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30/03/2005

Un macello insostenibile

di Enrico Bianda, alle 12:24

macello di ivano ferrari - einaudiRaramente mi è capitato di leggere un testo, di qualsiasi genere, che risultasse ai miei occhi quasi insostenibile.
Qualche tempo fa, una raccolta di poesie ha avuto questo effetto. Il titolo: Macello, l’autore: Ivano Ferrari (ne abbiamo scritto proprio su queste pagine tra i commenti qualche settimana fa), edito da Einaudi.
Un reportage poetico, o meglio un reportage in forma di poesia, che ci porta dentro un macello, ce lo mostra e ce lo fa vivere in modo inaudito.

Finalmente ce l’ho fatta, ho raggiunto Ferrari al telefono, abbiamo fatto una veloce chiaccherata radiofonica sulla sua poesia e su questo lavoro.

Non arriviamo per niente primi nè secondi: molto prima sono arrivati, tra quelli letti da me, Giuseppe Genna e Nazione Indiana con Antonio Moresco (che, detto tra parentesi, è un autore davvero eccezionale, tra i pochissimi credo, ad essere citati dalla Sociètas Raffaello Sanzio, che di solito adotta il criterio: o sono morti da millenni o ciccia. Io poi li adoro, e quando ho potuto ho visto tutto di loro, facendomi anche diverse centinaia di chilometri per raggiungerli, realizzando anche un documentario radiofonico dedicato al loro Celine).

Però questa settimana radiofonica dedicata agli ibridi mi pareva potesse accogliere le sue poesie: Ferrari riesce a farci comprendere in che modo un luogo come un macello non sia in realtà altro che l’unione tra uomini e bestie.
Il macello è un luogo di sintesi, molto di più di un interregno, come dice giustamente Moresco.
Il macello di Ferrari è un luogo inconcepibile dove si definisce e si celebra la produzione di materia per alimentare l’uomo.
E questa fabbrica si nutre del dolore e del sangue, dell’incredulità e dello sperma – come dice Ferrari – delle bestie che sanno di dover morire.
In questo spazio chiuso da pareti bianche, una scatola scenica si direbbe proprio da Raffaello Sanzio, si mette in scena il dramma della sopravvivenza e della sopraffazione.
L’uomo esegue un rito millenaristico, e la bestia lo guarda negli occhi – finchè il suo corpo diventa quarti di carne e mucchietti di ossa.

Radio
– “Ibridi” (settimana partita con una lunga intervista a Massimiano Bucchi, e tra letture di Wells, Caronia, Perniola) ascoltabile via streaming su Rtsi2; dalle 6 alle 7 del mattino fino a venerdì, chiacchierate al telefono con Ivano Ferrari


  • La cosa più buona che abbia mai cucinato.
  • Gastro di corsa. Il biroldino.
  • «Il secondo impegno della giornata, a quanto pareva, era ammazzare il maiale»
  • Cartoline da Gerusalemme

  • 8 Commenti al post “Un macello insostenibile”

    1. gabriella
      marzo 30th, 2005 19:38
      1

      ci sarebbe da ritirar fuori il documentario di riccardo Fellini, in più puntate “quegli animali degli Italiani”, trasmesso in più puntate dalla RAI negli anni 70.. Altro che Poesie, veder le cose dal VERO! Mangio meno carne possibile ma NON CE LA FACCIO a diventare vegeteriana…
      tornerò…
      gabriella

    2. antonio
      marzo 30th, 2005 20:59
      2

      non ho nessunissima idea di cosa sia, ma già dico che a me fa piacere

    3. antonio
      marzo 30th, 2005 21:06
      3

      …peraltro saranno connessioni banali (non ho ancora letto il libro di Ferrari, va detto) ma a me son venuti in mente Mannelli e gli smiths. Del primo ricordo eccezionali serie intitolate credo proprio macelli o macelleria o simili, credo pubblicate su blue – in cui ad immagini di carni macellata, quarti bovini penzolanti da lucidi ganci venivano affiancate disegni pornografici. Roba così potente che quando vedo di lui ritratti di mestiere del politico di turno mi vien da piangere. Ma l’imporante è che mantenga la doppia vita. E gli Smiths, beh, non c’è nemmeno bisogno di dire perchè – credo… ha fatto più vegetariani lui che tutti gli hare krisna messi insieme…

    4. enrico
      marzo 31st, 2005 05:37
      4

      a manchester hanno organizzato un convegno dedicato all’influenza degli smiths sulla cultura pop inglese degli anni ’80. ora mi informo meglio

    5. enrico
      marzo 31st, 2005 05:37
      5

      a manchester hanno organizzato un convegno dedicato all’influenza degli smiths sulla cultura pop inglese degli anni ’80. ora mi informo meglio

    6. Antonio
      marzo 31st, 2005 09:54
      6

      alle cinque e trentasette si tende ad avere il singhiozzo o sbaglio? (per non toglier di senso a questo commento non cancellerò il doppio tuo) :)

      Per quanto riguarda il primo commento di Gabriella, un inserimenti di un inizio codice html si era “mangiato” parte del commento – che infatti era incomprensibile, come anche il mio successivo commento. Giusto per la cronaca.

      Gli smiths, informati – limitarne l’influenza alla cutlura pop mi sembra poco. Io personalmente, per quel che può valere, conosco due persone e mezzo (“e mezzo” perchè una ha desistito quasi subito) che son diventate vegetariane dopo aver sentito meat is murder. Giovani e influenzabili, per carità, ma poi son rimasti veg per anni. E abitavano al Tufello, mica a Picadilly.

    7. carnefresca
      marzo 31st, 2005 10:26
      7

      meat is murder non è un titolo ma una verità. giuro che se non fossi carnivora sarei vegetariana;-)

    8. christina applegate
      febbraio 22nd, 2006 23:42
      8

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