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27/04/2005

Corpi disabitati

di Esther Grotti, alle 19:22

Di lavoro tocco corpi.
Non sono concubina, né prostituta, né trucco i morti prima dell’ultimo saluto.
Toccando, ascolto vite scorrere sotto le mie dita, universi sommersi con cui entro in contatto, silenziosamente.
Una comunicazione diretta, ancestrale, per niente prosastica, ossuta e morbida, sanguigna e benefica di linfa.
Ascolto, e ancora mi meraviglio.
Da qualche tempo, tocco corpi abitati che desiderano antetempo una spoliazione, una distanza.
Corpi affogati nel grasso, che il mondo è pericoloso e le barriere devono essere ben spesse, se non si vuole soffrire.
Corpi erosi, svuotati, trasparenti che quasi ne puoi spiare i moti interiori.

Corpi che staccano la spina, corpi che non vogliono essere corpi, perché nel corpo esiste il dolore, anche il piacere talvolta ti può sopraffare.
Corpi nemici, corpi battaglia, corpi sterminio, guerre inutili, che la regola del gioco è chiara: bisogna avere un corpo per vivere.
Alcuni corpi scelgono questo limbo tumultuoso.
Chi non ce la fa, muore.
Il capolinea è uguale per tutti. Qualcuno, però, corre più in fretta.
Tocco con le mie mani i movimenti della fuga incessante.
Ascolto quotidianamente ciò che fa fatica ad ascoltarsi.
Tocco l’intoccabile.
Difficile non essere scambiata per una violazione.
Sono in guerra, e lo so. Devo accettare le perdite.
Non è facile accettare le libertà individuali che portano destini ad annientarsi.
Intanto, io ci sono, e tocco la vita, che, pur in briciole, è ancora vita, e vuole scorrere.
Il mio lavoro è aiutare la vita a scorrere.
Sovente ho in cuore tutto l’urlo di Giobbe.
Anche il dolore volontario ha diritto d’essere ascoltato e toccato. Lenito, quando è possibile.
A volte capita che lembi d’anima ricomincino ad aderire al corpo.
Che ci si possa permettere ancora di sentire, il bene come il male.
Allora c’è da godere di una nascita, volontaria stavolta.
Qualcuno ha molti compleanni da festeggiare.
Posso toccare corpi segnati, mutilati di capelli e di denti, dagli intestini assenteisti, dalle ulcere perforate come feti mai nati.
Posso sentire pelli arrese al vuoto o al troppo, ossa della densitĂ  del cristallo, ventri che rifiutano il mestruo come tracce sporche di femminilitĂ , cicatrici dove sono passate forbici ad aiutare a sgorgare il dolore.
Posso ascoltare le aritmie del cuore, l’aria che quasi non arriva ai polmoni, i muscoli arresi allo stillicidio costante, le labbra rotte ai baci mai dati, le unghie fagocitate da una rabbia che mangia.
Ascolto la ribellione sui corpi.
Intanto tento una congiunzione.
Perchè il corpo e chi lo abita si incontrino, si annusino, si conoscano, magari s’innamorino, che l’amore nasce dalla frequentazione.
Ma non sono io che provo.
Sono i corpi che desiderano essere abitati, anche attraverso me.


  • Corpografie [II]
  • Lo spazio de-flagrante
  • Corpi Estranei IV – Tempo da perdere
  • Carenature

  • 14 Commenti al post “Corpi disabitati”

    1. Will
      aprile 28th, 2005 11:21
      1

      Esther Grotti è davvero brava. E molto sensibile.

    2. saltino
      aprile 28th, 2005 14:11
      2

      Brava Esther… molto bello, coinvolgente. Mi hai fatto tornare in mente i racconti prudenti… quelli srotolati nei pomeriggi sulle panchine del parco con un’amica ferrista. Si sentiva, lei, il portaborse del dolore, della vita e della morte, qualcosa di simile a quel che hai così ben raccontato. Grazie.

    3. principe
      aprile 28th, 2005 16:03
      3

      bello

    4. aitan
      aprile 29th, 2005 10:15
      4

      La tua luce regale rifulge anche qui

    5. Michael
      aprile 30th, 2005 09:06
      5

      il tuo post mi ha colpito … davvero.
      sopratutto questa frase:
      corpi erosi svuotati trasparenti che quasi ne puoi spiare i moti interiori.

    6. Esther
      aprile 30th, 2005 12:24
      6

      Piacere mio d’avervi incontrati, che dedicare un po’ di se stessi all’ascolto di un altro non è così ovvio nĂ© scontato

      Esther

    7. Kaspar Hauser
      maggio 1st, 2005 09:47
      7

      Finalmente qualcosa sui corpi, che è valsa la pena di leggere.

    8. bobregular
      maggio 8th, 2005 09:55
      8

      mi accodo ai complimenti e quoto Kaspar Hauser.
      Un giorno potrò dire “io con la famosa scrittrice ci bevvi due birre a Pietrasanta”. O erano tre, o multipli di tre?? ;-)

    9. stefgar
      maggio 21st, 2005 01:08
      9

      Se le carezze fossero parole, anche quelle deciderebbero di essere tue prima di donarsi agli altri…toccante, emozionante, fai pensare. Grazie Esther!

    10. margherita
      agosto 12th, 2005 19:20
      10

      Esther, nelle cose tocchi il nervo, il cuore, la veritĂ . e anche i corpi non hanno segreti per te

    11. reginadelsole
      agosto 31st, 2005 10:34
      11

      Grazie a tutti, grazie di esservi lasciati toccare

    12. vivien
      agosto 7th, 2006 16:16
      12

      Solo chi ha vissuto e vive certe sensazioni ed emozioni può trasporle con così tanta veridicitĂ ….nn so chi tu sia Ester ma so di certo che hai una sensibilitĂ  che è Otre, hai quella marcia in piĂą che ti permette di addentrarti nei nelle cittadelle che abitano i Corpi, carezzandoli e a volte risvegliandoli dal torpore del “timore di vivere”.
      Se hai veramente queste capaicitĂ  vorrei poterti incontrare ed avere il mio corpo il privileggio di essere letto e forse risvegliato da te.
      Sei riuscita a trovare le giuste parole per dare voce ad alcuni miei pensieri.
      Grazie del dono che ci hai fatto!

    13. franz
      agosto 31st, 2007 09:29
      13

      BRAVISSIMA !!!!

    14. LaSmaniz
      luglio 1st, 2008 09:39
      14

      Esther, che dire…non so, la tua scrittura mi porta, mi trascina. Li leggi questi commenti? Spero tanto di si, che tu sia lì.

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