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04/03/2005

Una montagna attraverso una cruna d’ago

di Gianni Delli Ponti, alle 20:06

“Sono un geografo”, disse il vecchio signore.
“Che cos’è un geografo?”
“E’ un sapiente che sa dove si trovano i mari, i fiumi, le cittĂ , le montagne e i deserti”.
“E’ molto bello il vostro pianeta. Ci sono degli oceani?”
“Non lo posso sapere”, disse il geografo.
“Ah! (il piccolo principe fu deluso) E delle montagne?” .
“Non lo posso sapere”, disse il geografo.
“E delle cittĂ  e dei fiumi e dei deserti?”
“Neppure lo posso sapere”, disse il geografo.

“Ma siete un geografo!”
“Esatto”, disse il geografo, “ma non sono un esploratore”.

Non è il geografo che va a fare il conto delle cittĂ , dei fiumi, delle montagne, dei mari, degli oceani e dei deserti. Il geografo è troppo importante per andare in giro. Non lascia mai il suo ufficio, ma riceve gli esploratori, li interroga e prende degli appunti sui loro ricordi. E se i ricordi di uno di loro gli sembrano interessanti, il geografo fa fare un’inchiesta sulla moralitĂ  dell’esploratore”.
“Perchè?”
“Perchè se l’esploratore mentisse porterebbe una catastrofe nei libri di geografia. Ed anche un esploratore che bevesse troppo”.
“Perchè?”
“Perchè gli ubriachi vedono doppio e allora il geografo si annoterebbe due montagne lĂ  dove ce n’è una sola”.
“Si va a vedere?”
“No, e’ troppo complicato. Ma si esige che l’esploratore fornisca le prove”.
“Le geografie”, disse il geografo, “sono i libri piu’ preziosi fra tutti i libri. Non passano mai di moda. E’ molto raro che una montagna cambi di posto. E’ molto raro che un oceano si prosciughi. Noi descriviamo delle cose eterne”.
“Ma i vulcani spenti si possono risvegliare”, interruppe il piccolo principe.
“Che i vulcani siano spenti o in azione, e’ lo stesso per noi”, disse il geografo. “Quello che conta per noi e’ il monte, lui non cambia.”
(da Il piccolo principe di Saint Exupery)

Chi lo ha letto lo ha sicuramente riconosciuto, è un passaggio tratto dal “piccolo Principe” di Saint Exupery. Parlarne vuol dire semplicemente porci una domanda non semplice.

Esiste per la nostra storia, come per la geografia, una mappa dei fatti, degli accadimenti e dei ricordi che rimangono lì nel tempo inconfutabili e immutabili come le montagne?
Esistono esploratori del tempo capaci di raccontare come sono fatte le montagne della nostra storia? Esiste un geografo della storia capace di ascoltare quegli esploratori? Di valutarne la moralitĂ , di registrarne i ricordi per renderli eterni? Si puo leggere la storia con i criteri del geografo? Esistono nel nostro passato, quello che ci ha formato, ci ha dato identitĂ , certezze, orgoglio e vergogna, luoghi che come le montagne non si spostano, come gli oceani non si prosciugano?

Ci son due modi per rileggere e due modi per riscrivere. Si può rileggere e riscrivere per riempir di nuove verità i buchi lasciati dalle bugie o dalle omissioni, si può rileggere o riscrivere per piegare i fatti alle nuove esigenze. Riscrivere la storia equivale a cambiare la geografia del tempo? Si può perdere l’orientamento? Già nel corso della pagine piu buie della storia recente si era affermato il principio per cui una bugia raccontata piu volte si trasforma in verità. Oggi potremmo aggiungere che quel che non viene raccontato non è mai esistito. Che quel che è esistito può essere cancellato, occultato, modificato. Anche nella storia ci sono fatti dei quali è impedita la conoscenza, come sulla terra ci sono luoghi ai quali è impedito l’accesso?

Se prima di essere ascoltati, scomparissero tutti gli esploratori del tempo? Che direbbe il geografo del piccolo principe agli storici che hanno scritto le mappe del tempo? Che nella storia degli uomini non ci sono montagne, continenti “eterni”, che i fiumi cambian direzione e gli oceani si prosciugano al cambiare delle esigenze? Che le lucciole eran lanterne, i laghi miraggi? E’ vero anche le mappe geografiche vanno costantemente aggiornate, ancor piu dopo un terremoto, anche le bussole vanno tarate, ogni anno cambia il magnetismo terrestre, ma quali rischi si corrono quando si procede sulla base di certezze che certezze non sono, senza meridiani e paralleli del tempo?


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  • 3 Commenti al post “Una montagna attraverso una cruna d’ago”

    1. Bakis
      marzo 5th, 2005 16:01
      1

      Argomento molto interessante. E direi molto attuale…
      Se nel passato si procedeva a tentoni per la carenza di indicatori oggettivi (e di incaricati affidabili che dessero punti di riferimento) oggi si ha difficoltĂ  ad avere punti certi proprio per il moltiplicarsi delle indicazioni contraddittorie.

      Davanti a un lago c’è chi parla di pozzanghera e chi di oceano. E’ tutto molto confuso e non dovrebbe, visto che abbiamo la fortuna di vivere in un’epoca in cui l’informazione può viaggiare libera, ovunque.

      Di fatto ci troviamo a viaggiare con carte sempre piĂą scarabocchiate e corrette e con bussole impazzite.
      Basta accendere il telegiornale o fare un salto in edicola (senza coinvolgere necessariamente i libri di storia).

    2. Antonio
      marzo 7th, 2005 23:46
      2

      hai colto il senso della cosa (o quantomeno è lo stesso che ho colto io) :)
      e non è un caso che cresce il bisogno di orientamento (il campo giornalistico allargato, comprensivo di internet e dei blog ha ormai questo ruolo principale)

    3. MIRELLA DE PARIS
      marzo 10th, 2005 10:02
      3

      Il bello dei blog è capitare per caso su un post di un caro collega ;)

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