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	<title>Commenti a: Il mito del giornalismo nel cinema</title>
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	<description>Web, politica, giornalismo</description>
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		<title>Di: fabio grosso</title>
		<link>http://www.webgol.it/2004/10/30/il-mito-del-giornalismo-nel-cinema/comment-page-1/#comment-23971</link>
		<dc:creator>fabio grosso</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jan 2007 17:02:45 +0000</pubDate>
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		<description>salve sono appassionato di cinema gradirei avere la mail di MARIA ROSA MANCUSO per una importante intervista   grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salve sono appassionato di cinema gradirei avere la mail di MARIA ROSA MANCUSO per una importante intervista   grazie</p>
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		<title>Di: Kafavis</title>
		<link>http://www.webgol.it/2004/10/30/il-mito-del-giornalismo-nel-cinema/comment-page-1/#comment-1340</link>
		<dc:creator>Kafavis</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2004 17:14:29 +0000</pubDate>
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		<description>ieri sera nel mio spettacolo &quot;Parole animate&quot; ho intervistato, fra gli altri, il bravo giornalista politico e scrittore Rudi Ghedini, ed ho preso ispirazione da questo blog per parlare proprio del perchè in Italia scarseggiano film dedicati al giornalismo. Il dibattito che ne è venuto fuori è stato interessante, ma più divertente ancora il quiz con il pubblico: &quot;Chi si ricorda almeno 3 film americani e tre stranieri con un giornalista come protagonista ?&quot;.  Per la cronaca, in 2 minuti sono venuti fuori tutti...
ciao
K.
PS: domenica 7 novembre sarò ospite a &quot;Quelli che il calcio&quot;.  Spero di non dire troppe castronerie. Io ne so abbastanza di basket, di calcio ben poco, ma tifo onestamente Bologna.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ieri sera nel mio spettacolo &#8220;Parole animate&#8221; ho intervistato, fra gli altri, il bravo giornalista politico e scrittore Rudi Ghedini, ed ho preso ispirazione da questo blog per parlare proprio del perchè in Italia scarseggiano film dedicati al giornalismo. Il dibattito che ne è venuto fuori è stato interessante, ma più divertente ancora il quiz con il pubblico: &#8220;Chi si ricorda almeno 3 film americani e tre stranieri con un giornalista come protagonista ?&#8221;.  Per la cronaca, in 2 minuti sono venuti fuori tutti&#8230;<br />
ciao<br />
K.<br />
PS: domenica 7 novembre sarò ospite a &#8220;Quelli che il calcio&#8221;.  Spero di non dire troppe castronerie. Io ne so abbastanza di basket, di calcio ben poco, ma tifo onestamente Bologna.</p>
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		<title>Di: Antonio</title>
		<link>http://www.webgol.it/2004/10/30/il-mito-del-giornalismo-nel-cinema/comment-page-1/#comment-1339</link>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2004 23:22:31 +0000</pubDate>
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		<description>Frank, come dire meglio di te? 
Ritornando al punto strettamente cinematografico del giornalista come &quot;agente dinamico&quot;: mi pare logico pensare che risultasse piuttosto complicato utilizzare il personaggio &quot;giornalista&quot; in una situazione di collusione politica così manifesta (non totale, per carità, e nemmeno generalizzata nella realtà - ma stiamo parlando di &quot;idealitipi&quot;). Non che in usa sia tutto rose e fiori, ma la mitologia (spesso vera, spesso autoassolutoria) del giornalismo &quot;watch-dog&quot;, cane da guardia, potere che controbilancia il potere e difende i cittadini e la verità è certamente più &quot;cinematografica&quot;.

A proposito: Franz, se sei bravo come politico quanto sei bravo come chansonnier mi sa che hai la carriera assicurata!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Frank, come dire meglio di te?<br />
Ritornando al punto strettamente cinematografico del giornalista come &#8220;agente dinamico&#8221;: mi pare logico pensare che risultasse piuttosto complicato utilizzare il personaggio &#8220;giornalista&#8221; in una situazione di collusione politica così manifesta (non totale, per carità, e nemmeno generalizzata nella realtà &#8211; ma stiamo parlando di &#8220;idealitipi&#8221;). Non che in usa sia tutto rose e fiori, ma la mitologia (spesso vera, spesso autoassolutoria) del giornalismo &#8220;watch-dog&#8221;, cane da guardia, potere che controbilancia il potere e difende i cittadini e la verità è certamente più &#8220;cinematografica&#8221;.</p>
<p>A proposito: Franz, se sei bravo come politico quanto sei bravo come chansonnier mi sa che hai la carriera assicurata!</p>
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		<title>Di: Antonio</title>
		<link>http://www.webgol.it/2004/10/30/il-mito-del-giornalismo-nel-cinema/comment-page-1/#comment-1338</link>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2004 23:15:50 +0000</pubDate>
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		<description>Red Apple: ed ecco l&#039;altro lato della medaglia transoceanica. Aggiungo una cosa (vorrei trovare il modo di scriverne meglio). Non solo una differenza tra i due media &quot;quotidiano&quot; e &quot;cinema&quot;. Ma una differenza tra &quot;giornalismo italiano&quot; e &quot;giornalismo americano&quot;, e ancora tra mondo dei media da una parte e dall&#039;altra. 
