home

Leggi gli aggiornamenti in home page

29/03/2005

Ibrido naturale e ibrido sociale

di Enrico Bianda, alle 10:47

Porte automatiche che si aprono solo con un badge aziendale, la mucca pazza o l’AIDS, tecnologie ergonomiche, kit tecnologici, fibre mutanti e giacconi multitasking, simulatori vocali e decoder universali, la casa intelligente e il digitale terrestre.

nokia closeup, di antonio sofiLa tecnologia modifica la percezione dello spazio e del tempo, ma senza non avrebbe molto senso vivere. Non perché necessaria, ma perché irrinunciabile. Non mi lamento, ma una chiacchierata recente con Massimiano Bucchi, sociologo della salute, mi ha aperto, se non spalancato all’improvviso scenari alla Ballard o alla Cronenberg. Non mi spingo alla fantascienza sfrenata e storicizzata, ma almeno un Douglas Adams potrebbe aiutarci. La nostra vita sarebbe animata e abitata in pianta stabile da ibridi. Anzi.
L’ibrido si è insediato in noi e tra di noi, nelle nostre case e per le nostre strade, nell’uso quotidiano della tecnologia e nella costruzione continua di senso e appartenenza.

Senza scomodare toni millenaristici da apocalittico, la convergenza comunicazione-tecnologia ha fatto si che l’ibrido generalizzato innervasse i luoghi della nostra vita, senza scomporci ne azzopparci di identità, ma è un fatto, che a ben guardare quanto ci circonda può essere ricondotto ad una dimensione di ibrido naturale.
Le protesi tecnologico ergonomiche di cui ci dotiamo alterano progressivamente quanto di umano resta in noi: sfogliando la Repubblica di domenica 27 marzo leggo di una statistica sull’uso dei cellulari in Italia, dove in sintesi ogni italiano ha almeno un telefono cellulare, quando non due, riuscendo in questo a porci in testa alle classifiche europee.

stelarc - involuntary body - clicca per ingrandireFrancamente me ne infischio di quanti cellulari abbiamo. E’ l’aspetto fisiologico che mi interessa, la modifica quasi genetico-funzionale che ha attirato la mia attenzione. Nel mondo dell’arte contemporanea, quell’universo bizzarro dei performer estremi, c’è un artista australiano, credo, Stelarc, che già da tempo ha attivato dentro di se la vita extra umana: si è fatto impiantare dapprima un braccio bionico, perfettamente funzionante, collegato al sistema nervoso, e quindi in grado di svolgere le funzioni di braccio…
Dopo qualche anno, attraverso una nuova operazione, ha fatto in modo che venissero alloggiati dentro di se alcuni piccoli oggetti biomeccanici, piccoli robot, microscopici automi che una vota all’interno dello stomaco hanno cominciato ad interagire con l’organismo, vivendo in simbiosi tecno-digestiva con l’ospite.

Ibrido estremo, l’idea della gemmazione tecnologica possiamo forse estenderla allo strumento telefonico nella sua dimensione sociale. L’atto di telefonare, da gesto se vogliamo privato, non intimo, ma quanto meno isolato, è passato ad essere un atto totalmente pubblico.
Questo passaggio spaziale credo si porti dietro anche un passaggio di carattere fisiologico. L’essere collegati, attraverso telefonia mobile tecnologicamente più o meno avanzata, ci mette nelle condizioni di ibrido sociale.
Umano connesso a dimensioni socialmente costruite, mediate dalla tecnologia.

Queste condizioni non sono esterne a noi, ma condizionano oggettivamente l’agenda del nostro vivere e pensare, determinano lo status del nostro esserci e relazionarci con l’altro da noi. Ne deriva uno spostamento semantico non indifferente, dove l’individuo è tale se connesso e nella possibilità di comunicare con l’altro, legittimando il proprio esserci in una dimensione comunicativa allargata, in movimento, dove umano e tecnologico sfilano uniti, ibridati.


  • Respiro naturale
  • Il ceto medio è un (ir)reality show
  • Da cosa vuoi farti impressionare?
  • La vignetta di Mak. Poltiglia sarai te.

  • 4 Commenti al post “Ibrido naturale e ibrido sociale”

    1. enrico
      marzo 30th, 2005 08:21
      1

      da domani ivano ferrari, parlerà del suo “macello”, come al solito all’alba, per i coraggiosi o nottambuli.

    2. Steffoz
      marzo 30th, 2005 09:56
      2

      Di Stelarc ho avuto la fortuna di vedere da vicino una sua performance. recentemente ho letto di un progetto di un cellulare il cui ricevitore è incastonato nell’orecchio, e il microfono nei denti e mi è venuto da ridere al pensiero di chi poi si turba per gente come stelarc.

    3. Andrea Pellegrino
      marzo 30th, 2005 10:23
      3

      kevin warwick nel 2000 in inghilterra inserì un chip nel suo braccio, nel nervo mediano, in modo che gli impulsi elettrici derivanti dal movimento fossero trasmessi tramite computer (praticamente via internet) direttamente al braccio della moglie che si trovava in america. la moglie ha sentito il braccio del marito muoversi. in pratica una comunicazione puramente elettronica tra i sistemi nervosi di due esseri umani. dal relazionarci con l’altro ad essere ‘dentro’ l’altro.
      temibile temibile formidabile e affascinante futuro.

    4. Jane
      febbraio 15th, 2006 21:32
      4

      big boobs

      huge boobs big boobs big boobs huge tits

    Lascia un commento