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Post scritti nel marzo, 2005

31/03/2005

Corpografie (I)

di Francesca Mazzucato, alle 09:23

[Iniziamo un piccolo gioco corpografico con Francesca Mazzucato, che credo davvero non abbia bisogno di alcuna presentazione Рe che, tra le altre mille cose, cura un bel blog proprio sui corpi. Corpografie sono brevi ritratti sensuali, tipologie di corpi sussurrati. Accompagnati da miei scatti, della serie Diott(r)ica, perch̬ il desiderio ̬ sfalsato, e le cose desiderate sono doppie, e una ̬ sempre sfocata. as]

Corpo di donna.
Fluttuante sinuoso, dobbiamo parlare, lasciati toccare, l’ho fatto per te, vestito lanciato, seno scoperto, capezzolo appuntito cibo intrecciato alle gambe, alla pelle, profumo di magnolia, incensi, una storia dei sensi nelle mani che toccano emozioni che bloccano, polpose sorelle di frutta attentamente pelata le cosce, e poi la lingua che si avvicina alle mie, che lentamente sale e segue l’Antica Strada del Sale, corpo di donna corpo di esploratrice i peli mordicchiati alla radice e intanto io l’aspetto, l’aspetto e la blocco, il piacere un rintocco, ritardare lo sblocco.

Diott(r)ica: donna sotto la doccia, di Antonio Sofi
Diott(r)ica: donna sotto la doccia, foto di A. Sofi

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30/03/2005

Un macello insostenibile

di Enrico Bianda, alle 12:24

macello di ivano ferrari - einaudiRaramente mi è capitato di leggere un testo, di qualsiasi genere, che risultasse ai miei occhi quasi insostenibile.
Qualche tempo fa, una raccolta di poesie ha avuto questo effetto. Il titolo: Macello, l’autore: Ivano Ferrari (ne abbiamo scritto proprio su queste pagine tra i commenti qualche settimana fa), edito da Einaudi.
Un reportage poetico, o meglio un reportage in forma di poesia, che ci porta dentro un macello, ce lo mostra e ce lo fa vivere in modo inaudito.

Finalmente ce l’ho fatta, ho raggiunto Ferrari al telefono, abbiamo fatto una veloce chiaccherata radiofonica sulla sua poesia e su questo lavoro.

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29/03/2005

Ibrido naturale e ibrido sociale

di Enrico Bianda, alle 10:47

Porte automatiche che si aprono solo con un badge aziendale, la mucca pazza o l’AIDS, tecnologie ergonomiche, kit tecnologici, fibre mutanti e giacconi multitasking, simulatori vocali e decoder universali, la casa intelligente e il digitale terrestre.

nokia closeup, di antonio sofiLa tecnologia modifica la percezione dello spazio e del tempo, ma senza non avrebbe molto senso vivere. Non perché necessaria, ma perché irrinunciabile. Non mi lamento, ma una chiacchierata recente con Massimiano Bucchi, sociologo della salute, mi ha aperto, se non spalancato all’improvviso scenari alla Ballard o alla Cronenberg. Non mi spingo alla fantascienza sfrenata e storicizzata, ma almeno un Douglas Adams potrebbe aiutarci. La nostra vita sarebbe animata e abitata in pianta stabile da ibridi. Anzi.
L’ibrido si è insediato in noi e tra di noi, nelle nostre case e per le nostre strade, nell’uso quotidiano della tecnologia e nella costruzione continua di senso e appartenenza.

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26/03/2005

Prodi Blog Watch, ultima puntata

di Antonio Sofi, alle 16:50

Oggi, il Corriere della sera pubblica un pezzo a firma di Alessandro Trocino sul famigerato caso del blog di Prodi, dal titolo “Dalla rete solo ironie, Prodi chiude il blog”.

Giusto per riassumere il fattaccio in fasi (senza ricercare precise diacronicità).