Da una parte abbiamo un campo giornalistico che nasce quasi in contemporanea con la nascita della nazione americana (penny press, e giornali di comunità), sempre avanti dal punto di vista tecnologico, che si confrontava, almeno all&#039;inizio, con un pubblico molto più ampio e alfabetizzato e che si è sempre sviluppato all&#039;interno di un contesto di mercato (più o meno) competitivo. Vogliamo fare il paragone con l&#039;Italia? Quotidiani &quot;elitari&quot;, collusioni sistemiche con la politica, tv e radio in monopolio fino a relativamente pochi anni fa. Ci sarebbe molto altro da aggiungere ma credo che basti a spiegare perchè da una parte c&#039;era Citizen Kane dall&#039;altra una Vita difficile. (e non parlo di meriti filmici ma di differenze nel &quot;parlare&quot; di giornalismo).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Red Apple: ed ecco l&#8217;altro lato della medaglia transoceanica. Aggiungo una cosa (vorrei trovare il modo di scriverne meglio). Non solo una differenza tra i due media &#8220;quotidiano&#8221; e &#8220;cinema&#8221;. Ma una differenza tra &#8220;giornalismo italiano&#8221; e &#8220;giornalismo americano&#8221;, e ancora tra mondo dei media da una parte e dall&#8217;altra.<br />
Da una parte abbiamo un campo giornalistico che nasce quasi in contemporanea con la nascita della nazione americana (penny press, e giornali di comunità), sempre avanti dal punto di vista tecnologico, che si confrontava, almeno all&#8217;inizio, con un pubblico molto più ampio e alfabetizzato e che si è sempre sviluppato all&#8217;interno di un contesto di mercato (più o meno) competitivo. Vogliamo fare il paragone con l&#8217;Italia? Quotidiani &#8220;elitari&#8221;, collusioni sistemiche con la politica, tv e radio in monopolio fino a relativamente pochi anni fa. Ci sarebbe molto altro da aggiungere ma credo che basti a spiegare perchè da una parte c&#8217;era Citizen Kane dall&#8217;altra una Vita difficile. (e non parlo di meriti filmici ma di differenze nel &#8220;parlare&#8221; di giornalismo).</p>
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		<title>Di: Antonio</title>
		<link>http://www.webgol.it/2004/10/30/il-mito-del-giornalismo-nel-cinema/comment-page-1/#comment-1337</link>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2004 23:03:05 +0000</pubDate>
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		<description>Quante cose!
Mauro: hai ragione, anche io sono scettico sul fatto che i newspaper movie possano costituire &quot;genere&quot; cinematografico a se&#039; stante. Da non-esperto di cinema mi interessa più capire quanto la rappresentazione cinematografica contribuisca a definire la rappresentazione sociale di un ruolo. E se, osservata con un minimo di distanza, a posteriori, considerata nel suo complesso (impossibile, ma insomma, con tutto il tagliar d&#039;accette) la filmografia di un periodo possa rispecchiare in modo abbastanza attendibile la considerazione che un determinato ruolo aveva in quello stesso periodo.
