home

Leggi gli aggiornamenti in home page

05/01/2005

Le Monde e i blog della carta stampata

di Zapotek, alle 00:03

salonIn principio furono quelli di Salon. Per intenderci, il primo magazine culturale presente esclusivamente in Internet. Nel luglio 2002 annunciano la nascita di Salon Blogs, prima piattaforma weblog legata ad una struttura editoriale d’informazione. La community si sviluppa, e i migliori post vengono raccolti ogni domenica in un sito chiamato The Virtual Occoquan.

cannocchiale.jpgIn Italia si cerca di non essere da meno. Nel gennaio 2003 Il Riformista, quotidiano d’opinione, crea Il Cannocchiale, una piattaforma che all’inizio comprende solo alcuni blog di suoi redattori. Successivamente viene aperta a tutti, e a quel punto si va delineando una vivace community (politicamente eterogenea) che oggi raccoglie più di 6000 iscritti. I migliori post, selezionati dall’avamposto composto dai giornalisti-bloggers del Riformista, vengono mensilmente raccolti in un omonimo inserto all’interno delle pagine del quotidiano, e suddivisi per argomenti, in alcuni casi pubblicando persino alcuni commenti seguiti al post a cui è riferito.

Nessuno.tvRimane irrealizzato l’esperimento di collaborazione con NessunoTv, tentativo di canale satellitare ad azionariato popolare (come si sarebbe detto un tempo), che cerca di “sviluppare un nuovo modello di comunicazione diretto dal pubblico”, compreso in un progetto editoriale a vocazione multimediale, sino a pochi mesi fa regolarmente inserito nel palinsesto di Planete, e poi misteriosamente estromesso. Nelle intenzioni si prevede l’interazione dei bloggers del Cannocchiale con Insider e A schiena dritta, due rubriche d’attualità curate da Giancarlo Santalmassi. Sulla carta resta anche la realizzazione televisiva di Bloggers, uno sguardo lucido e disincantato della realtà attraverso la lente d’ingrandimento dei blog del Cannocchiale aderenti al progetto, componendo in teoria una sorta di “community nella community”. Al momento il materiale giornalistico continuamente prodotto è a disposizione sul sito di Nessuno.tv e in onda sulle frequenze di EcoRadio.

Herald sunNel 2004 l’Herald Sun, quotidiano locale del North Carolina, mette su qualcosa di pionieristicamente meritorio. Dà la possibilità a tutti i candidati alle ultime elezioni americane presenti nella zona di distribuzione del giornale di poter aprire il proprio blog sul sito del giornale e di poter dialogare con il proprio elettorato o anche solo con chiunque voglia semplicemente interagire con loro, previa registrazione. Iniziativa, a livello di comunicazione politica, forse non pienamente sfruttata dai diretti interessati, visto che solo cinque di essi decidono di utilizzare questa prezioso strumento.

LeMonde

Ultima novità, in ordine di tempo, l’apertura di Le Monde.fr Blogs, primo esperimento di piattaforma blog di un quotidiano legata alla sottoscrizione di un abbonamento, in questo caso a Le Monde.fr (6 euro al mese).
Dapprima, a inizio novembre del 2004, lo storico quotidiano francese apre senza troppi clamori i weblog di cinque suoi giornalisti. Poi il progetto viene presentato in anteprima a fine novembre a Lisbona durante una conferenza organizzata dal World Association of Newspapers, di fronte ad una cinquantina tra giornalisti e operatori dell’informazione. A inizio dicembre gli abbonati hanno la possibilità di aprire il proprio blog e di segnalare quelli più interessanti.

La pagina d’apertura della piattaforma presenta quattro sezioni.
La prima, quella degli “invités”, dove compaiono otto blog gestiti da giornalisti di LeMonde, da giornalisti indipendenti, e da una coppia di deputati socialisti dalle idee divergenti riguardo la Costituzione Europea.
La seconda, composta dai blog raccomandati dai lettori, dove gli “invités” si contendono con gli altri bloggers le vette di questa classifica di gradimento popolare, con la possibilità di visionare l’elenco alfabetico di tutti i blog aperti, oppure suddivisi per aree di interesse.
La terza, rappresentata dagli ultimi dieci blog aggiornati.
E la quarta, ovvero la selezione dei cinque blog piĂą interessanti, operata dalla redazione di Le Monde.fr.

