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17/11/2004

Il primo problema del mondo (non è il traffico)

di Mariano Grifeo Cardona di Cani, alle 10:42

[Ricevo una brillante e-mail e mi vien voglia di pubblicarla, visto anche il nuovo tema. E visto che mentre la leggevo manca poco cadessi dalla sedia dalle (amare) risate. Ringrazio l’autore: molto gentilmente ha acconsentito alla pubblicazione, a patto di riportarla integralmente (io volevo togliere i vari dottore…). E’ un piccolo gioiello, buona lettura. as]

Gentile dottore Sofi,

a casa mia – in Trinacria – le chiamano minchiate.
Scusi se uso termini che stanno solo nel dizionario siculo-italiano, ma a volte non riesco proprio a trattenermi.
Preambolo rapido per chiederle conto di una cosa, a lei, che è uomo che sa di politica e macari di comunicazione politica.

Non è che con questa minchiata del terrorismo ci prendono p’o culo a tutti quanti?
Scusi la volgarità, ma mi venne spontanea.

Dopo la vittoria del Bush picciriddo, ho sentito in giro che finalmente il presidente degli Stati Uniti potrà portare a termine il lavoro. Chiudere con una bella vittoria la guerra sul terrorismo.
Perchè è il terrorismo il problema numero uno del mondo: e tutti d’accordo siamo.

Lo dicono anche i giornali della sinistra arancione. L’agenda politica internazionale è centrata sul terrorismo, e su quel tipo che fa le voci con videomessaggi a orologeria; ha studiato dalle parti nostre, e si diverte a sdirupari grattacieli con aerei di linea: è lui il nemico pubblico numero uno.

Seguito da quell’altro che tagghia carotidi in mesopotamia, con pessimi operatori in SuperVhs.

Terrorismo, terrorismo, terrorismo….
Ma siamo sicuri che sia così, gentile dottore Sofi?

Il terrorismo islamista, certamente fici un saccu di morti finu a ’stura. Ogni tre per due distrugge alberghi, mette bombe, faci ammazzatini.
E – voglio essere buono – sta insanguinando l’Iraq liberato.
Insomma quando si dice che è il problema numero uno scritto sull’agenda politica internazionale (ma esisterà davvero questa agenda, dottore Sofi? E sarà come quelle “quo vadis”, che ha il riquadrino DOMINANTE, per annotarci la cosa più importnate da fare per il giorno? E su quella di Bush c’è scritto: OGGI FERMARE TERRORISMO?), dicevo, quando si pensa e si scrive che il problema numero uno scritto sull’agenda politica internazionale è il terrore islamico, significa che è così per tutto il mondo.

Giusto? Internazionale, significa di tutti i paesi. Di tutti!
Sennò sarebbe stato continentale, regionale, statale, municipale, circoscrizionale. Ma nella circoscrizione dove abito io, al Tiburtino (sono emigrante), il problema del terrorismo non c’è. Quindi, dev’essere per forza una cosa più grande. Un problema di tutte le nazioni del mondo.

Quindi il terrorismo è un problema degli Stati Uniti. E certamente, c’è stato l’11 settembre.
Poi tutti i marines che muoiono ogni giorno in Iraq. E’ una guerra e va combattuta. Essì hanno ragione.

Ma sempre in America, al Canada, poco più su insomma, non è successo nulla.
E al Messico nemmeno. Quindi è un po’ meno un problema dell’agenda politica internazionale. Diciamo che lo è, meno Canada e Messico.

Allora mi sorge una domanda: forse Al Quaeda è un problema di tutto il Sud America?

Non so se a lei c’ià risulta, ma a mia no. Sì lo so che laggiù abitano centinaia di milioni di uomini e donne, che non hanno problemi con l’islam, ma magari ne hanno con il pane e l’acqua tutti i giorni. Ma non è importante. Non è decisivo, direi.
Vuole mettere quanto conta un contadino del Nebraska da solo rispetto a diecimila meschineddi di una favela, dottore Sofi?

E allora diciamo una cosa:

il terrorismo islamico è un problema dell’agenda politica internazionale
• meno Canada e Messico, Nicaragua, Honduras, e un altro po’ di nazioni centroamericane
• meno tutto il sud America
(comprese le gnocche di copacabana).

