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Post scritti nel dicembre, 2004

31/12/2004

Davanti al dolore degli altri

di Enrico Bianda, alle 02:38

Per i militanti l’identità è tutto

Susan SontagPer un buffo scherzo del destino Susan Sontag è morta proprio in questi giorni, mentre il dolore infinito che affligge i milioni di abitanti del sud est asiatico è esposto e commentato, e quello risentito dei turisti è promosso e argomentato.
Ci eravamo lasciati sulle pagine del suo ultimo saggio, proprio quel Davanti al dolore degli altri, che ribaltava per certi versi la prospettiva del processo espositivo e moltiplicatore delle immagini e della societĂ  della comunicazione.

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30/12/2004

La double pénétration

di Enrico Bianda, alle 00:35

Emblema della nazionalizzazione del sesso senza tabĂą,
la doppia penetrazione è una metafora eclatante della nostra epoca
che cerca di stordirsi e stancarsi nel “tutto subito”.
(La Double PĂ©nĂ©tration, Fabrice Pliskin, Les Mythologies d’aujourd’hui, Le Nouvel Observateur 2004)

myth.jpgCon il piglio speculativo della provocazione, la rivista francese Le Nouvel Observateur in un numero speciale fuori serie gioca (a modo suo) a rifare i Miti d’oggi di Roland Barthes ad una cinquantina d’anni di distanza dalla loro pubblicazione.

Tra il 1954 e il 1956, infatti, Barthes ha composto i suoi miti moderni, monitorando in maniera inedita la societĂ  dei consumi e della comunicazione, situandosi nel solco di una riflessione sul mito come linguaggio, ma in una prospettiva nuova e personale.

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28/12/2004

L’amore fatto via blog?

di Antonio Sofi, alle 20:59

i love blogs, se proprio vuoi scaricartelo più grande e farci quello che vuoi clicca sulla immagineUmberto Eco è uomo di cultura grande e non babbiona.
Nel suo ultimo libro, per esempio, accenna con sensatezza di nuove tecnologie, motori di ricerca e traduttori on line.
Umberto Eco usa spesso, nei suoi articoli, Internet come metafora di qualcos’altro, come fuoco di riflessione – e sempre in modo piuttosto competente.

Ora. Nell’ultimo numero de l’Espresso in edicola, c’è un suo articolo intitolato “Mondo Macchina“, che ho letto con il solito piacere.

Ad un certo punto, quasi giunto alla fine, leggo con sorpresa (sulla riduzione della necessitĂ  di contatto fisico – grassetto mio):

[…] Dal lavoro fatto in casa via e-mail all’amore fatto via blog (tanto che ci si può benissimo innamorare di una presunta danzatrice andalusa senza sapere – e senza voler sapere – se si tratta poi di un maresciallo dei carabinieri a riposo), la nuova artificialitĂ  rende il corpo obsoleto. (Umberto Eco)

Di seguito le cose che non mi son piaciute.

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27/12/2004

Pulviscoli, scoopofilie ed exit poll

di Antonio Sofi, alle 20:45

Giusec posta “una rapida ed incompleta panoramica dei blog asiatici ed internazionali che stanno raccontando, ora dopo ora, ciò che accade dall’altra parte del mondo.”
Andate a dargli un’occhiata.

Io ho fatto un rapido giro.
In queste tragiche situazioni di emergenza estesa, il giornalismo diffuso che riesce a produrre la blogosfera nel suo complesso è non solo più interessante e variegato ma forse anche più utile e completo di quello che producono i big media, trincerati nelle loro logiche spesso perverse.

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25/12/2004

Vespa maledetto!

di Antonio Sofi, alle 00:34

Vespa.jpg*Interno, giorno. Una libreria affollata, la vigilia di Natale. La libreria è piena come un uovo (ma davvero l’uovo è così paradigmaticamente pieno?). La camera dall’alto si produce una una lenta carrellata sulla folla che gira tra gli scaffali. Segue un avventore che soppesa due tomi cartonati, come se dovesse valutarli a grammi; quindi si ferma su due commessi che parlano vicino alla postazione dei computer.*

Giovane commessa: (bisbigliando) (parole incomprensibili, ndr)
Commesso barbuto e dall’aria esperta: (gridando, rosso in volto) COSA?!
Giovane commessa: (prendendo coraggio) Non trovo piĂą il libro di Vespa.
Altro commesso: (trafelato) Neanche io, e la gente me lo chiede.

