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26/03/2005

Prodi Blog Watch, ultima puntata

di Antonio Sofi, alle 16:50

Oggi, il Corriere della sera pubblica un pezzo a firma di Alessandro Trocino sul famigerato caso del blog di Prodi, dal titolo “Dalla rete solo ironie, Prodi chiude il blog”.

Giusto per riassumere il fattaccio in fasi (senza ricercare precise diacronicità).

*Fase uno: l’entusiasmo*
Il 16 febbraio scorso Romano Prodi apre il blog con un post che in molti (io per primo) salutano con entusiasmo per il tono personale e sincero, che ben s’attaglia ad uno strumento quale il blog.

*Fase due: i dubbi*
Di solito accade che un blogger che ha appena iniziato si fa conquistare dall’entusiasmo sotto forma di iperproduzione di post (che rimpiangerà amaramente nei momenti di magra, ovvero quando un post ogni due giorni gli sembrerà una conquista). Prodi, invece, non si entusiasma per nulla e per troppi giorni non aggiorna il suo blog. La cosa salta all’occhio a molti: c’è chi lo difende e lo aspetta e chi già lo critica. L’impressione è che Prodi abbia alimentato con troppa nonchalance le aspettative di alcuni suoi lettori, anche a causa della natura performativa (promettente, si potrebbe dire, giocando sui due sensi della parola) del suo primo post.

*Terza fase: la delusione*
Il secondo post di Prodi è datato 27 febbraio, undici giorni dopo il primo. Prodi inizia scusandosi per esser stato troppo impegnato, e finisce con un politichese così stretto che suona come incomprensibile dialetto ad orecchie ormai aduse, sulla rete, a toni quantomeno più schietti. L’impressione generale è assai deludente e inevitabilmente genera traduzioni un po’ irrispettose.

*Quarta fase: la reazione*
Come spesso accade, non tutto il male viene per nuocere. E, in parte, questa stessa delusione produce, tra le altre cose, una piccola grande riflessione dalle parti di Luca De Biase. Un ragionamento collaborativo che si conclude con cinque punti per un politico che vuole aprirsi un blog, molto condivisibili, cui Paolo Valdemarin aggiunge una epigrammatica postilla: se hai un blog e non hai nulla da dire, chiudilo.

*Quinta fase: l’emersione*
La piccola scossa subacquea, generata dai blog, si propaga lenta nel fluido denso dei media e dei passaparola, fino a trovare, chissà come, la strada che giunge all’orecchio del presidente, o di chi per lui. Finalmente ieri, 25 marzo,
– 37 giorni dopo il primo post
– più di un mese dopo l’appello di Luca e di Paolo (ma anche di Giuseppe, di Beppe, miei, e di così tanti altri che la lista mi prenderebbe mezzo post)
– 26 giorni dopo il secondo con tanto di scuse
una anonima e laconica mano ne segnala la chiusura con queste parole: Lavori in corso. Blog temporaneamente sospeso fino alle Regionali.

*Sesta e ultima fase: lo sputtanamento*
Se il silenzio prolungato era, giornalisticamente parlando, una notizia un po’ deboluccia, la chiusura del blog del candidato dell’Unione ha invece una certa notiziabilità. Ed ecco che infatti arriva il pezzo del Corriere già citato. Un pezzo tutto sommato ben fatto. (A parte, lo devo dire visto che si riferisce ai miei post, delle imprecisioni nel citare i commenti, alcuni dei quali si riferivano al secondo post di Prodi, e non al primo come scrive Trocino. Il primo post infatti era stato accolto con generale buona disposizione d’animo. Ma sono peccati veniali.)
Nell’articolo del Corriere, non si può dire che Prodi ci faccia una bella figura, o ne esca bene, quale che sia la conoscenza cheil lettore può avere del fenomeno dei blog.
Uno sputtanamento, insomma, come da titolo: piccolo ma inconfutabile.

Sono sei fasi che raccontano l’ascesa e la caduta di un esperimento di politica in rete. Un piccolo sintomatico case study.
Caratterizzato, a mio modo di vedere, da un unico punto in comune: la quasi totale mancanza di una propensione all’ascolto da parte di Prodi e del suo staff.

Se c’è qualcuno che pensa che lo sputtanamento fosse una naturale conclusione dell’esperimento di Prodi sbaglia, ci si poteva fermare molto prima, e con meno conseguenze negative (seppur, per carità, alla fine e per ora, limitate ad un articolino in fondo gentile sul maggiore quotidiano nazionale).

Lo so che è antipatico dirlo, ma, presidente, non può nemmeno dire che nessuno abbia provato a dirglielo.


