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06/05/2005

Corpo inadatto (ma ci lavora bene)

di Jest, alle 19:35

A volte, durante le telecronache, a Sandro Piccinini scappano frasi tipo: “….lavora bene con il corpo”. Lui sta parlando di Gattuso o magari di Nedved, ma a noi viene subito in mente (con rimpianto) Moana Pozzi. Eppure ha ragione Piccinini, malgrado appaia banale: nel calcio e nello sport il lavoro con il corpo è la cosa da guardare, è la cosa di cui stupirsi.

Soprattutto quando il corpo è inadatto, quando combatte la forza di gravità e lascia le sue impronte, indelebili come quelle di Armstrong sui Pirenei (o era sulla Luna?). Sarà perché nel football non importa essere grassi magri alti o bassi, se sei buono sei buono, il piede comanda e il resto è al servizio. Capita che uno ti dica: ho smesso presto, non avevo il fisico. Balle. Zico non aveva il fisico, gliel’hanno costruito, senza flebo, a furia di impastarlo. E alla fine non è mica venuto granchè. Ma a Zico per devastare la partita serviva giusto la forza dei 90 minuti.

Marco Van Basten, detto il Cigno di Utrecht, aveva un fisico da indossatrice nordica. Culo alto, gambe chilometriche. Eppure lo guardavi e ti chiedevi il senso degli altri, degli avversari. Ma di testa, pur essendo un palo della luce, mica ci prendeva tanto. Gerd Muller, alto la metà di Van Basten, era dotato di un’elevazione prodigiosa. I suoi gol, più ancora del suo fisico, erano scherzi della natura. La biomeccanica è la meno esatta delle scienze. Altrimenti non si spiegherebbe perché un un discobolo ciccione ukraino di un quintale e mezzo, se messo sui blocchi di partenza dei 100 metri, brucerebbe Maurice Green. Certo, al ventunesimo metro cadrebbe sulla pista creando un immenso cratere, ma in quei 20 metri nessun uomo da 10 secondi lo batterebbe.
La biomeccanica sostiene anche l’impossibilità di ottenere risultati decenti correndo impettiti a busto rigido. Vaglielo a spiegare a Michael Johnson: negli ultimi cento di un 400 gli avversari annaspano, lui procede a velocità di crociera: quella di un off-shore.

Il corpo di un atleta è una macchina misteriosa, il corpo inadatto di un atleta è la correzione di un cromosoma che, visto al microscopio, supera in dribbling l’occhio della scienza.


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  • 7 Commenti al post “Corpo inadatto (ma ci lavora bene)”

    1. antonio
      maggio 8th, 2005 10:28
      1

      La natura va avanti per perversioni cromosomiche, piccoli salti evolutivi – la giraffina che un giorno nacque con il collo più alto era una freak per le altre giraffine tutte normocolle. Mi vengono aggiunte alla tua lista, lasciando perdere gli attuali calcianti e sportivi palestrati, e le stranote antichità (garrincha – era lui? – con la gamba più piccola, dalla finta non capibile), mi vengono in mente:
      – Socrates, con le gambine così stecche che ora non lo farebbero giocare nemmeno nel dopolavoro ferroviario (un gran bel ricordo qualche mese fa sul foglio)
      – Lo stesso Maradona aveva un fisico insensato: rotondo ciccioso elastico
      Altri random: Kanu, Mennea, Spitz, De Napoli per la mascella, pensavo di averne di più, semmai aggiungo dopo…

    2. jest
      maggio 8th, 2005 19:51
      2

      d’accordissimo su garrincha, meno su Socrates, il cui fisico era tipico dei fantasisti anni ottanta, solo un po’ più alto. Maradona era un barilotto ma aveva il culo più basso di simona ventura, fattore che – giocando al pallone – ha la sua importanza. Io ho citati solo alcuni, per fare degli esempi. Bisogna pensarci bene e chissà quanti ce ne vengono in mente…

    3. franco
      maggio 9th, 2005 22:16
      3

      magari si può dire che i calciatori dal fisico anomalo abbondano nel ruolo di fantasista o attaccante, al limite in qualche mediano del passato. In difesa no, i difensori ormai sembrano usciti direttamente da un plotone di marines.

    4. Marco
      maggio 10th, 2005 00:28
      4

      Van Basten non era fenomenale anche di testa (scusa ma è in assoluto il mio giocatore preferito).
      Per il paragone, tuttavia, è calzante. Vi ricordate che c’era un impiegato di Varese che voleva donare la cartilagine della propria caviglia per far tornare Van Basten a giocare? Storie di ordinaria follia calcistica (l’operazione non ancora fattibile).
      Il cigno, signore come sempre, sulle pagine della Gazzetta rispose “Non ne vale la pena: zoppo a vita per uno come me, che guadagna soldi per andare diestro a un pallone…”

    5. jest
      maggio 10th, 2005 11:05
      5

      franco, è vero: atipici9 in difesa non me ne ricordo. Roberto Carlos, direi. Ma è un difensore? // Marco: io ho scritto che di testa ci prendeva poco, tu volevi dire il contrario? non ho capito..

    6. Marco
      maggio 11th, 2005 16:57
      6

      Mi è scappato un “non”: ho un vhs che dimostra come il cigno fosse un gran colpitore di testa. Il fatto è un altro: Kennet Anderson, altro gigante, con i piedi non avrebbe centrato la porta nemmeno per sbaglio, ma di testa non perdonava. Van Basten era così bravo con i piedi, sebbene altissimo, che i suoi gol di testa possono in effetti passare inosservati. Comunque veramente un bel pezzo.

    7. jest
      maggio 12th, 2005 09:31
      7

      grazie, marco. dell’altro marco dico che non si ricordano certo i suoi gol di testa, anche se proprio una capocciata fruttò il suo primo trofeo europeo, la coppa delle coppe con l’ajax, 1-0 a non ricordo più che squadra. Di testa un centravanti prima o poi deve colpire. Lui non era uno specialista, a dispetto della sua altezza, ecco cosa volevo dire

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