home

Leggi gli aggiornamenti in home page

06/12/2004

Spia chi commenta

di Antonio Sofi, alle 18:04

Scovo un articolo di Natascha Baratto su Il Giornale di Vicenza, pubblicato ieri (leggibile on line solo previa registrazione gratuita).
Il titolo è «Il blog? Non è più un diario» e l’incipit è perentorio.

Il blog, il diario virtuale su internet, fa furore? A Vicenza, a quanto pare, in tanti manco lo conoscono. E mentre si parla di Margherita Ferrari, vicentina diciassettenne, e del suo cliccatissimo blog su splinder.com, i giovani vicentini criticano i blogger.

Orpo, penso. I giovani vicentini criticano i blogger.

Mi metto istintivamente sulla difensiva e continuo a leggere, pronto a tutto. La giornalista prima intervista due sedicenni che guardano i giornali esposti davanti all’edicola (se poi li comprano, i giornali, non si desume), e poi altri due giovani che passeggiano per il corso “conversando amabilmente”.
Segnalo, tra le altre, la critica di Davide, che mi pare di gran lunga la più puntuta (grassetto mio).

«Non lo conosco, non ne ho mai visto uno – esordisce Davide – ma credo che il diario debba essere una cosa personale, su cui nessuno possa giudicare. I commentatori sono praticamente come spie. Al posto della mamma, che sbircia il diario in buona fede per vedere se il figlio ha qualche problema, ci sono migliaia di persone sconosciute che si fanno gli affari degli altri. Non è tanto simpatica come situazione».


  • Interstizi, de-lurking e conversazioni al BarCamp di Torino
  • Canemucco 2. Di rosso quantobbàsta e mezzanino
  • est Berlin /3. Fotoricordo
  • Il mistero della Cozza

  • 12 Commenti al post “Spia chi commenta”

    1. Red Apple
      dicembre 6th, 2004 20:55
      1

      Al contrario, a pagina 201 dell’Espresso Luca de Biase intervista David Weinberger il quale dice del blog: è una reazione contro i media che impongono solo di ascoltare e dove la retorica è manipolatoria, falsa e noiosa. […]Perchè io lettore non conosco chi produce i mass media, quindi non mi fido. I blog invece sono credibili per le cinque o sei persone che frequentano. Proprio perchè hanno imparato a fidarsi dei loro corrispondenti.
      E continua così per un bel pò…

      Insomma, una questione di fiducia, altro che spie.

    2. chiara
      dicembre 6th, 2004 22:08
      2

      Io trovo da sempre poco simpatico invece chi vuol criticare una cosa che non conosce (vale anche al di fuori del discorso blog ovviamente :)

    3. polenta
      dicembre 7th, 2004 00:01
      3

      Carissimo, dolce, ingenuo Antonio Sofi… da queste parti è appena arrivata la tv a colori, vuoi che sappiamo che cos’è un blog?

    4. Paolo Graziani
      dicembre 7th, 2004 08:49
      4

      La critica di questo “Davide” sembra molto intelligente e profonda, invece. Forse perfino intelligente in modo sospetto.
      Evidenzia, però, la percezione che ancora dei blog trasmette il mondo dell’informazione, e la blogosfera stessa, a volte: più un luogo di confessioni private, che di riflessioni pubbliche. Ed è questo l’aspetto più inquietante imho della critica di Davide. Giacchè il blog ha anche altre potenzialità, molto più “politiche”; in Italia, ritorniamoci su, molto trascurate, dalla blogosfera stessa.

      Incidentalmente, segnalo che ieri a una selezione per un corso appunto sulla comunicazione politica, il selezionatore mi ha appunto chiesto – praticamente l’unica domanda – “come mai ha due blog?A cosa servono?” E i miei blog sono stato l’argomento del colloquio.