  • [Prodi Blog Watch] Nono giorno
  • [PBW] Parla come magni
  • La carta del giorno dopo e le riflessioni interstiziali
  • Un blogger nel Consiglio dei Ministri

  • 14 Commenti al post “Prodi Blog Watch, ultima puntata”

    1. Beppe Caravita
      marzo 26th, 2005 20:48
      1

      Caro Antonio,

      http://blogs.it/0100206/2005/03/26.html#a4197

      Prodi, involontariamente, ci ha regalato una bella vittoria e un conferma piena delle nostre speranze. Cominciamo a essere non più un giocattolo o una congrega di fighetti….siamo un pezzo di un terzo degli italiani in rete….e la rete merita quantomeno un minimo di rispetto.

      Sputtaneamento o meno (ma c’è di peggio) il dato nuovo è che dal Palazzo è venuta finalmente un’autocritica….

      «Politici attenti, con i blog è impossibile bluffare».

      Fantastico, scritto sul Corriere….Fratei, forza al remo….

      Beppe

    2. sergio maistrello
      marzo 26th, 2005 20:50
      2

      Poteva andare peggio. Per esempio, più o meno le stesse persone avrebbero potuto proporre le primarie, rendersi conto che qualcuno avrebbe potuto erodere consensi e mettere in luce fragilità di coalizione (se non addirittura vincere) e ritirare di corsa la proposta. Sarebbe stato peggio, no? Bah, ri-bah e tri-bah! Ci credo che poi quell’altro passa per un raffinato stratega. Tsé.

    3. Proserpina
      marzo 26th, 2005 21:50
      3

      Alla fine avevo ragione io: Prodi non sapeva cosa fosse un blog. Forse ora si informerà (ecco la pausa di riflessione)

    4. Svaroschi
      marzo 26th, 2005 22:02
      4

      Ottima analisi.
      Attendendo un prossimo, eventuale esperimento senza bluff (mah…)

      p.s. bella, la foto tua e di Sergio a Pisa :-P

    5. Riccardo (Bru)
      marzo 27th, 2005 16:51
      5

      Ciao!
      Eccezionale timeline, grazie mille. Ho seguito tutta la discussione con molto interesse e mi stavo accingendo a fare due righe di riassuntino per gli amichetti anglofoni, spero non ti dispiaccia se uso questo tuo post come traccia!

    6. antonio
      marzo 27th, 2005 17:32
      6

      Beppe: sono piccoli segnali confortanti, concordo con te… la cosa che dispiace è che questo non-ascolto disperde energie che invece potrebbero attivarsi positivamente per il centro sinistra. Una buona politica è soprattutto una politica inclusiva – e i blog, chi abita la rete consapevolmente, sono forse una infima ma non disprezzabile risorsa – perchè non solo consumano ma producono informazione, non solo condividono ma anche fanno collaborativamente opinione. Chi è entrato in contatto e ascolto e ha provato ad interagire (io leggo così il caso dean, peraltro senza glorificarlo più di tanto) qualche benefico ne ottiene…
      Sergio: tocchi un punto dolente, da tempo mi riprometto di scriverne, poi un po’ mi dispiace – ma d’altronde si critica con più costanza ciò che si sente più vicino, perchè ci dovrebbe rappresentare.
      Proserpina: a questo punto vedremo dopo le regionali (cioè tra qualche settimana) – comincio a pensare che questa procrastinazione a brevissima sarà fonte di nuovi imbarazzi ;)
      Svaroschi: grazie (e per la foto lasciamo perdere) ;)
      Riccardo: grazie, usa, usa pure, davvero gran lavoro il tuo – sai bene quanto mi piacerebbe seguirti… chissà prima o poi :)

    7. cicciobandini
      marzo 27th, 2005 18:35
      7

      che poi bastava un ghost writer, un addetto stampa, un testa di rapa qualunque (niente di disdicevole, si fa da anni: viene usato per i discorsi, i comunicati stampa etc. Prodi dà una traccia, il ghost scrive e Prodi dà il visto. Non mi pare troppo complicato). Anche perché, altrimenti, se ne dedurrebbe che Bassolino non ha un cazzo da fare tutto il giorno (oddio…)

    8. Rod
      marzo 28th, 2005 10:25
      8

      Questa del web log del Sor Romano è tutto sommato una facezia, un lieve inciampo su un gradino visto e sottovalutato. Ma è la conseguenza di un modo, per me incredibile, di far politica e di proporsi che va allegramente spaziando dalla mancanza di passione vera, alla semplice mancanza di professionalità, anche nel proporsi. Ed ecco che un Vendola, bravo, guascone e spregiudicato, assurge a livello di leader…
      eh eh

    9. Gattasorniona
      marzo 28th, 2005 17:19
      9

      Mi fanno sia tristezza sia inca***re i blog dei politici aperti alla “cazzo di cane”. Mi viene in mente quello della Ornella De Zordo, che ha fatto la stessa fine. E pensare che l’avevo anche linkata… Non capisco perché aprirlo se non si ha l’intenzione di portarlo avanti… bò… secondo me questi personaggi si fanno consigliare male da gente che non ci capisce granché di internet…

