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07/10/2004

Febbre (media) da cavallo (stanco)

di Antonio Sofi, alle 00:30

Bush e KerryDopo il primo tra i candidati alla presidenza, ho visto in diretta anche il dibattito tra vice-presidenti.
Poi, solo poi, ho scoperto che ne trasmettono una replica ad orari – italiani – più umani, su Cnn International.
Ma è un po’ come vedere una partita registrata – non c’è lo stesso gusto.
Alcune considerazioni.

Febbre da cavallo
Chi ha vinto? E’ la Domanda. Fin da cinque secondi dopo la fine del dibattito. La necessità di trovare un qualche vincitore è, curiosamente ma non sorprendentemente, un misto di media logic e sport logic, se così si può dire. Ho trovato, sul brand-new-blog di Onino una frase di Doc Searls: “The media cover elections as sports events, rather than as collective decisions about representation and leadership.“. Mi è venuto da parafrasare: “The media cover everything as sports events, except from sport itself“. Perchè lo sport, che è già fortemente competizione, che è già naturalmente sfida, che sarebbe solo meravigliosamente semplice, ha bisogno di diventare complesso e narrativo: spesso un racconto. Comunque. Il coverage sportivo delle campagne elettorali non è certo cosa nuova. Si preferisce coprire l’evento come una competizione “testa a testa”, come fosse una gara di cavalli (“horse-race coverage”). Funziona bene, la gara di cavalli: in tv, nei giornali, nelle infografiche. E, perchè sia chiaro: l’accenno ai cavalli non è una battuta sul grugno di Kerry.

In media stat virtus
Cheney e EdwardsGuai a non pubblicare un sondaggio con le sue belle variazioni percentili, e nell’arco di poche ore. Guai a dire “pareggio” – è una “non-notizia”, come dire che “non è successo niente”. Ma pareggio non si può: dev’essere una specie babau a stelle e strisce, il pareggio (e infatti il calcio…). Sarà anche che è una campagna in tempo di guerra – e in guerra, dove c’è gente che muore, il pareggio non può esistere, mai.
Nessuno che premetta però che i sondaggi, per quanto bene siano eseguiti, hanno un margine di errore ineludibile che varia da tipologia di sondaggio e rappresentatività del campione, ma che spesso sta proprio all’interno dei tanto pubblicizzati “su-e-giù” delle rilevazioni statistiche. Va bene la semplificazione, ma spesso si tende ad esagerare. E non ce l’ho contro la quantità di sondaggi pubblicati – per me più ce ne sono meglio è. Molta offerta significa confusione, ma anche un sostanziale freno ad un uso propagandistico dello strumento dei sondaggi (ricordate Gianni Pilo nel 1994?). Io, per quanto mi riguarda, faccio una media tra i risultati dei maggiori sondaggi pubblicati, e, forse un po’ empiricamente, sono convinto che sia quello il dato vero. Forse c’entra qualcosa con l’esperimento Torriero sul prezzo del greggio?. Come sintetizzare? In media stat virtus?
La più bella battuta sull’argomento? E’ di Luca Sofri:

Sogno o sondaggio?
La nuova frontiera nella campagna elettorale americana: un sondaggio che dica chi vincerà i prossimi sondaggi
(Luca Sofri)

Insomma chi ha vinto?
Anche io credo, come afferma buona parte della stampa mondiale, che la coppia democratica abbia leggermente (sottolineo: leggermente) prevalso su quella repubblicana. Cheney ha dato un misero aiuto a Bush, soprattutto in termini comparativi. A veder lui destreggiarsi con serenità e sicurezza contro Edwards, la performance di Bush è risultata ancora più scarsa. Pare fosse stanco, Bush. Lo avevano fatto trottare per la Florida disastrata dalle calamità naturali per un po’ di free coverage sui media (di un debate non si butta via niente). Ma questo lo ha evidentemente spossato. Se non era incazzatura da “re-nudo” abituato a non avere contraddittorio, poteva ben essere solo terribilmente stanco. In campagna elettorale spesso si tende a sottostimare il lato fisico e personale (oserei dire: psicologico) e a sovrastimare il dato politico. Non è una bestialità – e stiamo parlando di debate televisivi in cui si giudica essenzialmente il carattere, la personalità e non di un saggio programmatico. Se uno è stanco si vede, e se uno è stanco difficilmente può intepretare il ruolo di comandante in capo, e difficilmente riuscirà a controllare la sua prossemica. Quella di Bush non è stata così disastrosa e rivelatrice come i “sigh” di Gore, ma certo non gli ha giovato. Il giorno dopo i democratici hanno messo on line un video intitolato “Faces of Frustration“, un montaggio in cui si vede Bush sui carboni ardenti mentre Kerry parla.
I repubblicani replicano con “Kerry vs Kerry“, con la solita accusa di flip-flop (che sta funzionando ben poco, a mio parere – nel dibattito praticamente per niente).
Ma anche nel 2000 Gore “vinse” il primo dibattito contro Bush (e Lieberman, che Paolo non ama e io magari ci ritorno, pareggiò con Cheney) e poi le prese negli altri due.
Quindi calma: se c’è una cosa che può ledere Kerry, ora, sono proprio le aspettative troppo alte.

