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Post scritti nel ottobre, 2004

30/10/2004

Il mito del giornalismo nel cinema

di Antonio Sofi, alle 16:28

Orson Welles in Quarto potereLi chiamano newspaper movie, con una definizione forse un po’ troppo riduttiva. Sarebbe più appropriato qualcosa tipo media movie, perchè spesso non solo di quotidiani trattano, ma anche di televisione, radio, editoria, fotogiornalismo. Sono i film che hanno come oggetto il giornalismo e l’attività giornalistica. Sempre più numerosi, sebbene solo ad uno sguardo compiacente costituiscano un genere cinematografico con tutti i crismi di quelli classici. Film che raccontano storie di giornalisti in contesti di pace e di guerra, alle prese con le logiche perverse delle redazioni e con gli effetti (voluti, involontari) del proprio lavoro, a confronto con dissonanze etiche e diversioni politiche. Film in cui i mass media si fanno luogo narrativo per eccellenza, un pretesto per mettere in scena l’intricatezza tutta moderna della classica tensione tragica tra vero e falso. Cos’è vero? Cosa non lo è? La pervasività filosofica di questo dilemma si rafforza con la presenza dei media moderni, dove spesso questa distinzione si fa tenue, leggera, impalpabile, si stempera in verosimile e falsificabile.
Diventa narrazione per antonomasia, con il suo bel contorno di buoni e cattivi, speranza e cinismo, eterodirezione e intenzionalità.

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28/10/2004

Come si fa un blog, un saggio manuale

di Antonio Sofi, alle 11:28

Come si fa un blog, di Sergio MaistrelloQui si scrive di Come si fa un blog di Sergio Maistrello, Tecniche Nuove, 173 pagine, 9,90 euro.

Quando Sergio Maistrello mi ha accennato al progetto del libro di cui sopra, la prima cosa che gli ho detto è che non avrebbero potuto scegliere persona migliore per l’arduo compito. L’uomo giusto al momento giusto.
Poi subito dopo ho pensato: non lo invidio.

Perchè scrivere un libro divulgativo sui blog è molto più rischioso di quanto, a prima vista, possa apparire. E’ un po’ come camminare in equilibrio su un filo; i rischi che si presentavano erano, banalmente, due: cadere da una parte o cadere dall’altra. Ovvero sprofondare nel baratro di una eccessiva semplificazione, diminuendo di molto l’inevitabile bassa emivita di un libro come questo, che tratta di tecnologie che vanno mille volte più veloce della carta stampata, o cascare nel precipizio di un linguaggio criptico da iniziati, che allontana i neofiti.

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25/10/2004

IPod story

di Ernesto De Pascale, alle 17:22

ipodFrancesca ed Isabel sono due bellissime bambine italo americane di sette anni. Sono bionde e sorridenti e amano la musica; Francesca va pazza per Joss Stone, Isabel per Avril Lavigne.
Entrambe non hanno la più pallida idea di cosa sia un cd nè un lettore.
Bensì conoscono benissimo un oggettino, tutto bianco, non più grande di un pacchetto di sigarette nel cui centro spicca un rotore che fa tutto: raccoglie la tua rubrica personale, prende appuntamenti per te ma soprattutto è un immenso archivio di canzoni che lui poi ordina secondo le tue personali richieste.

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25/10/2004

Pause off (siamo tutti faccisti)

di Antonio Sofi, alle 16:59

Ci siamo presi una piccola pausa senza particolari motivi. Per carità – non cade mica il mondo. Ma più di due settimane senza postare nulla di nuovo, in quasi due anni di vita, non era mai successo al vecchio caro Webgol. Il fatto è che il Bianda è più svizzero e incasinato che mai, io trotto tra Roma e Firenze. Eppure off line abbiamo messo in cascina un bel po’ di provviste per l’inverno del blog. Insomma cavoli vostri. Di seguito un pezzo sull’IPod di Ernesto De Pascale per Rosso Fiorentino (in anteprima qui); seguiranno segnalazioni fuori tempo massimo e altre frolloccherie. A inizio mese cambiamo tema.

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07/10/2004

Febbre (media) da cavallo (stanco)

di Antonio Sofi, alle 00:30

Bush e KerryDopo il primo tra i candidati alla presidenza, ho visto in diretta anche il dibattito tra vice-presidenti.
Poi, solo poi, ho scoperto che ne trasmettono una replica ad orari – italiani – più umani, su Cnn International.
Ma è un po’ come vedere una partita registrata – non c’è lo stesso gusto.
Alcune considerazioni.

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03/10/2004

Siamo tutti Eco, firmato blog

di Antonio Sofi, alle 00:01

bug!Ho letto con attenzione il pezzo di Claudia Maggini (una tra i pochi studenti, io li chiamo “gli ultimi dei mohicani”, che continuano a collaborare con noi anche una volta finiti i corsi – il che denota inequivocabilmente una forte propensione al masochismo) sul “Siamo tutti Veline”, firmato U. Eco. Frase che appariva prima di ogni stacco pubblicitario del programma “Veline” di Antonio Ricci, ma che mai era stata detta o scritta dall’eminente studioso, come lui stesso spiega. Tra l’altro, ma sono piccolezze, Eco afferma di non aver mai notato la scritta perchè distolto nell’attenzione dalle lungaggini del programma e dall’inizio di altre fiction su altre reti: quando invece, sempre se la memoria non mi tradisce, la frase campeggiava su sfondo nero, appunto, prima di ogni stacco pubblicitario. Penso sia una veniale diversione retorica per poter poi raccontare di esserne stato “informato” da amici, passanti, conoscenti.

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02/10/2004

Siamo tutti veline, firmato U. Eco

di Claudia Maggini, alle 22:25

veline“Veline”, il programma di Antonio Ricci che ha allietato le nostre calde serate estive (grazie a Dio), giunge al capolinea. Evviva! Hanno trovato la bionda e la mora, girando le piazze di mezza Italia.
Credo che tutti, più o meno, abbiano espresso la propria opinione socio-psico-culturale sulla trasmissione: cosa spinge queste giovani donne a presentarsi in frotte ai provini? La facile scorciatoia per il successo? Il possibile matrimonio con un calciatore? Come spesso accade in Italia, c’è il partito dei “pro” e quello dei “contro”. Addirittura a Gubbio, che ha ospitato una fase delle selezioni, si è formato un comitato composto da mamme, suore e preti contro queste sculettanti ragazze in abiti succinti. Loro, le veline a Gubbio proprio non ce le volevano.

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