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24/11/2004

Blog “vocatamente” politici?

di Antonio Sofi, alle 16:16

Conoscete/leggete blog “vocatamente” politici?
Ammesso e non concesso che sia chiaro cosa significhi “vocatamente” (non lo è, almeno per ora). Date un’occhiata a questi due post di Giuseppe Granieri e, in caso, segnalatene qualcuno: uno e due.

Serpeggia da un po’ di tempo, più o meno sotto la linea di visibilità, l’interrogativo sulla funzione e sull’impatto della blogosfera italiana sulla sfera politica – certamente marginale se confrontato con quello della blogosfera a stelle e strisce.

Ricordo un post di Luca Sofri sul defunto Quattro e un quarto, risalente al 18 febbraio scorso. Si intitolava “Il blog che manca“.

Cito:

[…]in Italia non vedo nessuno che faccia un uso del blog politico e giornalistico come avviene in alcuni casi americani. Naturalmente mi può essere sfuggito, ma non vedo un luogoblog in cui si affrontino temi “seri” di politica e attualità, nel modo approfondito e professionale in cui lo fanno per esempio Andrew Sullivan, Josh Marshall, Eric Alterman o Glenn Reynolds. Solo per dirne alcuni.[…]
Insomma, mi pare che manchi un blog italiano sede di un commento politico articolato e affidabile, quotidianamente interessante. Per sapere le cose della politica americana, io guardo tre o quattro siti di news e giornali, e sette-otto blog. Per le cose della politica italiana, guardo solo un paio di giornali online. Come ho scritto, non è un problema di chi ha già un blog di altro tipo. È un problema di chi non l’ha ancora aperto.

Le cose sono cambiate? Non credo, a prima vista. Non credo neanche che manchi un “blog italiano sede di un commento poltiico articolato e affidabile” (uno su tutti: Leonardo), ma difficile non condividere le restanti affermazioni.
Insomma c’è comunque una differenza che salta all’occhio.

Recentemente, giusto per tener traccia della discussione, Luca è ritornato sull’argomento con un post cui ha risposto Camillo (no permalink, è del giorno dopo, se non erro) e Massimo Mantellini.
Massimo spariglia le carte in gioco, a mio parere con qualche ragione, non accettando in pratica le premesse del ragionamento comparativo di Sofri:

[…]ma anche ove esistessero idee ed opinioni giornalistiche originali e di valore di stampo giornalistico o politico (e, dai, ogni tanto esistono) esse sono destinate comunque a far da pastone ad un esercito di lurker con tessera in grado di farle proprie con leggerezza e senso pratico.
[…] l’idea che in Italia possa esistere e prendere piede una autorevolezza riconosciuta e stimata su argomenti di peso (non insomma sulle gaffes di Flavia Vento) liberata dal nome e dalla storia professionale del proponente di tanta meraviglia trovo sia una idea che non tiene conto del contesto.

Dico con qualche ragione perchè, a mio parere, il contesto c’entra, per spiegare questo ritardo della blogosfera italiana da quella americana. E i ragionamenti comparativi non sempre sono quelli più efficaci per spiegare i fenomeni – specie se cambiano così tanti fattori e elementi caratteristici.

Il contesto politico italiano, e con esso la storia del rapporto tra cittadini e politica, e, in modo ancora più pregnante, quello intricatissimo tra cittadini, politica e informazione. Dannatamente diverso dal contesto americano. Un ennesima anomalia italiana?

Oppure, questo ritardo, questo gap o come si voglia chiamare (che, comunque, considero degnissimo di attenzione) vogliamo solo spiegarlo con un ritardo tecnologico, o di diffusione dello strumento internet, e dei blog?
Possiamo, in fondo non solo internet ma anche la blogosfera lì è partita molto prima e ha ben altra estensione, ma a mio parere non basta.

Intanto, come scrivevo anche a Giuseppe, niente di meglio di chiarici le idee dal punto di vista quantitativo/numerico, per quanto possibile – e poi possiamo cominciare a ragionarci con qualche elemento di più in mano.


  • Il blog del presidente è come il Grande Fratello
  • Opinioni pubbliche
  • Quando quando quando
  • I nuovi spin doctor e la politica Usa.

  • 5 Commenti al post “Blog “vocatamente” politici?”

    1. Paolo Graziani
      novembre 24th, 2004 19:06
      1

      Io sono assolutamente convinto che il problema derivi fondamentalmente da un gap italiano nella diffusione di internet. Non tanto nella diffusione delle connessioni; ma nello scarso uso che si fa dello strumento internet.
      Pochi giorni fa mi è capitato di configurare la posta elettronica di una piccola azienda, con 9 dipendenti. Su 9 dipendenti soltanto uno aveva una vaga idea di cosa fosse la posta elettronica.
      E sto parlando di una azienda in cui tutti i dipendenti erano connessi a internet a banda larga.
      Scrivere di politica significa rivolgersi a una comunità; ma in Italia è ancora difficile, fare comunità in rete, intendendo per comunità un gruppo dalle 100 unità in su. Al limite in Italia si fa “community”: ovvero una massa informe di persone accomunate dall’usare lo stesso portale.

    2. franco
      novembre 25th, 2004 00:44
      2

      Luca Sofri è molto bravo e qualche volta anche decisamente divertente come quando di recente ha scritto sulla povertà dei giovani. Penso però che sia un po’ troppo altezzoso per scrivere di questo tema in modo obiettivo, già il fatto che lui riduca la sua informazione politica a un paio di giornali online, dice molto sul suo approccio politico o almeno quello che vuol comunicare.
      La cosa che però non ho capito èquesta, quando si parla di scarso impatto, si lamenta, come Sofri, dell’assenza di blog, diciamo “prestigiosi”, oppure del fatto che i blog non hanno impatto sulla vita politica?
      perchè le due cose non necessariamente combaciano, anzi direi che si tratta di due questioni diverse.
      Vorrei anche spiegare le differenze, ma è un po’ tardi, magari ci torno sopra. Anche perchè in linea di massima io non condivido il ragionamento a monte. A mio avviso è un’analisi troppo pessimista.

    3. angelocesare
      novembre 25th, 2004 18:57
      3

      Ma se ne sente il bisogno, sinceramente? Poi: sarebbe un weblog comunque? Infine: i colori della grafica dovrebbero accordarsi all’idea?

    4. Antonio
      novembre 25th, 2004 21:11
      4

      Franco, non so Luca, ma io dell’assenza dei blog prestigiosi mi importa poco o nulla – per quel che mi riguarda è proprio quello che dici tu, il punto: uno scarso (o nullo) impatto…
      Ma perchè troppo pessimistica?

    5. kekkoz
      novembre 26th, 2004 13:57
      5

      la fortuna di avere un blog di cinema e solo di cinema è che ci si può permettere di essere apolitici…

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