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Post scritti nel settembre, 2004

29/09/2004

Wood-stuck in sixties?

di Ernesto De Pascale, alle 18:44

[Continuiamo a latitare, per motivi diversi. Poco male, come giĂ  detto – ci viene in soccorso Ernesto con un piccolo racconto della Woodstock di questa estate (e di tante fa). Meglio di così, difficile. Grazie a lui, come al solito. Il titolo è mio, non ho resistito – Ernesto mi perdonerĂ . :) as]

woodticket2.jpgPer celebrare i 35 anni del più celebre festival musicale degli anni sessanta, oggi a Woodstock si sostiene la nuova musica e presso il Bearsville Theatre i migliori artisti del New England si esibiscono sotto l’occhio vigile degli eroi della kermesse che si tenne dal 14 al 16 Agosto 1969 presso la proprietà di Max Yasgur.
Ritchie Havens, Country Joe, John Sebastian, Garth Hudson di The Band, il gruppo di Bob Dylan, Melanie e altri di quelli si intrattengono con i componenti delle nuove band con quella dimestichezza e quella confidenza che permise al festival di allora di non tramutarsi in una parata di egocentrici.

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24/09/2004

Hyde Park after dark II

di Massimo Bressan, alle 18:46

Alcuni dipinti murali in un quartiere di Chicago
(seconda parte – la prima è qui)

55th, Hyde Park, Chicago, murale di Yasko, foto di Bressan - clicca per ingrandireLa storia dei murali di Hyde Park comincia con l’intervento di Caryl Yasko sulle pareti di cemento del sottopasso che si trova all’altezza della 55a strada. Il titolo dell’opera è “Under City Stone“, era il 1972.
Caryl invitò i passanti a collaborare. Vi parteciparono oltre 40 residenti, una decina con perseveranza.
Il tema della raffigurazione trae ispirazione da una poesia di James Agee, Rapid transit. La poesia nacque da una delle incursioni nella vita dei cittadini americani che lo scrittore e il fotografo Walker Evans inventarono e realizzarono a partire dalla metà degli anni ’30.
Proprio in quegli anni Evans iniziò a stazionare, defilato, nei passaggi della metropolitana di New York, fotografando gli ignari viaggiatori. I suoi appostamenti si ripeterono con discontinuità per alcuni anni. La raccolta dei ritratti si chiama Rapid Transit, come la poesia dell’amico.

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23/09/2004

Giornalismo multiculturale

di Antonio Sofi, alle 21:45

Noordwijkerhout, Olanda.
Una cittadina che fai prima a visitarla che a pronunciarne il nome.
A dieci chilometri da Leiden, a nord dell’Olanda.
Pare ci sia il mare, da queste parti, ma non posso fornire prove inappellabili.
Da questa mattina siamo rinchiusi nel convention center di Leeuwenhorst, per la conferenza internazionale Tuning in to Diversity‘, organizzata da Equal Media e OnLine – More color in the Media, piu’ una miriade di altre eterogenee organizzazioni da tutta Europa.

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23/09/2004

Hyde park after dark (I)

di Massimo Bressan, alle 10:10

Alcuni dipinti murali in un quartiere di Chicago
(prima parte)

53th, Hyde park, Chicago, foto di Massimo Bressan - clicca per vederla più grandeIl quartiere di Hyde Park, compresa la sua appendice settentrionale, Kenwood, è delimitato a oriente dal grande lago Michigan e a ovest dal Washington Park – dove ha sede il Du Sable Museum of African American History. L’area si estende dalla 47a alla 61a strada, dove si interrompe il susseguirsi delle sedi dei Dipartimenti, servizi e residenze della Università di Chicago, e il South Side riprende la caratteristica popolare di quartiere afroamericano, privo di significativi investimenti pubblici e privati, con ampie aree dominate dalla devianza e dall’illegalità.

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22/09/2004

Un quarchio per un murale

di Antonio Sofi, alle 16:43

Due (tre) piccoli appunti.