***

Quindi il terrorismo islamico sarà un problema dell’Europa.
Giusto, abbastanza giusto.
Nel senso che è stato finu a ’stura un problema – di sicuro – della Spagna, con l’11 marzo.
Dell’Italia? Facendo le corna ancora no.
Della Francia? Dagli attentati algerini della fine degli anni novanta, non più. A parte i due meschineddi di giornalisti rapiti.
Della Germania? Non mi risulta.
Della Gran Bretagna? Autobombe a Londra? No, direi di no. Aerei schiantati? No, l’ultimo è quello di Lockerbie ed era libico. La Libia ormai ci è amica.
Dell’Olanda? Un pochino: un pazzo ha ammazzato un regista, ed era islamico. L’assassino, non il regista.

Il terrorismo è un problema della Polonia? No.
Dell’Ungheria? No, proprio no.
Della Repubblica Ceca? Babbiamu!
Della Russia? Sì. Perchè la Russia è una grande democrazia costituzionale, con un perfetto bilanciamento dei poteri, sotto l’attacco dei terroristi ceceni. Beslan ce lo ricordiamo tutti.
Vado avanti?
Il terrorismo è un problema di Svezia, Finlandia e Norvegia? No, nemmeno della Danimarca se è per questo.

Insomma un bel po’ di gente in Europa camurrìe con gli estremisti islamici non ne ha.
Magari non sa se andrà in pensione. Non sa se domani sarà ricoverata a spese dello stato in ospedale, o se gli toccherà pagare di tasca propria. Oppure se troverà un lavoro decente.
Ma vede, dottore Sofi, uno sfigato disoccupato – un mischinu senza travagghiu, come diciamo noi – che abita nella periferia di Birmingham o di Francoforte, conta meno di un bovaro del Wyoming.

Facciamo così:

il terrorismo islamico è un problema dell’agenda politica internazionale,
• meno Canada e Messico, Nicaragua, Honduras, e un altro po’ di nazioni centroamericane
• meno tutto il sud America
• meno la Scandinavia, un sacco di nazioni dell’est Europa, l’Italia
(che anche se siciliano, dottore Sofi, sempre italiano sugnu) la Grecia (che ci vado in vacanza perchè ci sono le olive buone) e tante altre nazioni europee.

***

Cambiamo continente?
Vogliamo dire finalmente che il terrorismo è un problema africano?
Sicuramente lo è dell’Egitto che se gli continuano a fare attentati dove c’è il turismo, diventa un paese che chiude per bancarotta.
L’Algeria lo ha quasi risolto.
Degli altri paesi magrebini, di cosiddetto islam moderato (anche queste sono solide e navigate democrazie parlamentari) pure il Marocco ha avuto problemi.

Ma se scendiamo più a Sud direi di no.
Scusate avevo dimenticato il Kenya dove alcuni anni fa ci furono un paio di attentati.
Però forse esagero a pensare che il terrorismo sia un problema importante per tutta l’Africa sub sahariana. E poi ancora più sotto per l’Africa nera, fino giù giù, al Sudafrica. No. Io non ricordo attentati. E lei?

Si vabbè lo so che hanno problemi con l’acqua, l’Aids, le malattie. Macari con il cibo? E che camurrìa che sunnu! Non se ne stanno mai muti. Fa niente: è più importante che un abitante di Tallahassee si senta al sicuro contro l’antrace e si fidi del Patriot act, che qualche milione di africani, negri per giunta, mangi ogni giorno. Si magari non proprio tutti i giorni: uno sì e uno no.

Lo so che hanno problemi di guerre civili e tribali e bisognerebbe mandarci i caschi blu dell’Onu, ma non si può avere tutto dalla vita. Che si scannino tra Hutu e Tutsi che così poi ci facciamo belle pagine di commemorazione della strage dimenticata, dieci anni dopo.

Sto per conculudere che

il terrorismo islamico è un problema dell’agenda politica internazionale
• meno Canada e Messico, Nicaragua, Honduras, e un altro po’ di nazioni centroamericane
• meno tutto il sud America
• meno la Scandinavia, un sacco di nazioni dell’est Europa, l’Italia, la Grecia e tante altre nazioni europee.
• meno anche di quasi tutta l’Africa
(esclusi Egitto, Marocco, Kenya e Algeria)