Il risultato è soddisfacente.
A un paio di giorni dal lancio, la top ten dei più consigliati dai visitatori presenta ben quattro blog di lettori. A un mese dall’apertura, se ne contano ben 530.
Gran seguito per Langue sauce piquante, che si propone di correggere tutti gli errori di grammatica presenti nel quotidiano. Registro un po’ ovunque voci variamente entusiaste e auguranti, da Loic Le Meur a Dan Gillmor.

Piccola annotazione: nella blogsfera italiana nessuno fa alcun cenno di commento. La notizia viene liquidata in un paio di righe all’interno di un articolo pubblicato sul Secolo XIX (e riportato sul blog di Andrea Beggi).

Cerco di capire cosa ci sia sotto questa operazione lemondiana.
Avanzare il dubbio di una futura “monetizzazione dei blog”, ipotizzando ad esempio un eventuale legame tra Pierre Assouline (curatore di un blog sui libri) e Amazon.fr? Insomma, contorni inquietanti da marchetta subliminale. Oppure immaginare reiterati saccheggi nei confronti dei blog da parte del fratello “cartaceo”?

Butto giĂą un paio di riflessioni in forma di appunto veloce.
Per il quotidiano d’oltralpe il weblog è una delle opzioni previste per chi si abbona alla versione on-line del quotidiano. Difficile pensare quindi che uno si abboni solo per aprirsene uno. Vi è un’enorme offerta di piattaforme gratuite preposte a ciò. Deve esser quindi presente, almeno in teoria, una sorta di valore aggiunto che motivi l’apertura di un blog all’interno di una piattaforma legata a un giornale.
Provo a schematizzare.

Punto primo.
Una situazione del genere può produrre una molto più forte fidelizzazione nei confronti del quotidiano, perché operata su utenti che sostanzialmente condividono, in quanto abbonati, la linea editoriale del giornale, e che li porta a riflettere, a intervenire, a creare microcomunità sui temi lanciati. Quindi molto più motivati. Il tutto confluirebbe nella costruzione d’identita politico-culturale del lettore che un quotidiano, in modo più o meno latente, contribuisce a creare. E’ più probabile, con questi presupposti, che si faccia più volte riferimento agli articoli di Le Monde, a differenza dei bloggers del Cannocchiale, che sporadicamente rimandano nei loro post a contenuti pubblicati sul Riformista.

Punto secondo.
Nel rapporto con i componenti della redazione si innesca un circolo creativamente virtuoso, sia perché finalmente il feedback non si limiterebbe alle mail giunte in redazione, ma si attuerebbe una forma di interazione diffusa e visibile. Diffusa perché un blog convoglierebbe più scambi di riflessione in ragione soprattutto della sua visibilità, appunto, evidenziando con opportuni strumenti come il trackback le ramificazioni del dibattito in questione. Potrei anche utopisticamente pensare che la costruzione d’identità possa avvenire anche per i giornalisti stessi. O magari, senza usare troppi paroloni, semplicemente li aiuti a scorgere altri punti di vista sugli argomenti affrontati. Ridefinendo quindi il proprio. Ovviamente per chi ha voglia (e tempo) di mettersi in discussione.

A questo punto però, mi sento come la mano tremolante di un giocatore di mikado. Chi altro vuol sollevare cautamente il prossimo bastoncino?


  • Metamorfosi urbane
  • VeltroniCloud e le 100 parole del discorso. Un articolo su ePolis.
  • Sei miliardi di blog
  • Crossmediando, dai vigneti in Francia alle elezioni americane

  • 15 Commenti al post “Le Monde e i blog della carta stampata”

    1. Zapotek
      gennaio 5th, 2005 01:23
      1

      Antonio, puoi mettermi la versione riveduta e corretta? Scusami per il disturbo.

    2. antonio
      gennaio 5th, 2005 01:44
      2

      Et voilĂ . ;)

    3. Zapotek
      gennaio 5th, 2005 01:54
      3

      Sei un mago… grazie ancora! :)

    4. Zapotek
      gennaio 5th, 2005 13:07
      4

      **UPDATE**
      Non ci son piĂą i due deputati, al loro posto c’è il blog dei medici di “ComitĂ© de secours internationaux”, un interessante taccuino di bordo sull’organizzazione dei soccorsi nello Sri Lanka.