Ciò detto concordo con le tue ultime considerazione, e anche io mi espongo alle smentite wilderiane a colpi di ecc.: la centralità storica del mondo dei media e una certa propensione più &quot;narrativa&quot; del cinema americano (un eufemismo per dire il tuo &quot;meno intimistico&quot;) che ne ha favorito lo &quot;sdruttamento&quot; del personaggio &quot;giornalista&quot; come &quot;agente dinamico&quot; (quanto mi piace questa definizione!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quante cose!<br />
Mauro: hai ragione, anche io sono scettico sul fatto che i newspaper movie possano costituire &#8220;genere&#8221; cinematografico a se&#8217; stante. Da non-esperto di cinema mi interessa più capire quanto la rappresentazione cinematografica contribuisca a definire la rappresentazione sociale di un ruolo. E se, osservata con un minimo di distanza, a posteriori, considerata nel suo complesso (impossibile, ma insomma, con tutto il tagliar d&#8217;accette) la filmografia di un periodo possa rispecchiare in modo abbastanza attendibile la considerazione che un determinato ruolo aveva in quello stesso periodo.<br />
Ciò detto concordo con le tue ultime considerazione, e anche io mi espongo alle smentite wilderiane a colpi di ecc.: la centralità storica del mondo dei media e una certa propensione più &#8220;narrativa&#8221; del cinema americano (un eufemismo per dire il tuo &#8220;meno intimistico&#8221;) che ne ha favorito lo &#8220;sdruttamento&#8221; del personaggio &#8220;giornalista&#8221; come &#8220;agente dinamico&#8221; (quanto mi piace questa definizione!)</p>
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		<title>Di: kafavis</title>
		<link>http://www.webgol.it/2004/10/30/il-mito-del-giornalismo-nel-cinema/comment-page-1/#comment-1336</link>
		<dc:creator>kafavis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2004 14:38:53 +0000</pubDate>
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		<description>Sarà anche che i giornalisti in Italia spesso sono stati, e sono, legati (sic!) a fazioni politiche e quindi raramente ritenuti dal pubblico come realmente indipendenti.. Il discorso vale soprattutto per i giornalisti catodici perchè in effetti siamo un popolo di non lettori di quotidiani.   Il governo Mussolini, per esempio, era un governo di giornalisti (molti ministri e sottosegretari venivano apputo dalla carta stampata). E recentemente anche oggi molti parlamentari nazionali ed europei o esponenti di importanti istituzioni locali sono giornalisti (Gruber, Santoro, Marrazzo... ma anche dall&#039;altra parte non si scherza Gawronsky, Michelini). Anzi, sembra ormai che il piano inclinato che porta ad un seggio pubblico debba passare in qualche modo passare da questa professione.
&quot;.. per imboccar la strada che dalle panche di una cattedrale porta alla sacrestia, quindi alla cattedra di un tribunale...&quot;: questo era il percorso sicuro per diventare giudice, cantava Fabrizio De Andrè.  Ormai è necessario che io scriva, nel mio piccolo, qualcosa riguardo ad altre carriere..
PS: oltre ad essere uno scribacchino di canzonette sono pubblicista dal 1989 e forse farei bene a non abbandonare le speranze di una brillante carriera politica...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà anche che i giornalisti in Italia spesso sono stati, e sono, legati (sic!) a fazioni politiche e quindi raramente ritenuti dal pubblico come realmente indipendenti.. Il discorso vale soprattutto per i giornalisti catodici perchè in effetti siamo un popolo di non lettori di quotidiani.   Il governo Mussolini, per esempio, era un governo di giornalisti (molti ministri e sottosegretari venivano apputo dalla carta stampata). E recentemente anche oggi molti parlamentari nazionali ed europei o esponenti di importanti istituzioni locali sono giornalisti (Gruber, Santoro, Marrazzo&#8230; ma anche dall&#8217;altra parte non si scherza Gawronsky, Michelini). Anzi, sembra ormai che il piano inclinato che porta ad un seggio pubblico debba passare in qualche modo passare da questa professione.<br />
&#8220;.. per imboccar la strada che dalle panche di una cattedrale porta alla sacrestia, quindi alla cattedra di un tribunale&#8230;&#8221;: questo era il percorso sicuro per diventare giudice, cantava Fabrizio De Andrè.  Ormai è necessario che io scriva, nel mio piccolo, qualcosa riguardo ad altre carriere..<br />
PS: oltre ad essere uno scribacchino di canzonette sono pubblicista dal 1989 e forse farei bene a non abbandonare le speranze di una brillante carriera politica&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Red Apple</title>
		<link>http://www.webgol.it/2004/10/30/il-mito-del-giornalismo-nel-cinema/comment-page-1/#comment-1335</link>
		<dc:creator>Red Apple</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2004 09:25:22 +0000</pubDate>
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		<description>Forse è da ricercare nell&#039;origine della figura del giornalista: in italia il &quot;giornale&quot; nasce da esperienze letterarie e intellettuali, diciamo d&#039;elite e il cinema, invece, è cresciuto nelle frange popolari e in quelle della nuova borghesia. La figura del giornalista, nella cultura americana e anglosassone, è incastrata nella realtà: il giornalista non è una figura lontana, un intellettuale arroccato in una redazione eburnea. 
