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Post scritti nel gennaio, 2005

31/01/2005

Marzullo è un sacripante?

di Antonio Sofi, alle 15:55

sacripante!Dopo lunga e tortuosa gestazione (ma la gatta frettolosa ecc. ecc.) è on line sacripante! (minuscolo e con il punto esclamativo, me ne sono ricordato), rivista di scritture in metamorfosi di origine bloggante.

Andate a dargli un’occhiata, chè merita.

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29/01/2005

Firmare la cittĂ 

di Antonio Sofi, alle 19:25

From autograf di Peter SutherlandSu D la Repubblica delle Donne, per la rubrica “Portfolio”, una serie di scatti di Peter Sutherland tratti da una raccolta dal titolo Autograf. New York City Graffiti Writers.
Ogni ritratto di writers è accompagnato dalla sua “tag” e da una storia. (qui una galleria di immagini – figurati se li mettono, i link alle gallerie on line, negli articoli cartacei.)

A commento delle foto un testo di Gianluigi Ricuperati.
Ne cito un pezzo (grassetto mio).

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26/01/2005

Il blog del presidente è come il Grande Fratello

di Antonio Sofi, alle 22:24

YuschenkoLeggo (via Gaspar via Scripting News) che Viktor Yuschenko, il neo-eletto presidente dell’Ucraina, ha un blog.

Se non siete adusi a compitare il cirillico, c’è la versione inglese.

Scrive Gaspar:

L’anno scorso se ne parlava a Napoli con Loic Le Meur, che baldanzosamente sosteneva: “in un futuro molto prossimo tutti i politici eletti avranno un blog”. Io ero e rimango scettico, ma potrei ricredermi davanti a notizie come questa. Potrei.

Io la penso come Loic.

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24/01/2005

La polis simulata. Balletti intorno a Simcity.

di Sergio Maistrello, alle 10:41

simcity classicA proposito di polis.
Alla fine degli anni ’80, in piena campagna elettorale per le amministrative cittadine, il quotidiano Il Piccolo convocò in redazione tutti i candidati sindaci di Trieste e li mise per qualche quarto d’ora di fronte a un Pc per giocare a Simcity. Vinceva l’originale sfida chi otteneva i migliori risultati in quanto a popolaritĂ  dell’amministrazione e salute delle casse cittadine.

Buttata lì a mo’ di spiritosa curiositĂ , l’idea non era affatto stupida.
Tuttavia era ancora presto: presto perché si potesse dare per scontata la mano a mouse e la testa a finestre; presto anche perché quel Simcity era il primo Simcity, e aveva una logica appena più articolata di Tetris.
Oggi che il software è arrivato alla quarta edizione e la simulazione ha raggiunto livelli di complessità piuttosto interessanti, non mi è più capitato di vedere tanto coraggio né tra i giornalisti né tra i politici.

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20/01/2005

Puglia e porta a casa*

di Antonio Sofi, alle 00:56

puglia[Avvertenza: post Ă  lĂ  Camurri, ovvero come uno dei due Klamm, che (ahinoi) non aggiornano il blog da (troppo) tempo, sul lunedì de Il Riformista, ma non certo (ahimè, stavolta) con lo stesso genio o con la stessa grazia surreale. Una piccola rassegna sul tema, piĂą l’eresia di mettere insieme alto&basso. Il tutto rintracciato, per la cronaca, tramite feedster (chiave: primarie), google news (chiave: primarie), aggregator e filter; e qualcosa mi sarĂ  di certo scappato.]

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19/01/2005

Pochi, maledetti e subito

di Antonio Sofi, alle 14:53

Ha ragione Gianluca, il vero post è solo precox.

Uno avrebbe in mente da due mesi almeno due o tre post di quelli che si potrebbero definire “epici”, di quelli che ci tieni, di quelli che hai in mente sin nella punteggiatura.
link

A postarli via pensiero, però, ancora non riesco.
E, da un po’ di giorni, mi hanno depredato del tempo casalingo e serotino, bloggante per eccellenza, per questioni di linea telefonica e di prima posa in nuova casa. Che, tanto per dire, avrei preferito non avere il riscaldamento. In quel caso c’era sempre l’alternativa di bruciacchiare qualche mobile sul terrazzo, per riscaldarsi. E a scrivere un post in word, per dire, sarĂ  un problema mio, non ci sono mai riuscito.

Per i post di un blog vale il vecchio adagio di chi è alle prese con debiti da insolventi cronici (che la voglia di scrivere si comporta più o meno allo stesso modo: insolve cioè). Pochi, maledetti e subito.

17/01/2005

Polis in viaggio VII – Il Théâtre de l’Opera e le scatole di Parigi

di Enrico Bianda, alle 12:13

Théâtre de l’OperaLo sguardo si perde attraverso le geometrie e i volumi imperiali, i velluti e i riccioli barocchi che abbelliscono i palchi, e l’immenso palcoscenico che svela di profilo la profondità inaudita e celata allo sguardo del pubblico.

E sotto, sotto le assi del palco, un intrico di quinte e telai, corde e macchine che non sono celibi come vorrebbe Duchamp.