*Fase uno: l’entusiasmo*
Il 16 febbraio scorso Romano Prodi apre il blog con un post che in molti (io per primo) salutano con entusiasmo per il tono personale e sincero, che ben s’attaglia ad uno strumento quale il blog.

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21/03/2005

Il corpo animato dell’ospedale

di Mariano Grifeo Cardona di Cani, alle 16:02

[Riceviamo un pezzo dall’adorato Mariano, che così giustifica il non uso del siciliano “mi dispiace di non avere usato la mia lingua matri. ma così sinne uscì dalla mia testa e così la scrissi: in taliano”. Le foto, invece, purtroppo, sono mie. as]

Scaffolding, foto di asDi notte, ronfa come un asmatico che respira male e russa.

Si sentono fiati e si vedono sbuffi. Perchè esiste un sistema arterioso fatto di larghi tubi d’acciaio che corrono nei sotterranei, e lungo i tetti. Aria, refrigerazione, ossigeno, riscaldamento, puzze e scarichi.
Un ospedale è un corpo animato, assai complesso.

Quando sei vecchio – come me – speri che quel corpo sappia accoglierti nel migliore dei modi, rimetterti in sesto e lasciarti uscire di nuovo. Dentro di te, però, corre in sottofondo il basso continuo del tuo inconscio, al quale lasci il compito ingrato di riflettere sul fatto che tu – da quel corpo – potresti anche non uscirne più. Restarci intrappolato, conoscerne viscere e sistema nervso, centrale e periferico. Per settimane e mesi. O altrimenti per sempre.

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20/03/2005

Eroe mai cantato

di Antonio Sofi, alle 21:46

Martedì 22 Marzo, cioè dopodomani, sarò a Pisa per una giornata dedicata ai blog all’interno di una tre giorni molto ricca di eventi (e di sfide giovani e multidisciplinari sotto del segno della lealtà e del fair play) dal titolo Eroe mai cantato.

Spudoratamente, cito Sergio “una bella iniziativa biennale nata per iniziativa di un giornalino liceale, il cui scopo è celebrare persone esemplari vissute lontano dai riflettori e, più in generale, esaltare la creatività nei più giovani”. Ci saranno anche, appunto, Sergio Maistrello, Antonio Zoppetti, Adele Marra e William Nessuno, con i quali condividerò l’arduo compito di scegliere il miglior blog giovane tra quelli che si sono iscritti.

19/03/2005

Corpi Estranei II – «L’origine du monde»

di Enrico Bianda, alle 23:50

anatomie_de_lenfer02.jpgC’è il viso iconizzato di Rocco Siffredi che scruta da in mezzo alle gambe di una ragazza quanto di più intimo vi possa essere.
Guarda, con occhio indagatore, sul set di un nuovo film di Catherine Breillat, che sempre con Siffredi girò Romance – il film del primo sdoganamento?
Si intitola, apprendo, Anatomie de l’enfer, nuova variazione sui fantasmi di Rocco e forse anche nostri: «una donna che paga un uomo per farsi guardare dove non è guardabile».

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17/03/2005

L’uomo che scambiò il suo corpo per un pollo

di Antonio Sofi, alle 12:16

[foto di A. Sofi, clicca per ingrandire]
chicken's eye, di antonio sofi - clicca per ingrandireCorpo e pensiero. Il secondo controlla il primo. Di solito.
Accade talvolta che il corpo si ribelli, e i pensieri ne prendano possesso.
Somatizzare, dicono si dica, quando il corpo si trasforma in una marionetta dei pensieri. Incontrollati.
Spesso blandamente, come piccoli tic che sfuggono – ravvivare i capelli, toccarsi il naso, mangiarsi le unghie. Spesso violentemente – rimane insuperata la performance di Lino Banfi in “Vieni avanti cretino” (chi ricorda/sa il nome del supervisore?), scena che non esiterei ad avvicinare al Chaplin robotizzato alla catena di montaggio. Forse un gradino più in basso, magari.