    5. Effe
      gennaio 5th, 2005 14:40
      5

      in linea generale, vedo con sospetto l’apertura fintamente disinteressata dei media tradizionali verso i blog.
      Un rapporto troppo stretto è possibile terreno di coltura per la normalizzazione, per la standardizazione.
      Avrebbe senso, in Italia, un espirmento lemondiano (con quei vincoli di sottocomunitĂ  e i mecanismi di identificazione ben sottolineati da Zapotek)?
      Avrebbero senso blog legati a doppio filo (non so, dico a caso) al Foglio, o a Libero?
      Rabbrividisco, ohibò.

    6. Danilo
      gennaio 5th, 2005 17:32
      6

      Sarà banale, ma secondo me è cruciale.
      Non ha senso aver paura della libera circolazione delle idee. Quindi non mi spaventa che La Padania si butti sui blog per creare consensi intorno all’idea, che ne so, di dar fuoco alle moschee. Otterrebbe semmai un effetto boomerang: diverrebbe chiaro a tutti quante poche persone si ritrovano in quell’idea.
      Il blog ha piĂą o meno questo vantaggio: se fai propaganda ti smascherano quasi subito.
      L’unico vero pericolo semmai è quello contrario, cioĂ© il pantano delle idee e l’autoreferenzialitĂ  dei mezzi. In questo senso, ben vengano i liberi blog in libero giornale!
      GRANDE ZAPOTEK, e complimentoni!

    7. antonio
      gennaio 7th, 2005 13:17
      7

      Eppure, se io dovessi consigliare un progetto blog ad una testata italiana proporrei proprio la modalitĂ  adottata da Le Monde. Il pacchetto con l’abbonamento (quindi non aperto a tutti, e con il filtro di una certa “consonanza valoriale”) mi sembra un giusto compromesso tra apertura e chiusura, tra fattibilitĂ  economica e innovazione. Il circolo virtuoso tra media tradizionali e blogosfera (giĂ  ora presente ma quantitativamente e qualitativamente minimo, anche per problemi di complessitĂ  crescente del mondo dei blog) potrebbe trovare una cinghia di trasmissione personalizzata nelle community dei lettori dei giornali. Se fatta bene, e aperta tecnologicamente (come quelli di le monde, tutti feedati).
      E devo dire, l’idea di una community blog dei lettori de La Padania mi ha definitivamente convinto sulla bontĂ  dell’idea. ;)

    8. Zapotek
      gennaio 7th, 2005 15:32
      8

      Hai colto in pieno il senso della mia segnalazione, Antonio.

    9. Zapotek
      gennaio 7th, 2005 15:35
      9

      Dimenticavo… ottimo editing! ;)

    10. emanuele
      gennaio 15th, 2005 00:16
      10

      Interessanti osservazioni, complimenti.
      Siamo felici di aver avviato il Cannocchiale immaginando fin da subito la sperimentazione e le contaminazioni come le uniche forme possibili di stimolo fra mondi virtuali e reali, poco virtualmente a tenuta stagna.

      L’inserto pubblicato sul Riformista è oramai un appuntamento fisso, e nel 2005 vi saranno altri importanti sodalizi.

      Nelle prossime settimane ci sarĂ  l’inaugurazione di altre iniziative, inedite, sempre ad alto tasso di contaminazione fra mezzi.

      Vi terremo informati.

      E.F.
      DOL

    11. Luca - Pandemia
      gennaio 15th, 2005 21:48
      11

      Se si vuole veramente un lettore attivo, l’idea di Le Monde è quella giusta. In Italia i grandi giornali sono ancora titubanti. Il Corriere della Sera preferisce i forum moderati dalle grandi firme del giornale….è tutto dire.

    12. Heneage
      aprile 3rd, 2005 17:43
      12

      gcuksvmmsr poiuyt http://ghjklarldaoxs.com/

    13. Heneage
      aprile 3rd, 2005 17:43
      13

      gcuksvmmsr poiuyt http://ghjklarldaoxs.com/

    14. susa
      dicembre 10th, 2005 16:36
      14

      Arivereti!!!

    15. Susa
      dicembre 10th, 2005 16:38
      15

      Merry Christmas!!!!

      Ciaoooooooo, dove lei sei?

    Lascia un commento