La sorpresa è che gli ettari di superfici di cui si compone il Théâtre de l’Opera servono, non sono un inno alla grandezza sciovinista.

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11/01/2005

Polis in viaggio VI – Demos da desco in foies gras

di Enrico Bianda, alle 13:54

Flo Brasserie in uno scatto di Patrick DelapierreBrasserie Flo. Vecchio ristorante quasi dimenticato in fondo ad un quartiere che oggi ospita tante pasticcerie arabe, una strada ortofrutta e dolci alle mandorle e miele, carne di vitella e coca-cola. La sera è fredda, le strade sono sporche di verdura lasciata dai mercati del giorno. Fuori da un Boulevard alla ricerca di Flo e Julien, due saloni art déco.
I sapori si congestionano, difficile ospitare in una sola bocca tutti questi strati gustativi, i liquidi forti del vino e dei liquori, la grassezza del foie e il dolce delle pere tiepide sbollentate in salsa di fichi. E’ una cucina cui non siamo abituati, mi fa pensare ad un senso di cittadinanza diffusa, di partecipazione, di comunità fragrante di ribes e castagne.

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08/01/2005

Polis in viaggio V – Parigi, Godo(t) e il codice dei musei

di Enrico Bianda, alle 13:19

Venere di MiloE’ in un gioco di scatole cinesi che mi ritrovo in questa prima settimana del 2005, tra folle di turisti entusiasti – e vi dirò perchĂ©, ma tra poco – e citazioni poco dotte ma colte al volo anche per chi come me è poco preparato su alcuni argomenti.
La scena questa volta è niente popò di meno che Parigi, di cui non dirò nulla. Mi piace molto, ci torno appena posso. Molto raramente. In scena idealmente si accavallano molte sequenze percettive, che alimentano uno strato seminascosto di coscienza gotica e fantastica.
Ne ho poca, si solletica con niente. Ma quando si solletica allora si apre un varco e dentro passa tutto quello che si incontra.
Corrono in meta-visceralitĂ  i protagonisti sognanti di Bertolucci: sono i corridoi del Louvre ad aprirsi. Lungo la scia lasciata da Eva Green, che maledetta lei soffia un’infinitĂ  di OUI dagli autobus di Firenze, si accatastano decine e decine di gruppi di visitatori fiammeggianti e filmanti, mentre si arrestano pochi istanti lungo il corridoio italiano, una galleria credetemi mozzafiato, avendo la testa giĂ  in fibrillazione di fronte alla Gioconda.

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07/01/2005

Opinioni pubbliche

di Antonio Sofi, alle 11:46

Segnalo l’apertura del nuovo esperimento di gg, un osservatorio permanente sul dibattito politico in rete, nomato Opinioni pubbliche. I post “politici” sono estratti direttamente dal Filter, il fratellino maggiore e fatti cortorcuitare con feed di quotidiani e agenzie stampa (colonna di sinistra) e degli “opinion leader” (colonna di destra), in una sorta di mix (chioso io) tra le teorie mediologiche dell’agenda setting e quelle del two step flow of communication (quest’ultima, anche se datata, da rivalutare, e proprio nello specifico di Internet). Dategli un’occhiata.
Ulteriori informazioni su come funziona qui.

05/01/2005

Le Monde e i blog della carta stampata

di Zapotek, alle 00:03

salonIn principio furono quelli di Salon. Per intenderci, il primo magazine culturale presente esclusivamente in Internet. Nel luglio 2002 annunciano la nascita di Salon Blogs, prima piattaforma weblog legata ad una struttura editoriale d’informazione. La community si sviluppa, e i migliori post vengono raccolti ogni domenica in un sito chiamato The Virtual Occoquan.

cannocchiale.jpgIn Italia si cerca di non essere da meno. Nel gennaio 2003 Il Riformista, quotidiano d’opinione, crea Il Cannocchiale, una piattaforma che all’inizio comprende solo alcuni blog di suoi redattori. Successivamente viene aperta a tutti, e a quel punto si va delineando una vivace community (politicamente eterogenea) che oggi raccoglie più di 6000 iscritti. I migliori post, selezionati dall’avamposto composto dai giornalisti-bloggers del Riformista, vengono mensilmente raccolti in un omonimo inserto all’interno delle pagine del quotidiano, e suddivisi per argomenti, in alcuni casi pubblicando persino alcuni commenti seguiti al post a cui è riferito.

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03/01/2005

Se non è Deejay è Rete A

di Ernesto De Pascale, alle 12:36

retea.jpgIn mezzo all’immane disastro del sud-est asiatico, a qualcuno non sarĂ  sfuggita una notizia che è stata inghiottita dalla tragedia. Pochi giorni fa il gruppo editoriale L’Espresso ha acquistato Rete A, la televisione di All Music un progetto editoriale tutto musicale, concorrente di MTV. Il gruppo editoriale – proprietario della testata La Repubblica, di Radio Deejay, dell’emittente radiofonica M2O, di Kataweb, di varie gazzette sparse in Italia ed altro, afferma di voler continuare la politica musicale giĂ  in corso su Rete A.

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