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21/12/2004

De Chirico e le piazze senza tempo

di Proserpina, alle 09:45

piazze d'Italia di De ChiricoPiazze d’Italia. Dove si decide la vita della città, incrocio di politica e società, dove si aggregano i pensieri per poi – immagine metafisica percepibile a pochi – riversarsi sulla gente e sullo spazio circostante.

Piazza come il foro romano, come l’agorà ateniese, come le piazze (profondamente legate agli esempi greco-romani) di Giorgio De Chirico, personaggio del nostro tempo capace di rappresentare la realtà in una visione nuova, deformata dall’animo e posta in un ambiente illogico, di cui continua a mostrarne i tratti.

Un’andata e ritorno della realtà, dal fisico al metafisico, e dal metafisico ancora al fisico.

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19/12/2004

Frammenti di un discorso per la pace

di Enrico Bianda, alle 18:45

Gira e rigira, alla fine non sono riuscito a fare quello che volevo.
Il produttore: “Me le fai quindici puntate, delle pillole di tre quattro minuti sulla pace per ogni mattina? Grandi nomi eh… mi raccomando”
Dentro di me pensavo a come infiocchettare la pillolina per i vari interlocutori che di solito si prendono per farli parlare di tutto. E mi immaginavo a chiedere al telefono al Massimo Fini di turno: “Mi esprime un pensiero per la pace?”, “Quali sono le sue speranze per la pace?”
Non andava proprio così. Insomma il giornalismo dell’opinione su tutto di tutti, no. Non ce la facevo.

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19/12/2004

Stagni e minchiate

di Antonio Sofi, alle 17:43

Due cosine al volo, che ho il lap top affetto da strana malattia (una febbre a 100% della cpu, qualcuno ne sa qualcosa?)

* Stagni *
Come molti prima di me hanno scritto, l’inserto domenicale de La Repubblica è proprio ben fatto – esempio notevole di un giornalismo d’approfondimento che comunque rimane attaccato all’attualitĂ . Come spesso accade, la semplice esistenza di un luogo (in questo caso editoriale) catalizza persone, idee e comportamenti a quel luogo consonanti (in questo caso belle penne e belle storie). Un esempio per tutti è Paolo Rumiz che in quelle pagine ci sguazza, come un pesce che ha finalmente trovato lo stagno in cui nuotare.

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17/12/2004

Polis in viaggio IV – Hotel Locarno, Tina Pica e le mattonelle obitorio

di Enrico Bianda, alle 13:22

Allora mettiamola così. Si possono ripercorrere anche vicende altrui raccontate da persone che incontriamo. Storie belle che vorremmo narrare noi, personaggi che vorremmo essere noi, visti e presi così, con i loro percorsi.
“Ho portato i siberiani in Thailandia in vacanza”

E’ il segreto primato di un viaggiatore organizzatore e altro ancora che vive nel solido inespresso di un’esistenza un po’ nomade per necessità e virtù, lontano da legami che lo imbrigliano in una vita che alla fine forse si è proprio scelto e da cui scappa, coscientemente, regolarmente.
“Amore mio, sono a Parigi, mi fermo sei mesi…”

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14/12/2004

PSE, risicata (ma facile) sufficienza

di Antonio Sofi, alle 00:27

[Puntate precedenti: 1. Alla ricerca del sito (politico) perduto; 2. Eppure sono stati eletti sui siti degli italiani del gruppo del PPE]

PSE
pselogo E’ il turno degli eletti italiani al parlamento europeo iscritti al PSE, partito socialista europeo.
(A proposito, scorrendo la lista ufficiale: ma perchè gli uomini sono “on.” e le donne “sig.ra”?)

Sono 16, e rispetto agli eletti iscritti al partito popolare, le cose vanno un po’ meglio – il che non era peraltro difficile, va detto.
Ancora deficitari in termini assoluti, scarsi in interattivitĂ /dialogicitĂ , poco sensibili alle nuove modalitĂ  di comunicazione nate in rete negli ultimi anni (i blog, ovviamente, prima di tutto), la maggior parte dei siti dei parlamentari italiani al gruppo socialista fanno segnalare rispetto ai colleghi popolari una maggiore attenzione all’aggiornamento dei contenuti (dell’agenda, delle news, della rassegna stampa) e, di conseguenza, al mantenimento di un qualche tipo di rapporto con l’elettorato di riferimento.