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16/03/2005

Corpi estranei I – Sinceramente non mi pare uno scandalo

di Enrico Bianda, alle 23:59

Personalmente sono sempre stato attratto dalla dimensione pubblica dell’atto sessuale. In altri termini sono attratto da quanto si nasconde dietro il mondo della pornografia, che in realtà altro non è che la rappresentazione pubblica di un atto privato, che si alimenta del suo essere rappresentato e moltiplicato, nei gesti, nei volti e nei luoghi.

Qualche anno fa mi divertii a definire il complesso dei luoghi e dei personaggi (e quindi anche l’industria che muove questo universo) come “sguardo svelato”, intendendo la qualità flagrante dell’azione sottoposta allo sguardo pubblico, cui, sempre all’epoca, contrapponevo l’altro universo, parallelo forse, che collocavo nella dimensione dello “sguardo velato” : l’attrazione per una dimensione chiusa del sesso in un contesto di scambio e confronto.

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15/03/2005

Corpi

di Webgol, alle 13:02

occhio destraCredo che webgol (cioè noi due, Antonio e Enrico) abbia un particolare talento nell’andare in cortocircuito dissonante con qualsiasi ipotesi, più o meno condivisa, di agenda pubblica.
Dopo alcuni mesi di Polis (politica + città), la smettiamo qui, e proprio quando le elezioni regionali entrano nel vivo.

Corpi è il nuovo tema, è il risultato di vari compromessi tra declinazioni più marcate.
Nel tempo della velocità, della globalizzazione cognitiva, di una virtualità spesso citata a sproposito, il corpo diventa una specie di fardello identitario, spesso dimenticato, considerato ininfluente, scacciato alle periferie del nostre priorità; quindi incluso a forza, ma come eviscerato della sua tridimensionalità inevitabilmente imperfetta, ridotto a standard di bellezza, di forma – piatto come una foto ritoccata. Come tolto di vita.

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13/03/2005

Op, ops, oplalà

di Antonio Sofi, alle 21:58

*Op*
Ho alzato il capino dal sudato monitor, ed era già buio (ben mi sta a procrastinare sempre qualsiasi cosa sia procrastinabile). Mi sono rimboccato le virtuali maniche e ho deciso di dare una rispolverata al vecchio caro OP, curato dal vecchio e caro Bianda, in vista della riapertura del corso Sociologia dell’opinione pubblica. Una cosina fatta velocemente, partendo dalla base di webgol, ovviamente. E, miracolo, finalmente sono apparsi due pezzi di Alessandro Chiappetta e Alessandro Orrù, che, misteri di movable type, proprio non volevano saperne di mostrarsi. Anzi ci scusiamo con loro per aver fatto “scadere” un po’ le loro riflessioni.

*Ops*
Intanto, già che c’ero, prima di rituffarmi ecc. ecc., ho deciso di pensare un po’ a cosa fare della mia vita.

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07/03/2005

La città è un blog politico

di Santa Di Pierro, alle 21:13

[Per chiudere il tema Polis, che ci ha accompagnato per alcuni mesi, una stimolante riflessione di una cara amica di Webgol, putroppo non provvista di blog e quindi non linkabile (ma non è detto che sia un difetto). Un punto di vista esterno e appassionato; a modo suo sincretico. Presto il nuovo tema, poco ponzato e molto rischioso. as]

Bambini Rom, foto di Enrico BiandaLa città è stata da sempre l’epifania della simbologia del potere politico: i palazzi dei più ricchi, le chiese dei potenti, le strade delle industrie. Ma anche: le piazze del popolo, i mercati, le strade di periferia. Tutta la polis è politica.
Originalidad es volver a la origen – diceva Antoni Gaudì. Originalità vuol dire tornare all’origine. Muovendosi dunque dal punto d’origine della politica – polis, città, politica – è possibile che venga elaborato, in modo embrionale e originale l’idea di un partito politico partendo proprio dalla percezione dello spazio urbano?
Una storia locale, una di quelle storie che sta ai margini della validità restituita dalle scienze sociali, sembra confermare questa ipotesi.