    5. Franz Campi
      dicembre 7th, 2004 10:48
      5

      cosa volete amici.. raccontarsi e trovare ascoltatori è un’esercizio molto ambito. Abbiamo tutti fretta, molta fretta. Dobbiamo guadagnare per comperare. Cosa ? Ma tutto quello che ci promuovono con l’advertisement. Poi il sillogismo va da se: “Lo desideri, lo comperi, lo dimentichi”. E visto che nessuno ti ascolta e che ed hai in testa solo una grande confusione vai da uno che ti fa sdraiare su di un lettino (bene, così almeno ti fermi un attimo) e ti fa parlare. Non ti interrompe quasi mai. Che bello !
      Ma allora perchè non ti fai un blog ? Racconti di te. Trovi altri che ragionano o ci provano almeno. Provi a dare qualche stimolo e a riceverne. E lo fai quando vuoi o puoi. Gli amici, i nuovi amici, comprenderanno momentanee defezioni, ma intanto il dibattito prosegue fino a nuovo argomento.
      A proposito, cari bloggers di webgol, scusate se sono scomparso un poco, ma gli impegni sono appunto numerosi. Tra l’altro questa sera avrò l’onore di presentare il famoso poeta e performer Lello Voce, ospite alla finale dei tre giorni di poetry slam di Bologna. Giovedì invece ultima replica di “Tutti i gatti vengono al pettine” e martedì ultima di “Parole animate”. Che fatica l’arte !

    6. Effe
      dicembre 7th, 2004 13:23
      6

      Ebbene, esimio Franz Campi, abbia la bontà di salutare da parte mia il buon Voce (ma cos’è questa, una chat?)
      Per quanto concerne il tenero Sofi (si veda sopra): i blogger son tutti voyeurs, altroché.

    7. antonio
      dicembre 7th, 2004 15:45
      7

      in effetti, avessi voluto esser più cattivo, avrei postato le foto allegate all’articolo.

      (ora vado nel blog di Lello Voce e gli chiedo di salutarmi Franz)
      (a proposito Franz, ma sono previsti vero, tour dello spettacolo “all’estero”, ovvero firenze, nel breve?)
      (sì, è una chat)

    8. Effe
      dicembre 7th, 2004 15:49
      8

      eh, mi sembrava.

    9. Franz Campi
      dicembre 7th, 2004 15:57
      9

      son mercenario: per danaro uccido e per danaro non uccido.. Anche Lello non scherza. S’ha da pagare i conti. A dire il vero la mia commercialista insiste a dire di smetterla di lavorare gratis e per le mille associazioni benefiche che mi imbarcano in serate no profit..
      Come vorrei venire a Firenze con un mio spettacolo o con lo slam.. Segnalatemi magari locali e persone a cui potrei proporre cose.
      gracias

    10. Paolo Graziani
      dicembre 7th, 2004 16:55
      10

      Il blog come strumento di auto-analisi: certo, anche questo. Ma nell’esigenza (af)fabulatoria trovo anche dell’altro; un che di politico, ma in nuce. Il desiderio cioè di creare delle micro-comunità giocate sull’appartenenza a una storia – foss’anche la mia biografia in forma di cronaca quotidiana.
      Un gruppo di frequentatori abituali, che conoscono i miei amori e i miei tradimenti, è già una comunità con una valenza politica; forse qualcosa di più, credo, di uno sfogatoio dove parlo dei fatti miei.
      Il punto però è se questo micro-comunità funzionano in direzione conservativa, come una sorta di strumento di autocoscienza della classe sociale che li esprime, o come strumenti di critica e cambiamento sociale.

    11. Dario de Judicibus
      dicembre 24th, 2004 21:03
      11

      Quindi, se ho capito bene, una giornalista chiede a qualcuno che non conosce di commentare qualcosa che non ha mai visto… Come dice la pubblicità: sagace!

    12. Natascha Baratto
      maggio 14th, 2008 01:23
      12

      Cari ragazzi, dopo quattro anni mi permetto di introdurvi nella vs discussione. Non mi leggerete forse, ma ci tengo comunque a chiudere quest’amabile chat. L’articolo non riportato qui interamente era una rubrica sui giovani: camminando per il centro scovavo e intervistavo cinque o sei ragazzi che rispondevano all’argomento del giorno. La conclusione la traevo facendo la somma delle dichiarazioni. Io sono una vs appassionata, ho anch’io un blog e reputo che internet sia un mondo meraviglioso. Grazie delle critiche, comunque, aiutano a crescere (anche s elette con ritardo).

    Lascia un commento