di polvere), ecco spiegato perché questo è un blog da seguire. Dentro ci si troverà anche tanto jazz, e non è un tratto da sottovalutare, ma non aggiungo altro, mi fermo.


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  • Un commento al post “Un titolo jazz per un blog noir”

    1. jaffar
      luglio 12th, 2007 02:18
      1

      Ho appena terminato di leggere una raccolta di noir pubblicata da Colorado Noir. Si chiama “Omicidi all’Italiana”.
      volevo condividere con chi l’avesse letta, commenti e suggestioni.
      Jaf.

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