    10. PlacidaSignora
      marzo 28th, 2005 18:24
      10

      Mah, ero certa che sarebbe finita così. Per curare un blog, deve piacerti l'”idea blog”; la devi sentire affine a te, devi “entrarci”, comprendere il meccanismo. Invece capita sempre più spesso che – causa l’entusiasmo di un momento, campagna elettorale o lancio di una ditta o prodotto che sia, non importa – tra le varie idee di “pubblicità” ci sia “Apri un blog! E’di moda, è una cosa fortissima, tu scrivi e gli elettori/clienti/pubblico dialogano con te!”. Ma il più delle volte il diretto interessato non si appassiona all’idea, si annoia, la trova una belinatina, dice di aver di meglio da fare e considera uno spreco di tempo e danaro incaricare qualcuno che se ne interessi al suo posto. Semplicemente perché il blog non piace/interessa a tutti (e di solito non piace/interessa a chi di internet capisce una cippa, e si fa spedire/leggere le email dalla segretaria…;-).

    11. Diego
      marzo 29th, 2005 01:05
      11

      Anche Beppe Grillo ne parla:
      http://www.beppegrillo.it/archives/2005/03/il_blog_di_prod.html

    12. Antonio
      marzo 29th, 2005 15:30
      12

      Grazie, tutto molto interessante. Mi avete fatto venire in mente una cosa: con calma, proverò a scriverne…

      Uno dei pochi dati positivi che rimangono (e che qualcuno ha giustamente fatto notare) è che non si è tentato di usare controfigure scriventi, l’intenzione era dunque quella giusta, una scrittura in prima persona – non si è tentato di bluffare su questo. La mia speranza (ed il principale obiettivo delle mie riflessioni, se non s’era capito) è che il piccolo passo falso iniziale si traduca in una maggiore consapevolezza e attenzione in futuro. Qualsiasi cosa si faccia in comunicazione, dev’essere fatta per bene – altrimenti si traduce spesso in boomerang. “Dopo le regionali” in fondo è davvero vicino… vedremo.

    13. cortinovis eugenio
      gennaio 23rd, 2006 11:51
      13

      C’ERA UNA VOLTA LISTE ELETTORALI
      CANDIDATI IN ORDINE AFABETICO

      Sono un operaio militante della sinistra radicale che dagli anni 70
      incomincia a partecipare all’ organizzazione politica Avanguardia
      Operaia a Democrazia Proletaria e infine a Rifondazione .
      Vi scrivo perchè Rifondazione ha votato in Parlamento
      contro la legge proporzionale del centro destra smentendo se stessa
      in quanto era ed e’ nella sua proposta politica dell’ultimo congresso.
      Una testa e un voto e’ la base della democrazia, ma Rifondazione ha votato
      contro anche perchè nella legge ci sono le liste bloccate.
      Quando si sa bene che nel partito a tutti i livelli in tutte e Federazioni fanno e
      sempre comunque i capilista e adirittura escludono compagni come mi
      e’ successo nei miei confronti (della minoranza ) esludendomi
      nelle amministrative del 2004 perche’ pur disponibile ad essere ultimo in
      lista, eliminato dalla lista perche’ c’era il pericolo di essere eletto.
      Il compagno Bertinotti sapeva di questa esclusione e non è
      intervenuto di fronte ad una discriminazione plateale, intervistato
      dal Corriere sul problema di etica politica sul caso Unipol dice che
      ci vuole una campagna di moralizzazione ed intellettuale
      Consiglio a Bertinotti di comportarsi come scrive e parla, di fare una campagna
      nel suo partito che per la scelta di governare puo’ risvegliare molti
      appetiti di compagni anche giovani di comportamenti uguali.
      Questo comportamenti si spiega nelle iscrizione di tesserati nel partito di
      Rifondazioneche ogni anno escono ed entrano da una
      percentuale del 25%.
      L’astensionismo e al disimpegno di sinistra dopo il caso di
      Unipol sara’ maggiore a causa di comportamenti non coerenti di
      dirigenti di tutta la sinistra compresa quella piu’ “radicale”
      dove i militanti si e ‘ disposta la massima fiducia.
      La mia scelta
      politica del 2006 e’ di non tesserarmi piu’ a Rifondazione dopo ben 32 anni di
      militanza.

      N.B: per coerenza mi sono dimesso da consigliere circoscrizionale
      con il doppio di percentuale (8,5) delle comunali di Bergamo (4,2)
      e il triplo delle preferenze rispetto a chi è stato eletto in
      comune. (per fortuna il partito è per la partecipazione??? ?)

      BERGAMO Cortinovis Eugenio
      rispondi..?

    14. Dree
      maggio 12th, 2006 10:41
      14

      Bella cronaca, la tua Un pezzo tutto sommato ben fatto. (A parte, lo devo dire visto che si riferisce ai miei post, delle imprecisioni nel citare i commenti,Se non avesse imprecisioni errori e sciatterie non l’avrebbe scritto un giornalista ;-)

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