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19/01/2005

Pochi, maledetti e subito

di Antonio Sofi, alle 14:53

Ha ragione Gianluca, il vero post è solo precox.

Uno avrebbe in mente da due mesi almeno due o tre post di quelli che si potrebbero definire “epici”, di quelli che ci tieni, di quelli che hai in mente sin nella punteggiatura.
link

A postarli via pensiero, però, ancora non riesco.
E, da un po’ di giorni, mi hanno depredato del tempo casalingo e serotino, bloggante per eccellenza, per questioni di linea telefonica e di prima posa in nuova casa. Che, tanto per dire, avrei preferito non avere il riscaldamento. In quel caso c’era sempre l’alternativa di bruciacchiare qualche mobile sul terrazzo, per riscaldarsi. E a scrivere un post in word, per dire, sarà un problema mio, non ci sono mai riuscito.

Per i post di un blog vale il vecchio adagio di chi è alle prese con debiti da insolventi cronici (che la voglia di scrivere si comporta più o meno allo stesso modo: insolve cioè). Pochi, maledetti e subito.


  • Digg.com e i twitterer maledetti
  • Parrucchiere Mullet Cevoli Manila (mischiare a piacimento)
  • Il tuffo del lampredotto
  • Piacere, allievo di Giuseppe Verdi. Vuole arrivare tardi al suo appuntamento?

  • 5 Commenti al post “Pochi, maledetti e subito”

    1. antonio
      gennaio 19th, 2005 18:44
      1

      Quasi in tempo reale, mi fanno sapere che i soldi (e i post) hanno da essere “pochi, maledetti e subito”, e non “maledetti e subito” come avevo scritto – sennò non vale. Ancora meglio, in effetti.

    2. mafe
      gennaio 20th, 2005 10:11
      2

      Meno male, mi sentivo sola con i tanti che scrivono in Word e poi copincollano :)

    3. Mariano Grifeo Cardona di Canicaro
      gennaio 20th, 2005 12:39
      3

      ca billizza, ca io non ci capisco una minchia di chista cosa dei posti. so solo ca io dètto e qualcuno scrive pì mia. macari i commendi. ossequi don antò.

    4. iri
      gennaio 20th, 2005 13:16
      4

      pensavo di avere risolto, portandomi dietro la mia moleskine (dei poveri, ovviamente). il problema è che le idee più folgoranti mi vengono un attimo prima di addormentarmi, quando piuttosto che alzarmi e scrivere preferirei morire, e quindi le dimentico. oppure, durante il giorno, in autobus e a lezione scrivo e scrivo ma poi non ho più voglia di ricopiare, passa troppo tempo e quindi va tutto perso e sul blog finiscono pensieri pochi, improvvisati e approssimati. e subito.

    5. Antonio
      gennaio 20th, 2005 15:34
      5

      Mafe: mi sta venendo la voglia di provare a saperlo empiricamente, anche se ora come ora non saprei come fare. E’ che secondo me cambia proprio il contenuto di quello che scrivi, intendo se scrivi on line sulla tua bela finestrella o se scrivi off line su word – un po’ come scrivere a macchina e scrivere al pc, ovviamente molto di meno. Ricordo un post da Effe su questo argomento, con tanti bei commentini sul tema, ma rincitrullito come sono non sono riuscito a trovarlo.
      Mariano: ecco questa sì che sarebbe la soluzione. Altro che linea telefonica, e cavo adsl. Chiamo al cellulare, detto e qualcuno scrive per me. Se casomai le avanzasse, affitterei il suo dattilografo (o è fimmina?) per un po’ di giorni. Ossequi don Marià.
      Iri: più ci penso più mi convinto che quella è la strada giusta, lo stile giusto. Pochi, maledetti e subito. Un po’ come le improvvisazioni in stato di grazia. Se poi le metti su carta e ci lavori di cesello, semplicemente non funzionano più. :)

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