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Post scritti nel novembre, 2004

29/11/2004

Polis che viaggia III – Birmingham, cantieri, Pizza Hut e treni locali

di Enrico Bianda, alle 13:59

* Inverno 1986 – Raintown. *

Deacon blue - RaintownMi pare si intitolasse in questo modo un vecchio disco di un gruppo pop inglese di metà anni ’80. Loro si chiamavano Deacon Blue e ne parlava in modo entusiastico Rockstar, un mensile che all’epoca leggevo sistematicamente, dalla prima riga all’ultima.
Se ne parlava bene soprattutto per la copertina, che ancora ricordo bene, virata in un giallo ammoniaca, un cielo nuvoloso, una città inglese si stendeva attraverso una pianura, ed era un trionfo di ciminiere, di edifici bassi, molti mattoni a vista, qualche grattacielo che lasciava intravedere grandi superfici in vetro, svincoli, fumi, un fiume forse in lontananza.
Ora non ricordo bene che città fosse, poteva benissimo essere Liverpool, oppure Manchester, di sicuro non era Londra.
La cosa che all’epoca mi colpì era la luce e la grana dell’immagine, che sembrava voler uscire dalla stretta cornice del 33 giri, quasi a voler invadere come un virus il paesaggio dove vivevo, tra montagne e laghi quasi immobili nel tempo.

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29/11/2004

Blog massa e blog bar

di Antonio Sofi, alle 13:11

Leonardo si schermisce e poi recupera (evitando facili modestie), concorda che in effetti il “panorama è quello lì” (interessante ma non esaltante: purtroppo, già), descrive i blog massa, che sembrano inutili ma non lo sono

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28/11/2004

Secondos in Svizzera, primo in California, ultimo in Calabria

di Antonio Sofi, alle 15:28

Alcune brevi segnalazioni.

(se continui a leggere)

1) cittadinanza svizzera
2) Il Foglio domenicale
3) Schwarzy vs Lino Banfi
4) Le “primarie” in Calabria

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26/11/2004

Quando quando quando

di Antonio Sofi, alle 12:49

Scrive Jest scrive nei commenti al post di ieri sulla timidezza politica dei blog:

I blog, arte dello sfogo e del vaffanculo a tòdos, mal si concilia con il bisogno di mediazione di chi fa politica. Soprattutto a livello locale.

Eppure, Jest, il vaffanculo a tòdos è, di fatto, un atto politico. Di contestazione, di opposizione, per esempio. Se argomentato e ben indirizzato, specialmente a livello locale, può avere effetti politici notevoli.

Proprio dal livello locale occorrerebbe partire.
Il contesto politico e sociale di riferimento è meno complicato, le comunità più coese – è tutto più gestibile, anche a livello di comunicazione.
Inoltre si possono sollevare temi politici che si smarchino dalla disgrazia italica delle political issues (temi riguardanti partiti, coalizioni, ideologie) e si interessino di policy issues, ovvero i problemi concreti, le politiche pubbliche, la sanità, le tasse, viabilità ecc. ecc. Essendo questi temi vicini ai problemi della vita quotidiana della comunità, il livello di attenzione dei cittadini interessati è certamente molto più alto – e di qualità maggiore. Così come la voglia di partecipare.

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25/11/2004

La timidezza politica dei blog

di Antonio Sofi, alle 17:08

Scrive Paolo Graziani nei commenti al post di ieri sulla marginalità politica della blogosfera italica rispetto a quella americana, e sulle ragioni di questa marginalità:

Io sono assolutamente convinto che il problema derivi fondamentalmente da un gap italiano nella diffusione di internet. Non tanto nella diffusione delle connessioni; ma nello scarso uso che si fa dello strumento internet.

Difficile non essere d’accordo.
Ma provo a fare l’avvocato del diavolo. Sullivan è attivo da fine 2000, come anche Talking Points Memo, Instapundits da metà 2001, e potrei fare molti altri esempi. Quello che mi pare evidente, ma potrei sbagliarmi, è che la blogosfera statunitense si sia formata e coagulata, fin dall’inizio, intorno a dei blog “politici”.