***

Se cambio contintente qualcuno che ha seri problemi con il terrorismo islamico, forse, lo trovo.
Una nazione popolosa che ci faccia dire: sono più al mondo quelli chi hannu acchiffari con Al Qaeda di quelli cui non gliene ne frega una beneamata minchia.
Dunque, l’Asia. Allora mettiamo subito in fila quelli che i problemi ce l’hanno: l’Iraq, e lo sapevamo.
L’Afghanistan e il Pakistan. L’Indonesia e il Giappone (attentati alla metro). Che altro le viene in mente? A me, così su due piedi, nulla. No, nulla.
L’India ha le sue solite cammurrìe indigene. Ma Al Qaeda non s’è vista.
La Cina? No.
Il Vietnam e la Cambogia? No. Il Kazakhstan? Non mi risulta ma potrei sbagliare.
La Thailandia? No. La Corea del Sud nemmeno.
Certo anche qui avranno qualche altro falbo disagio, dottore Sofi. Tipo campare con meno di un dollaro al giorno in centinaia di milioni. Abitare in slum senza fogne, nè acqua. Ma insomma che volgarità!

Chissenefrega! Noi sappiamo che il terrorismo è il problema numero uno dell’agenda del presidente degli Stati Uniti e quindi del mondo. Se ne stessero buoni e pure loro imparassero a fare pipì sopravvento e a bere l’acqua piovana che è anche salutare, se non ci sono le piogge acide.

E quindi:

il terrorismo islamico è un problema dell’agenda politica internazionale
• meno Canada e Messico, Nicaragua, Honduras, e un altro po’ di nazioni centroamericane
• meno tutto il sud America
• meno la Scandinavia, un sacco di nazioni dell’est Europa, l’Italia, la Grecia e tante altre nazioni europee.
• meno anche di quasi tutta l’Africa
(eclusi Egitto, Marocco, Kenya e Algeria)
• meno la Cina, l’India, il Vietnam e la Corea del Sud, la Thailandia, e un altro po’ di nazioni asiatiche.

***

Tutta l’Oceania, questo lo so macari io, dottore Sofi, non ha nessun problema con il terrorismo islamico.
Si avranno problemi con gli squali che infestano le acque del pacifico dove si va in surf. Ma noi siamo molto più preoccupati di una signora del Sud Carolina che rischia una bomba nucleare sporca nel giardino di casa, il giorno del ringraziamento. Buttana a miseria!
Che dice? Che ci sono quelli a Muroroa, gli indigeni che se le vedevano scoppiare – le bombe atomiche, pulite, per giunta – all’ora di cena, per colpa dei francesi? Vabbè e allora? Che ce frega, i francesi mangiano rane, noi pensiamo solo alla gente del Colorado.

Ohh! Ce l’ho fatta a capire che

il terrorismo islamico è un problema dell’agenda politica internazionale cioè di tutto il mondo,
• meno Canada e Messico, Nicaragua, Honduras, e un altro po’ di nazioni centroamericane
• meno tutto il sud America
• meno la Scandinavia, un sacco di nazioni dell’est Europa, l’Italia, la Grecia, la Polonia e altre nazioni europee.
• meno anche di quasi tutta l’Africa
(eclusi Egitto, Marocco, Kenya e Algeria)
• meno la Cina, l’India, il Vietnam e la Corea del Sud, la Thailandia, e un altro po’ di nazioni asiatiche
• meno l’Oceania

Quindi se facciamo due conti, più di tre quarti della popolazione del mondo se ne sbatte altamente la minchia dei problemi del terrorismo, dottore Sofi.
Bisognerebbe chiedere, a un suo collega che di numeri è pirsona esperta se fa due conti, uno che sta sempre lì con la calcolatrice in mano e che ci dica lui quanti sono quelli che se ne sbattono la minchia del terrorismo e hanno autri cosi pa’ testa.

E comunque lei che sa come vanno le cose della politica, mi spiega allora perchè tutti, ma proprio tutti, ci scassano questa benedetta minchia, con la faccenda del terrorismo?