Credo quindi che, prima dell&#039;avvento della iper-mediaticità, il mondo dei media in Italia sia stato considerato lontano dal &quot;realismo&quot; tipico del nostro cinema e il personaggio del giornalista, pertanto è rimasto al latere. Vissuto come accademico, ma non troppo. Reale, ma non troppo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse è da ricercare nell&#8217;origine della figura del giornalista: in italia il &#8220;giornale&#8221; nasce da esperienze letterarie e intellettuali, diciamo d&#8217;elite e il cinema, invece, è cresciuto nelle frange popolari e in quelle della nuova borghesia. La figura del giornalista, nella cultura americana e anglosassone, è incastrata nella realtà: il giornalista non è una figura lontana, un intellettuale arroccato in una redazione eburnea.<br />
Credo quindi che, prima dell&#8217;avvento della iper-mediaticità, il mondo dei media in Italia sia stato considerato lontano dal &#8220;realismo&#8221; tipico del nostro cinema e il personaggio del giornalista, pertanto è rimasto al latere. Vissuto come accademico, ma non troppo. Reale, ma non troppo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: reginadelsole</title>
		<link>http://www.webgol.it/2004/10/30/il-mito-del-giornalismo-nel-cinema/comment-page-1/#comment-1334</link>
		<dc:creator>reginadelsole</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2004 02:06:59 +0000</pubDate>
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		<description>Prof, sono alla fine del mondo, sto riportando impressioni in parte sul blog in parte sul moleskine.. per le foto sto provvendendo a p`¡u&#039; non posso, le scaricherei anche sulla gmail gentilmente regalatimi ma ancora giurassica come sono non compresi come si fa...e se gliele inviassi via delfino?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prof, sono alla fine del mondo, sto riportando impressioni in parte sul blog in parte sul moleskine.. per le foto sto provvendendo a p`¡u&#8217; non posso, le scaricherei anche sulla gmail gentilmente regalatimi ma ancora giurassica come sono non compresi come si fa&#8230;e se gliele inviassi via delfino?</p>
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	<item>
		<title>Di: polenta</title>
		<link>http://www.webgol.it/2004/10/30/il-mito-del-giornalismo-nel-cinema/comment-page-1/#comment-1333</link>
		<dc:creator>polenta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2004 01:53:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.webgol.it/?p=324#comment-1333</guid>
		<description>Nel cinema colto vi sono delle professioni attribuite ai personaggi che facilitano la mise en abîme, la riflessione sul rappresentare.
il giornalista per Welles e Antonioni, il pittore per Garrel, il regista puro e semplice per Wenders, Allen e Truffaut, per citare solo i casi più noti (a me).
Da questo a trovare un punto di vista sul giornalismo nel cinema, non mi sembra così scontato e (per me) così importante. Né per il giornalismo, né per il cinema.

Alla luce di questa premessa non mi stupisce che si ritrovi molto più materiale nel cinema americano. per due motivi fondamentali: il primo è la credibilità di cui gode(va?) l&#039;intero sistema dell&#039;informazione (dal 1791, grazie al I Emendamento), il secondo è che una minore propensione autoriflessiva del cosiddetto cinema classico americano (ma Billy Wilder potrebbe smentirmi a colpi di Fedora), trova nel giornalista (nel cronista, mi verrebbe da dire) un agente dinamico di rara efficacia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cinema colto vi sono delle professioni attribuite ai personaggi che facilitano la mise en abîme, la riflessione sul rappresentare.<br />
il giornalista per Welles e Antonioni, il pittore per Garrel, il regista puro e semplice per Wenders, Allen e Truffaut, per citare solo i casi più noti (a me).<br />
Da questo a trovare un punto di vista sul giornalismo nel cinema, non mi sembra così scontato e (per me) così importante. Né per il giornalismo, né per il cinema.</p>
<p>Alla luce di questa premessa non mi stupisce che si ritrovi molto più materiale nel cinema americano. per due motivi fondamentali: il primo è la credibilità di cui gode(va?) l&#8217;intero sistema dell&#8217;informazione (dal 1791, grazie al I Emendamento), il secondo è che una minore propensione autoriflessiva del cosiddetto cinema classico americano (ma Billy Wilder potrebbe smentirmi a colpi di Fedora), trova nel giornalista (nel cronista, mi verrebbe da dire) un agente dinamico di rara efficacia.</p>
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