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29/09/2004

Wood-stuck in sixties?

di Ernesto De Pascale, alle 18:44

[Continuiamo a latitare, per motivi diversi. Poco male, come giĂ  detto – ci viene in soccorso Ernesto con un piccolo racconto della Woodstock di questa estate (e di tante fa). Meglio di così, difficile. Grazie a lui, come al solito. Il titolo è mio, non ho resistito – Ernesto mi perdonerĂ . :) as]

woodticket2.jpgPer celebrare i 35 anni del più celebre festival musicale degli anni sessanta, oggi a Woodstock si sostiene la nuova musica e presso il Bearsville Theatre i migliori artisti del New England si esibiscono sotto l’occhio vigile degli eroi della kermesse che si tenne dal 14 al 16 Agosto 1969 presso la proprietà di Max Yasgur.
Ritchie Havens, Country Joe, John Sebastian, Garth Hudson di The Band, il gruppo di Bob Dylan, Melanie e altri di quelli si intrattengono con i componenti delle nuove band con quella dimestichezza e quella confidenza che permise al festival di allora di non tramutarsi in una parata di egocentrici.

Woodstock era e rimane molto più di quei tre giorni e del suo milione di ospiti; era e rimane il centro di un movimento artistico nato nell’ottocento dedito alla scultura, al mosaico del vetro e soprattutto alla pittura con uno stile chiamato Hudson River Valley Painting, dal nome dell’ampio fiume che scende fino a Manhattan i cui landscapes mozzafiato ispirarono molti acquerellisti.

La musica era e, oggi non di meno, resta parte dell’aria che si respira a Woodstock: “un’aria unica e speciale”, come cantavano le parole della canzone che la cantautrice canadese Joni Mitchell scrisse e che divenne inno del festival. Ma quello del 1969 non fu il primo nè l’ultimo di una lunga serie di eventi che oggi si ripetono e che, invece di raccogliere nomi altisonanti, chiama raccolta l’attenzione di tutta la scena underground della costa est.

Il merito del rinnovamento è da ascriversi alla lungimiranza di Albert Grossman, manager di Bob Dylan, che nel millenovecentosettanta per riassettare l’area ancora scossa dall’invasione di troppi giovani munì la zona di teatri, ristoranti, alberghi e impiantò proprio lì una delle, oggi, ultime gloriose stazioni radio indipendenti d’America, WDST, la cui voce è ancora eco delle celebrazioni e punto riferimento per la buona scena musicale emergente.

C’è molta tranquillità e civiltà a Woddstock oggidì: nella piazzetta principale hippies di una volta e della nuova leva s’incontrano, nota di folklore pacifico, ma sono soprattutto le librerie come “the Golden Notebook” con la più completa sezione dedicata alla storia artistica delle Catskills Mountains, l’area boschiva di cui Woodstock fa parte, polmone verde nel New York State, a destare attenzione ed ad attrarre gli studiosi e i turisti.

Alcuni di questi visitatori oggidì danno l’impressione di non sapere cosa stanno cercando e tentano di seguire le tracce invisibili di un percorso che l’America celebra con rispetto e passione, ma senza tante più domande, mentre i più si affaccendano nelle cose artigianali della attività quotidiana poichè Woodstock è la patria di un artigianato ancora alto e maturo dove vince il buon gusto e che vale la pena indagare e scoprire.

Dalle radio delle macchine che attraversano lentamente la piccola cittadina echeggia adesso una vecchia canzone che WDST sta suonando spesso in questi giorni e il cui testo ci ricorda che un artista non si guarda indietro; si intitola “She Belongs to Me”. E’ una canzone scritta e cantata da Bob Dylan, colui che nella piccola comunitĂ  dello stato di New York ci arrivò molto prima di quella tre giorni di pace, amore e musica e molto prima se ne andò.

L’unico, guarda caso, che a Woodstock in quel weekend dell’agosto 1969 non ci mise neppure piede ma del quale tutti, oggi qui riuniti, parlano usando i verbi al tempo presente a dimostrazione che lo spirito di anticonformismo di quella estate aleggiava in questa gente già da un pò e non è ancora andato perduto.


  • IPod story

  • 3 Commenti al post “Wood-stuck in sixties?”

    1. Giuly
      settembre 30th, 2004 15:15
      1

      Non è il caso di interrompere la latitanza?

    2. Lo Stregatto
      ottobre 2nd, 2004 12:17
      2

      Miao miao….

      Venite tutti a trovarmi?!

      Un sorriso enigmatico

      Lo Stregatto

    3. hippy
      gennaio 3rd, 2006 21:23
      3

      WOODSTOCK e`emozione, fratellanza, amore, liberta`, espressione, civilta`, magia…

      tutto questo oggi non esiste piu`, per la mentalita incapace dei giovani d`oggi…

      WooDstoCk riusci` veramente a cambiare qualcosa………..IL MONDO!!!!!!!!

      W TuTTi QueLLI che CI CrEDono AnCoRa,
      Che Credono anCOra iN un MiGliorAmeNtO Per un MoNdO inDeGraDo.

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