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09/04/2005

Corpografie [II]

di Francesca Mazzucato, alle 08:00

[Corpografie precedenti: donna/amante]

Corpi nel buio.
Barcollanti, ancorati alla terra, corpi nel buio vi muovete al sicuro, vi stringete le mani siete corpi antropomorfi, corpi del domani, corpi senza identità conosciute, corpi nel buio preferite angiporti ad antiche volute a cattedrali barocche, corpi con nocche rovinate da pugni malpresi, corpi ripresi a morsi lasciati andare i segni, lenite le tumefazioni, corpi di metalliche esibizioni anche falliche anche a pezzi che irritano, a lame che infliggono qualcosa simile a punizioni, corpi nel buio dall’apparenza ladroni, briganti dalla speranza impaziente, corpi nel buio a scovare i brillanti dal niente.

Diott(r)ica: La chanson des vieux amants, di Antonio Sofi
Diott(r)ica: La chanson des vieux amants,
foto di A. Sofi


Corpo che si annulla.
Il desiderio acuto, lo cancello, lo sputo. Il corpo si annulla ma prima si trastulla, ritorna nel baule delle cose dell’infanzia, quattro lacrime d’ordinanza, e poi la solita stravaganza di avvertire gli amici su cosa fare in caso di evento irreparabile, in caso di dolore irreversibile, in caso di funerale. Corpo che si annulla, non esce non si lava la mano diventa schiava di una bottiglia e un vecchio sogno resuscitato al bisogno, non suonate a quel maledetto campanello, lancio una scarpa, saltello, andate via, lasciatemi morire e così sia, morire a quella ipocrisia della merce fasulla che mi vende ogni mattina, che mi sistema sotto la pensilina, morire all’idiozia di chi dice che un amore finito si può dimenticare e invece lascia ferite destinate a durare. Quando la musica finisce si spengono le luci, ma dai ma davvero, è da natale che mi porto dietro una sola lampadina, quando salterà sarà buio totale. Mi taglio i capelli senza una forma, una testa rotonda che circonda uno specchio, mi ferisco ad un dito, perfetto, la bottiglia, tranquilla che nessuno la piglia, ancora lacrime d’ordinanza, poi tutte le possibili scelte irreversibili, immarcescibili e definitive. Intanto la televisione. Accesa senza rumore, nervosa senza calore, la mano scivola fra le gambe a cercare se almeno un po’ è possibile da trovare.


  • Corpografie (I)
  • Corpografie [III]

  • 2 Commenti al post “Corpografie [II]”

    1. nadia70
      aprile 10th, 2005 13:37
      1

      Parole e foto dolcemente a braccetto, meritano davvero un applauso :-)) Nadia

    2. francesca
      aprile 10th, 2005 15:59
      2

      grazie. l’immagine così speciale “!fotografa” e avvolge anche le parole. il dolcemente è una cosa belle negli occhi di chi legge, tu, in questo caso. perchè ogni cosa, ogni idea,è fatta dell’interdipendenza di tantissimi elementi, non ultimo, anzi, la sensibilitĂ  del percettore/lettore. spero che il dolcemente ti accompagni nelle ore della tua domenica e della tua settimana

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