In attesa di una cortese risposta, gentile dottore Sofi, Le porgo distinti saluti

suo,

Mariano Grifeo Cardona di Canicaro


  • Delocalizzalo e connetti
  • Ondavè, diario scomodo dall’India (VIII parte). Mangiare bere sognare
  • Tentennamenti
  • Il primo debate democratico sulla CNN. Vince YouTube (e la Clinton)

  • 16 Commenti al post “Il primo problema del mondo (non è il traffico)”

    1. anna c.
      novembre 17th, 2004 12:06
      1

      L’ho letto tutto… complimenti bel blog tornerò a visitarvi

    2. Mariano Grifeo Cardona di Canicaro
      novembre 17th, 2004 14:35
      2

      Pregiatissimo Dottore Sofi, ci tenevo a dirLe che mi scuddai: a Tanzania e i Filippine. Credo che cambi poco, ma comunque mi scusasse lo stesso.
      Sempre suo, Mariano Grifeo Cardona di Canicaro

    3. orlando furioso
      novembre 17th, 2004 16:10
      3

      Scusate, ma personalmente mi sembra un ritorno nelle migliori delle ipotesi ad un pensiero minimo dove si fa del sicialianismo un’arte.

    4. beppe caravita
      novembre 17th, 2004 16:19
      4

      Bello, quasi quasi lo linko…

    5. Claudia
      novembre 17th, 2004 21:14
      5

      Eccezionale… dottore Sofi. Credo seguirò l’esempio del collega Caravita. Le auguro una felice serata.

      Claudia, lettrice non più silenziosa

    6. ^^v^^
      novembre 17th, 2004 21:33
      6

      **** da non perdere

    7. angelocesare
      novembre 17th, 2004 21:41
      7

      Letta tutta, vista la “raccomandazione”! Ma (grosso e sicuro ma): non la trovo brillante.

    8. carnefresca
      novembre 17th, 2004 21:57
      8

      bellissimo:-D! sappia, egregio, checchè dica l’agenda del picciriddu, che si chiamano minchiate pure a casa mia. saluti al sittintino, e pure a bufalino;-)

    9. j_live
      novembre 18th, 2004 21:56
      9

      bello!
      con lo stesso tono, ma non con la stessa ars retorica, rispondevo ad un blogger neocon…

      …lui era in pieno tripudio perche’ vedeva nella rielezione di Bush una conferma della brillantezza e lungimiranza del pensiero neocon…

      …io gli dicevo che l’america ha probabilmente perso il treno della storia, visto che tutto il resto del mondo sta andando da un’altra parte…

    10. gianna
      novembre 20th, 2004 10:44
      10

      Lungo, ma ne valeva la pena leggerlo fino in fondo..grazie

    11. Antonio
      novembre 20th, 2004 17:10
      11

      Grazie a tutti.
      Quanto a te, Mariano, quando vuoi… :)

    12. claudina
      novembre 25th, 2004 01:00
      12

      geniale

    13. Gianni De Martino
      marzo 24th, 2006 11:48
      13

      Ognuno ha il diritto di critica. E diritto di critica significa anche diritto di polemica e di delirio; non significa, però , diritto all’insulto, alla diffamazione e alla distorsione dell’immagine altrui.
      Gianni De Martino

    14. Giuseppe Grifeo
      marzo 13th, 2007 21:34
      14

      Simpatico, pieno di trovate linguistiche molto vicine a me stesso, siciliano doc, ancora di più catanese. Ma avevo già risposto, non so se in questo spazio, alla dissertazione di Mariano Grifeo Cardona di Canicaro. Avevo postato una lunghissima sequenza di notizie su attentati e azioni terroristiche facilmente reperibili via internet (avviso: non c’è bisogno di essere giornalisti come me per trovarle). Tutti i continenti e le nazioni scartate da Mariano, sono invece state toccate da episodi di sangue di quel tipo. E molti altri posti. Come dire… una lunga, simpatica, esilarante dissertazione (quella di Mariano) basata sul quasi nulla.
      Bisogna guardare con distacco e non farsi sviare da proprie visioni per evitare di annullare fatti che non ci convengono. Altrimenti ne viene fuori un’inutile distorsione facilmente smascherabile.
      Una vera minchiata, parafrasando Mariano

    15. luca pollarini
      giugno 6th, 2007 19:40
      15

      bellissimo, io ho solo 14 anni e non dovrei interessarmi di politica, ma con il mondo di m****a che ci ritroviamo ci tocca darci da fare a noi ragazzi, se no ci ritroveremo a fare fatica a sopravvivere.
      una lettera magnifica che esprime in se il problema numero 1 del mondo, l’ AMERICA e la RUSSIA, che con le loro scaramuccie rovinano la vita di milioni di persone

    16. Lucia
      novembre 12th, 2008 21:18
      16

      Wow, complimenti Mariano per il post!
      Abbiamo speranze che il riquadrino dominante del nuovo presidente sia diverso?

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