home

Leggi gli aggiornamenti in home page

11/01/2005

Polis in viaggio VI – Demos da desco in foies gras

di Enrico Bianda, alle 13:54

Flo Brasserie in uno scatto di Patrick DelapierreBrasserie Flo. Vecchio ristorante quasi dimenticato in fondo ad un quartiere che oggi ospita tante pasticcerie arabe, una strada ortofrutta e dolci alle mandorle e miele, carne di vitella e coca-cola. La sera è fredda, le strade sono sporche di verdura lasciata dai mercati del giorno. Fuori da un Boulevard alla ricerca di Flo e Julien, due saloni art déco.
I sapori si congestionano, difficile ospitare in una sola bocca tutti questi strati gustativi, i liquidi forti del vino e dei liquori, la grassezza del foie e il dolce delle pere tiepide sbollentate in salsa di fichi. E’ una cucina cui non siamo abituati, mi fa pensare ad un senso di cittadinanza diffusa, di partecipazione, di comunità fragrante di ribes e castagne.

Quella francese è una cucina che non riconcilia i sapori in un equivoco ecumene digestivo. Al contrario sfolla, confligge e ostenta contraddittorietà. E’ il suo bello. Come il vino, all’inizio apparentemente ruvido, antico e quasi polveroso, ma poco dopo allarga e prepara alle carni con i sughi antichi e trasversali, al miele e Bordeaux, castagne e Sauternes.

Si instaura spesso una sottile intimità con chi guida l’avventore attraverso i piatti. Di solito un tripudio dapprima cognitivo: difficile orientarsi tra i titoli dei piatti delle entrées e dei plats; poi tocca digerire l’assenza del primo, categoria gastro-cognitiva necessaria solo a patto di considerare il primo come viatico per il secondo o trait d’union tra l’antipasto e il secondo carne. La cucina qui non acconsente al salto: è, se vogliamo, una cucina deterministica. In assenza di pasta, sublimano il primo rafforzando l’idea dell’antipasto che si nobilita nella sequenza di terrines o di foies gras, vero trionfo autodafè.

Mi sono fatto l’idea che anche nella cucina e nella tradizione del doppio artaudiano applicato alla gastronomia, la Francia (e forse Parigi in questo difetta rispetto alla periferia meno piegata alle necessità turistiche), applichi al cibo e al rituale della cena il principio quasi rousseauiano di doxa da desco: cenare è condividere, niente salti nè scorciatoie. Si cammina insieme, con senso comunitario nella scoperta (per noi) e nella conferma, a volte (per loro).


  • E Polis comes back (e Grillo vince solo in periferia)
  • Polis che viaggia I – Da Firenze a Lugano
  • Alla ricerca del tema perduto
  • Metamorfosi urbane

  • 5 Commenti al post “Polis in viaggio VI – Demos da desco in foies gras”

    1. carnefresca
      gennaio 12th, 2005 02:38
      1

      se c’è una cosa che è vera è che parigi mescola senza fare pasticci i cibi piĂą disparati. ho ricordi precisi, sebbene la mia esperienza è stata dettata dai pochi soldi in tasca. ho provato il cinese, poi la carne dei gyros per strada, la pizza (cotta male, ma vabbè), il menĂą turistico, il supermercato (nel senso di comprare letteralmente pane e formaggioda mangiare per strada), il mcdonald’s francese (uguale identico a quello italiano) e una volta sola il super ristorante di cui ricordo un filetto in salsa verde che mi è rimasto incastonato nel palato. comunque, manco a dirlo, l’emozione piĂą grande è andare in giro con la baguette: a bocca piena che non parli francese non si sente, e non c’è niente buono come il pane.

    2. Enrico
      gennaio 12th, 2005 10:10
      2

      tabula rasa, abiura del passato oppure bruceremo tra le fiamme dell’ortodossia gastronomica…
      questa è solo per l’attento canettiano e cioraniano in arrivo, fresco detentore di patente joiciana (ha letto tutto l’Ulisse, con l’approfondimento)

    3. dante
      gennaio 13th, 2005 13:46
      3

      … mi sembra che l’autore con ritardo cerchi di motivare l’inspiegabile presenza dell’autodafĂ©, o forse è colpa dello sprovveduto lettore e della sua ignoranza il continuare a non capire che c’entra il rogo inquisitore …
      A parte questo il pezzo mi piace un sacco, e lo aggiungo idealmente alle lunghe camminate di Modiano nella sua Parigi e nei suoi romanzi!

    4. angelocesare
      gennaio 15th, 2005 17:07
      4

      Va bene… arrivo!

    5. ale
      gennaio 16th, 2005 11:59
      5

      chapeau enrico,quante belle cose mi hai fatto ricordare..

    Lascia un commento