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05/03/2005

«Ci rimetto pure un sacco di soldi, sa?»

di Antonio Sofi, alle 00:01

Dall’articolo di Barbara Jerkov, intitolato “Gli ultrà dell’assenteismo non mollano. Snobbati tutti i richiami del Cavaliere“, uscito su “La Repubblica” di Giovedì 3 Marzo 2005. Due cose che mi hanno molto colpito, e che volevo qui appuntare (grassetto mio) – una delle due è un mio vecchio cavallo di battaglia e magari ci ritorno con calma.

Vorrei sapere chi sono i procuratori…

L’altra settimana il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Giovanardi, ha ricevuto l’incarico di scrivere a tutti i deputati e senatori della Cdl spiegando con molta chiarezza che chi non si presenta regolarmente in aula non sarà più ricandidato. «Del resto», osserva Giovanardi, «se un allenatore di calcio ha dei giocatori che la domenica rifiutano di entrare in campo, l’anno dopo che fa, gli riconferma il contratto?».

…e la scocciatura di prendere il treno dove la mettiamo?

[…]C’è poi chi non va in Parlamento perchè non ha tempo punto e basta. […] Mister zero-presenze-zero, Montecuollo Lorenzo, avvocato di Sessa Aurunca, eletto nel 2001 con le liste “Abolizione dello scorporo”, iscritto all’Udc, poi passato con Mastella e di recente approdato ai neo-dc di Gianfranco Rotondi. «Ultimamente sono venuto un po’ poco», ammette gentile, «ci rimetto pure un sacco di soldi, sa? 1.800 euro solo l’ultimo mese di mancate diarie, ma ho molto da fare con le liste elettorali, e poi i miei elettori se non sto a Roma a perder tempo, e lavoro sul territorio sono solo più contenti».

04/03/2005

Una montagna attraverso una cruna d’ago

di Gianni Delli Ponti, alle 20:06

“Sono un geografo”, disse il vecchio signore.
“Che cos’è un geografo?”
“E’ un sapiente che sa dove si trovano i mari, i fiumi, le città, le montagne e i deserti”.
“E’ molto bello il vostro pianeta. Ci sono degli oceani?”
“Non lo posso sapere”, disse il geografo.
“Ah! (il piccolo principe fu deluso) E delle montagne?” .
“Non lo posso sapere”, disse il geografo.
“E delle città e dei fiumi e dei deserti?”
“Neppure lo posso sapere”, disse il geografo.

“Ma siete un geografo!”
“Esatto”, disse il geografo, “ma non sono un esploratore”.

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02/03/2005

I guard rail della convivenza

di Gianni Delli Ponti, alle 20:32

[In (quasi) chiusura del tema Polis, con piacere ospitiamo due pezzi, uno oggi e uno domani, originariamente scritti per la radio in forma di introduzione – e qui usati in forma di domanda aperta, suggestione senza risposte -, di Gianni Delli Ponti, maestro radiofonico in forza alla Radio Svizzera. Lo accompagna una foto e quindi un header composto da una splendida foto di emmegi, miracolosamente in tema. (as)]

[foto di emmegi]
Segnale Rosso, foto di EmmegiVi siete mai chiesti cosa potrebbe accadere se, una mattina uscendo di casa, scoprissimo che nottetempo è stata eliminata tutta, dico tutta, la segnaletica stradale?

Niente più semafori, stop, divieti di sosta, divieti di transito, divieti di sorpasso; niente piu limiti di velocità, indicazioni delle localita, niente strisce pedonali; niente più cartelli che indicano fondi scivolosi, curve pericolose, caduta massi. Niente guard rail, niente polizia, niente sanzioni.

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