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31/12/2004

Davanti al dolore degli altri

di Enrico Bianda, alle 02:38

Per i militanti l’identità è tutto

Susan SontagPer un buffo scherzo del destino Susan Sontag è morta proprio in questi giorni, mentre il dolore infinito che affligge i milioni di abitanti del sud est asiatico è esposto e commentato, e quello risentito dei turisti è promosso e argomentato.
Ci eravamo lasciati sulle pagine del suo ultimo saggio, proprio quel Davanti al dolore degli altri, che ribaltava per certi versi la prospettiva del processo espositivo e moltiplicatore delle immagini e della societĂ  della comunicazione.

Ora Susan Sontag non c’è più, e ci pareva giusto salutarla, poche parole, qualche riga per dire che la ringraziamo per quello che ha scritto e detto, solidarizzando con lei, difendendola per le posizioni prese anche in questi ultimi anni: contro quell’America che un po’ ci fa paura.
Mi permetto di segnalare, e non fraintendetemi, un documentario su di lei e sulla sua scrittura che potete trovare proprio in questi giorni sul sito della RTSI (http://www.rtsi.ch a cura di Matteo Bellinelli). Lasciamo che le sue parole scorrano.

P.s.: sapendo che se ne stava andando, la Sontag, tornando a morire a New York, aveva deciso di tingersi il ciuffo bianco che le scendeva sul viso. Voleva forse cancellare quanto di stereotipato rimaneva di lei, un vezzo antico da lasciare nella memoria e da non portare con sé alla fine.


  • Corpi disabitati
  • Ultimo Amore
  • Dolore che vieni dolore che vai
  • Una musica dentro le frasi

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