Factcheck
Cheney consiglia, durante il dibattito, di andare a visitare www.factcheck.com – sito indipendente che mette a confronto le posizioni dei due candidati sui vari temi, usatissimo in comunicazione. Il punto è che l’indirizzo giusto è www.factcheck.org. Il primo invece redireziona al sito di George Soros (www.georgesoros.com), noto supporter democratico. Riuscite ad immaginare una pubblicità migliore per un sito elettorale di un dibattito da 43 milioni di telespettatori? Il sogno di ogni proprietario di sito, il paradiso di ogni blogger. Il bello è che (pare – quantomeno nel sito di Soros è così spiegato) che il dominio “sbagliato” da Cheney non sia di proprietà di Soros. Ora le opzioni sono due (forse tre):
1) Soros mente e in qualche modo il sito è suo;
2) è di qualcun altro, ovviamente democratico, che ha deciso da tempo di redizionare a Soros perchè non sapeva che metterci, nel bel suo sito-fake;
3) l’opzione più divertente: immaginate di avere un dominio che vi rimanda un sacco di navigatori disattenti nel digitare quello più famoso. Ci avete messo un po’ di pubblicità per allocchi. La sera, davanti alla tv che trasmette il dibattito, sentite il vicepresidente citare il vostro sito. Vi buttate davanti al computer e redirezionate immediatamente al primo sito “democratico” vi viene in mente – per puro amor di burla e sapendo che un bel po’ di gente seguirà il consiglio di Cheney.
Non è così, ma sarebbe bello lo fosse.

***

Update: e invece, guarda un po’, è andata più o meno, come l’opzione numero tre. Nella storia vera, più soldi e, addirittura, più buonismo.


  • La Mandrakata in periferia
  • Lost in Lost
  • Sul web (non) va in onda il bullismo
  • Più o meno quanto ci metti ad arrivare?

  • 8 Commenti al post “Febbre (media) da cavallo (stanco)”

    1. antonio
      ottobre 7th, 2004 09:08
      1

      Beh, ci sono andato proprio vicino!

      Leggo ora, qui http://news.yahoo.com/news?tmpl=story&cid=694&u=/ap/20041006/ap_on_el_pr/debate_web_sites_1&printer=1.

      “But Cheney cited FactCheck.com, a for-profit advertising site based in the Cayman Islands.

      The company decided to redirect traffic to the Soros site after it became inundated with hits — about 100 a second after the debate, John Berryhill, a Philadelphia lawyer for FactCheck.com, said Wednesday.

      “This was to relieve stress on the service and to express a political point of view,” said Berryhill, who spoke with the site’s administrators shortly after the debate ended.

      They picked Soros not only for his political views, Berryhill said, but because the billionaire could afford the costly deluge of hits the site would receive in the wake of the debate. Plus, the site administrators didn’t want to point surfers to a candidate’s site that was asking for money.

      La motivazione per il reindirezzamento, però, è stato che sono stati “inondati” da accessi, e rischiavano, credo, che andasse fuori servizio tutta la baracca. Ma dice il proprietario, la scelta di soros è stata anche dettata da political view. E hanno scelto Soros e non il sito della campagna di kerry, per esempio, perchè non volevano, addirittura, redirezionare ad un sito che chiedesse soldi.

      Insomma quando la realtà supera la fantasia. :)

    2. orlando furioso
      ottobre 7th, 2004 09:55
      2

      sostanzialmente secondo me ne è uscito uno 0-0
      dove l’unico che secondo me ci ha un pò rimesso è kerry in quanto è lui che doveva ,a detta di molti ben pensanti,stravincere.

      p.s sai qualcosa della storia dei bigliettini di kerry?

    3. OninO
      ottobre 7th, 2004 17:36
      3

      Fai conto che io avevo interpretato la battuta di Sofri come: ora vedrai che fanno un sondaggio su quale compagnina sondaggistica azzeccherà il vincitore e le percentuali.

      Lo facciamo?

      :)

    4. primo
      ottobre 13th, 2004 21:30
      4

      Ciau! Io sono portoghese e adoro l’Italia! chiedo scusa per il mio italiano ma io non parlo da molto tempo! Tuo blog é molto interessante! Saluti di Portogallo!!!

      :)

    5. jest
      ottobre 14th, 2004 10:39
      5

      avendo seri problemi di udito anglofono mi tocca seguire le dirette del tg5 e ieri notte anche di raiuno mi pare. Devastante. Dopo dieci minuti ho girato su brasile-colombia. Con la traduzione simultanea in italiano i due candidati si esprimono (esagerando) al livello di bambini di 6 anni

    6. orlando furioso
      ottobre 16th, 2004 10:44
      6

      siete vivi?

    7. damiano
      ottobre 16th, 2004 18:08
      7

      Forse se ne parla troppo di sta roba qui, credo sia meglio lasciarli scannare tra di loro, poi ad elezioni concluse ne riparliamo, visto che ora mi sembra inutile.

      http://onehour.blogspot.com

    8. tt
      ottobre 22nd, 2004 18:59
      8

      dove siete?????

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