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03/01/2005

Se non è Deejay è Rete A

di Ernesto De Pascale, alle 12:36

retea.jpgIn mezzo all’immane disastro del sud-est asiatico, a qualcuno non sarà sfuggita una notizia che è stata inghiottita dalla tragedia. Pochi giorni fa il gruppo editoriale L’Espresso ha acquistato Rete A, la televisione di All Music un progetto editoriale tutto musicale, concorrente di MTV. Il gruppo editoriale – proprietario della testata La Repubblica, di Radio Deejay, dell’emittente radiofonica M2O, di Kataweb, di varie gazzette sparse in Italia ed altro, afferma di voler continuare la politica musicale già in corso su Rete A.

Non voglio tediarvi a lungo. Ma focalizzare la vostra attenzione su ciò che probabilmente sarà Rete A nel prossimo futuro: niente altro che una Deejay Television in chiaro, traghettando perciò l’emittente satellitare esattamente nella fascia di interesse di quelli che seguono MTV.
Certo, ci saranno le dovute differenze fra le due emittenti.
Ci sarà la rubrica “fica” con tante stranezze musicali e no, le solite dichiarazioni di buoni intenti seguite da un nuovo format televisivo, la partecipazione di Elio e le Storie Tese e di chissà quali altri testimonial. Ma, fondamentalmente, come si dice a Firenze “se non è zuppa è pan bagnato”. In altre parole aspettiamoci dosi massicce di Albertino e Linus o chi per loro, le loro playlist intelligenti, i loro rapporti con gli ambienti discografici e promozionali e così via.

Dentro il gruppo editoriale L’Espresso c’è maretta: il CDR del quotidiano La Repubblica è su tutte le furie – il loro contratto di lavoro non viene rinnovato già da un po’ e la proprietà investe altrove – e non solo loro. L’inserto “Musica” del quotidiano non naviga certo in buone acque, investito come è da critiche e dalle mancanze di idee per soddisfare questa o quella esigenza esterna, e il nuovo investimento non aiuta certo a risollevare la piccola testata. Che, pare, diventerà mensile e andrà in edicola per conto proprio.

Sono sicuro che la nuova televisione vorrà parlare anche a un pubblico “intelligente”, sarebbe strano il contrario. Da Roma mi si dice che una società televisiva indipendente ha già prodotto 50 puntate televisive sulla “Storia del rock” raccontate da giornalisti del gruppo (indovinate quali…) ma, ci si chiede, cui prodest?
Abbiamo forse bisogno che siano quelli a raccontarci una storia che altri hanno raccontato prima e meglio di loro? Mi fermo qui. Il resto, l’affido alla vostra riflessione. Tirate le conclusioni.


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  • 9 Commenti al post “Se non è Deejay è Rete A”

    1. quasiblu
      gennaio 3rd, 2005 14:38
      1

      E quindi niente più “The Club” nè televendite di “Miracle Blade”? Mioddio, come farò?

    2. jorma
      gennaio 3rd, 2005 16:11
      2

      quasiblu mi ha preceduto…anche io sono preoccupato per “The Club”.

    3. saltino
      gennaio 4th, 2005 10:07
      3

      La mia carne “tremula”… come farò?

    4. FranCiskje
      gennaio 4th, 2005 10:51
      4

      L’impresa. Uno investe dove può guadagnare e dismettere le attività in perdita. Dietro il tuo discorso c’è una logica che non condivido: ogni nuova attività deve essere appannaggio di chi c’è già. Nella redazione di Musica qualche scaldasedia ci dovrà pur essere se il giornale va male: perché affidargli produzioni TV se non per far andare male pure quelle? L’imprenditore sceglierà gli elementi più utili al nuovo lavoro, e giustamente. La TV di RadioDeeJay è molto ben fatta e per vendere spot alla CocaCola va benissimo, Linus.. (perdona) non è proprio l’ultimo “pirla” avendo gestito al meglio per 10 anni il prodotto top della radiofonia in termini di ascolti).
      Forse la categoria dei giornalisti dovrebbe uscire dall’illusione del “comunismo reale” e fare un po’ di più i conti con la realtà. (Con assoluta stima, Francesco Cataldo).

    5. FranCiskje
      gennaio 4th, 2005 10:54
      5

      E magari a rileggerti mi convinco che non avevo capito un accidente di quello che intendevi..

    6. Effe
      gennaio 4th, 2005 15:10
      6

      non ho capito:
      i redattori di Musica dovranno fare le televendite dei coltelli su Rete A?
      Non so, a me non pare giusto.
      Ma non vorrei, con questa posizione, mostrarmi troppo comunista
      (dice: it’s the la flessibilità, stupid)

    7. Antonio
      gennaio 4th, 2005 15:36
      7

      io sentirò anche la mancanza dell’editoriale di Peruzzo Editore in person in prime time. Mai sentito nessun altro parlare così lentamente in tv.
      Per lo chef tony io non mi preoccuperei – è pubblicità, è meravigliosa, e troverà altri spazi.
      Temo invece la dipartita di The Club – ma mi sono fatto l’idea che sia, come tutti i servizi sms-related, un mungiquattrini, quindi buone probabiltà rimanga.

    8. dj Olona
      gennaio 5th, 2005 11:48
      8

      E quindi si continua con una linea editoriale pessima overlow-profile (almeno Mtv se dal lato contenuto e’ di bassissimo livello, c’ha gli stacchetti che graficamente in tre secondi aiutano l’emittente…)… su radio dj ormai non ho piu’ nulla da dire (se solo penso che il piu’ alternativo e’ Bertallot mi viene da piangere)… dj olona ha inviato il suo cv per sanare queste aziende, ma nessuna risposta e’ arrivata… peggio per loro!!!

    9. Luca - Pandemia
      gennaio 15th, 2005 21:50
      9

      Qualche iniezione di tv coraggiosa e a basso costa, magari con inserzioni informative? Me lo scordo? Non sarebbe male e avrebbe ascolto, vista la carenza generale…

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