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10/12/2004

Eppure sono stati eletti

di Antonio Sofi, alle 10:08

[Puntate precedenti: 1. Alla ricerca del sito (politico) perduto; se continui a leggere: analisi dei siti dei politici italiani iscritti al PPE]

Partito alla ricerca del sito politico perduto, quello abbandonato senza pietade appena finite le elezioni, ben presto mi accorgo che la cartuccera dei bookmark serve a poco. Poco mi serve la sola lista degli indirizzi web dei siti politici ai tempi delle passate elezioni europee e amministrative. Mi accorgo per esempio che la (mia) congenita propensione al disordine mi ha giocato un brutto scherzo, altro che anacastìa. E altro che bookmark, mi rendo conto: avrei dovuto salvare le pagine off line, cosa che ovviamente all’epoca non ho fatto.
Ben mi sta, per alcuni proverò a cercare tra cache di google e archivi vari. Perchè talvolta, appunto, non di abbandono si tratta, ma di rabbiosa eutanasia, di cancellazione integrale del sito. Reazione che, va detto, pare essere di pertinenza quasi esclusiva dei politici trombati, di ogni foggia ed estrazione, la cui frustrazione, come ‘a livella di Totò, ha accomunato.

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07/12/2004

Alla ricerca del sito (politico) perduto

di Antonio Sofi, alle 15:29

Durante l’ultima tornata elettorale svoltasi primavera scorsa (europee e amministrative), sono andato a dare un’occhiata all’offerta comunicativa on line dei politici italiani. Da buon confusionario convertito dai sensi di colpa ad una intermittente anacastìa (si dirĂ  così?), ho preso nota di tutti i link visitati e analizzati. Quindi ho la cartuccera oliata.

Tutte le analisi su internet e politica degli anni passati non fanno altro che sottolineare il fatto che (sintesi mia) non si può certo dire che la politica non ami internet, è che per il momento non è ricambiata. Ed evidenziano la estensiva presenza di siti vetrina, intesi come una sorta di repurposing politico di materiale politico cartaceo (manifesto, depliant, santino). Fenomeno del tutto equivalente alle primissime modalità di pubblicazione di contenuti giornalistici on line.

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06/12/2004

Spia chi commenta

di Antonio Sofi, alle 18:04

Scovo un articolo di Natascha Baratto su Il Giornale di Vicenza, pubblicato ieri (leggibile on line solo previa registrazione gratuita).
Il titolo è «Il blog? Non è piĂą un diario» e l’incipit è perentorio.

Il blog, il diario virtuale su internet, fa furore? A Vicenza, a quanto pare, in tanti manco lo conoscono. E mentre si parla di Margherita Ferrari, vicentina diciassettenne, e del suo cliccatissimo blog su splinder.com, i giovani vicentini criticano i blogger.

Orpo, penso. I giovani vicentini criticano i blogger.

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04/12/2004

Il video di Baldoni? Basta chiedere

di Antonio Sofi, alle 16:24

Coincidenze? (intendo con questo). ChissĂ .

Questa mattina, il workshop organizzato da Informazione senza frontiere dal titolo «Giornalisti, Journalists, Sahafyun» – Giornalismo e democrazia in Europa e Medio Oriente tenutosi a Firenze, prevedeva un faccia a faccia tra giornalisti e studiosi con Jihad Ballout, portavoce di Al Jazeera, emittente del Qatar.

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03/12/2004

Baghdad post Baldoni

di Antonio Sofi, alle 20:46

E’ del tutto fuori tempo massimo, lo so. Ma il reportage di Bernardo Valli su La Repubblica di ieri (purtroppo non è on line) è straordinario, commovente. Vivere da occidentali nella Bagdad delle bombe, è il titolo.

Lo ammetto. Ho letto il titolo e ho pensato, subito; ho pensato un pensiero che era una specie di grido nella mia testa. Fin dalle primissime righe ho pensato a lui.
Ho pensato: “Baldoni!

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