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24/11/2004

Blog “vocatamente” politici?

di Antonio Sofi, alle 16:16

Conoscete/leggete blog “vocatamente” politici?
Ammesso e non concesso che sia chiaro cosa significhi “vocatamente” (non lo è, almeno per ora). Date un’occhiata a questi due post di Giuseppe Granieri e, in caso, segnalatene qualcuno: uno e due.

Serpeggia da un po’ di tempo, più o meno sotto la linea di visibilità, l’interrogativo sulla funzione e sull’impatto della blogosfera italiana sulla sfera politica – certamente marginale se confrontato con quello della blogosfera a stelle e strisce.

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23/11/2004

Il monte degli anonimi

di Gianni Cossu, alle 12:30

Clicca per ingrandirePerché Polanca è fatto così. Se ne può stare ore e ore senza spiccicare parola, muto come una campana senza batacchio, con uno sguardo che ti fa sentire inutile e un’aria eternamente annoiata che alla lunga può risultare indisponente.

L’altra sera c’era anche lui al bar di Canneddu. Con Gavino Palighetta parlavamo delle conseguenze politiche sul nostro paese dopo la riforma della costituzione. S’era accesa una discussione fra me e lui che non portava da nessuna parte, avevo messo a dura prova tutte le mie capacità dialettiche. Per quanto sostenessi che così si rischiava una deriva autoritaria a danno della parte più sana della nazione, Gavino continuava a ripetere che la cosa più importante era il prezzo della benzina, altro che cazzi.
E da lì non lo smuovevi.

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20/11/2004

Polis che viaggia II – Firenze e Venezia

di Enrico Bianda, alle 14:47

Venezia, Nov 2003, foto di Antonio SofiCon la casualità insistita con cui si cerca disperatamente quasi di dare senso allo spostamento, che spesso è anche e soprattutto spaesamento, si cercano congiunture favorevoli e occasioni nella lettura che accompagna le ore di spostamenti da una città all’altra.
Trieste, Mestre, Bologna e Firenze, incrociando spesso treni per Santa Lucia, la stazione di Venezia.

A Trieste la comunità slegata dalla politica nazionalista dell’amministrazione comunale – alla ricerca ancora dopo cinquant’anni di legittimazioni e festeggiamenti per un’italianità sospirata – perde d’inverno la possibilità dell’incontro, dello scambio.
Apparentemente.

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17/11/2004

Il primo problema del mondo (non è il traffico)

di Mariano Grifeo Cardona di Cani, alle 10:42

[Ricevo una brillante e-mail e mi vien voglia di pubblicarla, visto anche il nuovo tema. E visto che mentre la leggevo manca poco cadessi dalla sedia dalle (amare) risate. Ringrazio l’autore: molto gentilmente ha acconsentito alla pubblicazione, a patto di riportarla integralmente (io volevo togliere i vari dottore…). E’ un piccolo gioiello, buona lettura. as]

Gentile dottore Sofi,

a casa mia – in Trinacria – le chiamano minchiate.
Scusi se uso termini che stanno solo nel dizionario siculo-italiano, ma a volte non riesco proprio a trattenermi.
Preambolo rapido per chiederle conto di una cosa, a lei, che è uomo che sa di politica e macari di comunicazione politica.

Non è che con questa minchiata del terrorismo ci prendono p’o culo a tutti quanti?
Scusi la volgarità, ma mi venne spontanea.

Dopo la vittoria del Bush picciriddo, ho sentito in giro che finalmente il presidente degli Stati Uniti potrà portare a termine il lavoro. Chiudere con una bella vittoria la guerra sul terrorismo.
Perchè è il terrorismo il problema numero uno del mondo: e tutti d’accordo siamo.

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16/11/2004

Polis che viaggia I – Da Firenze a Lugano

di Enrico Bianda, alle 12:29

Ferrara, foto di Enrico BiandaPercorro ogni settimana la tratta che da Firenze mi porta a Lugano, in andata e ritorno naturalmente.
La percorro ormai da qualche mese ed ho imparato a riconoscere il paesaggio. Lo colgo solo adesso però nel suo mutare stagionale. Cambiano le luci, cambiano anche le tenebre, più o meno improvvise adesso con l’autunno inoltrato, quiete e progressive alla fine dell’estate che quest’anno è arrivata quasi alla fine di ottobre.
Ora con il freddo che scende con il buio e la luce trasparente e nitida del pomeriggio il paesaggio della Pianura si fa stranamente contemporaneo.

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15/11/2004

Alla ricerca del tema perduto

di Webgol, alle 14:09

*Polo delle Scienze Sociali, Novoli, Firenze*

polonovoli.jpg– Pozza a terra, bagnato, il riflesso, strana questa prospettiva…
– Metafisica, quasi un De Chirico!
– Metà fisica, metà bagnata…
– Dai, non è degna nemmeno del Groucho di Dylan Dog…
– Scusa, m’è scappata.
– E se si rifacesse “luoghi”?
– Io vorrei fare “politica”.
– Che ne dici di “piazze”…
– Eh?
– …come luogo identitario, tipicamente italiano, il punto d’unione fisico e passeggiante tra città e gestione della stessa, tra architettura e politica…
– Eh?
– Piazze d’Italia…
– Sembra una trasmissione con, come si chiama?
– Magalli?
– Lui.
– Ma tu ce l’hai almeno cinque post su “Piazze d’Italia”?
– No, che domande!
– Lo sapevo… che si fa?
– Si va a pranzo dal Picchi e ci si pensa…

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13/11/2004

Giornalismi e par condicio

di Antonio Sofi, alle 19:33

Chiudiamo ufficialmente il tema Giornalismi. Niente più “ismi”, giurin giuretta.
Forse un po’ troppo lungo – più di quello che pensavamo, ma per assenze ed impegni vari – ma qualcosina di carino c’è stato (forse).
Nei prossimi giorni il prossimo.

Chiudiamo, ed è anche il pretesto per mettere come header un regalo del più grande disegnatore di strip oggi presente in Italia (lo dico senza paura), ovvero Eriadan. Eriadan, oltre ad essere davvero bravissimo (e con ampi margini di miglioramento), oltre ad essere uno dei pochi veri talenti artistici usciti (letteralmente – perchè dei blog ne ha fatto possibilità di sperimentazione e visibilità) dal mondo dei blog, è anche molto generoso.

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10/11/2004

Problemi dell’informazione (sui blog)

di Antonio Sofi, alle 23:18

Problemi dell'informazione, trimestrale del Mulino diretto da Angelo AgostiniEravamo in debito di un’altra segnalazione, anche questa fuori tempo massimo.
Per fortuna si tratta di un trimestrale – e questo un po’ ci salva.

Da un mesetto scarso è in libreria l’ultimo numero di Problemi dell’informazione, lo storico trimestrale del Mulino fondato nel 1976 da Paolo Murialdi e ora diretto da Angelo Agostini.
Nell’ultimo numero della rivista, di fatto l’unica in Italia ad occuparsi in modo sistematico di giornalismo, trova spazio un bel dossier sui blog giornalistici.
Il dossier è una sorta di spin-off di un incontro organizzato il 3 Maggio 2004 dal Master in giornalismo dell’Università Iulm di Milano (di cui all’epoca abbiamo scritto) e si propone come obbiettivo quello di (cito dall’introduzione al dossier) «testimoniare il carattere professionale e informale della discussione su una delle innovazioni che paiono essere più ricche di potenzialità nel quadro giornalistico italiano e internazionale.»

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03/11/2004

Pronto, parla Bush. Sono Kerry, disturbo?

di Antonio Sofi, alle 19:46

Bush e KerryÈ una delle consuetudini che più mi divertono delle elezioni americane. Ovvero la telefonata che il candidato che ha perso fa a quello che ha vinto una volta che la sconfitta dell’uno e la vittoria dell’altro è unanimemente accertata.

Complimenti hai vinto, dice l’uno all’altro – con la bocca impastata di bile, e il sorriso di convenienza che si sforza di somigliare a quello dei un gentleman ottocentesco sconfitto a duello. Che poi secondo me anche al gentleman ottocentesco sconfitto a duello gli giravano. Eppure.
Lo sconfitto concede la vittoria. Concede the presidency.

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