1.
Il tema “giornalismo” stenta a partire per come l’avevamo pensato (colpa nostra), e, per ora, si sta ibridando con belle storie di luoghi, e di cittĂ . Meglio così: con un blog ti puoi permettere di seguire le cose che succedono. Anzi, forse, devi – pena diventare altro. Storie che, con un pizzico d’orgoglio e molto stupore, ci onoriamo di pubblicare in anteprima. Come quella di Celebration di Ernesto De Pascale, e come la prossima su un quartiere di Chicago, a firma di Massimo Bressan.

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21/09/2004

La cittĂ  con svista

di Tracciamenti, alle 12:56

[Scoviamo e pubblichiamo, per gentile concessione dell’autrice, una lettera aperta al post di De Pascale su Celebration. as]

Vado a rispolverare il catalogo del Giappone alla Biennale di Venezia 2003, Eterotopie, e proprio all’inizio dell’introduzione trovo un interessante gioco di definizioni, che pare perfetto per dare un’intelaiatura di riferimeno a queste mie/nostre riflessioni.

Eterotopia = un organo, o una sua parte, ubicato in una posizione anomala, e il cui tessuto strutturale non si trova nel suo posto normale. […] in contrasto con il termine utopia, con il suo significato simbolico di luogo ideale che non esiste da nessuna parte, eterotopia indica invece un luogo reale ubicato da qualche parte, sia essa ideale o no.
[Yuko Hasegawa – dall’introduzione al catalogo]

Celebration, FloridaNel prendere in considerazione questi due termini, apparentemente opposti, mi viene da pensare che Celebration, così come Pleasantville o Seahaven, la cittĂ  di The Truman show (che ha come modello di riferimento Seaside, villaggio balneare realizzato nel 1978 in Florida su progetto di un team di architetti d’impostazione postmoderna) costituiscano una sorta di ossimoro, dove il luogo dell’utopia diventa per paradosso la vera eterotopia che sfugge a tutte le regole reali del sistema e prescinde le caratteristiche (piĂą o meno buone) tipiche delle nostre cittĂ  contemporanee.

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19/09/2004

Mancinismi

di Jest, alle 17:13

«Adriano e Vieri hanno caratteristiche molto simili:
se tutti e due tirano di sinistro qualche problema può esserci.»
Mancini, allenatore dell’Inter, al Corriere dello Sport, 6 Settembre 2004

«Si continua a dire che Adriano non può giocare con Vieri […]»
Mancini, alla Repubblica, 18 Settembre 2004

Gigi Riva e Roberto BonisegnaChissĂ  se potrĂ  capitare di assistere a una discussione seria sulla coppia di attaccanti nerazzurri.
La questione, da un punto di vista tecnico, mi pare abbastanza interessante, ma in tv e sui giornali è visitata in chiave politica, come se le mosse di Mancini fossero frutto di estenuanti trattative simili a quelle dei vertici dell’Ulivo.
Non essendomi laureato a Coverciano mi sottraggo dall’ardua sentenza sulla possibile coesistenza di “due grandi campioni, meglio averli entrambi perché i giocatori forti non creano mai problemi, sono un patrimonio del nostro calcio” (dichiarazione collage di sei o sette opinionisti del fine settimana).

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17/09/2004

Un velo all’ordine V

di Enrico Bianda, alle 08:12

cultura.jpg E’ morto Giovanni Raboni.
Ne parlano tutti.
Scelgo una poesia d’amore, per la sua giovane poetessa, compagna di vita, Patrizia Valduga.
La pubblica Il Giornale.
(di seguito)

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16/09/2004

Celebration, citta perfetta. Tra Topolinia e il Truman Show.

di Ernesto De Pascale, alle 18:43

[Aprendo il tema giornalismi, non ci aspettavamo certo veri e propri reportage. E invece ci arriva questa meraviglia da Ernesto De Pascale. Onorati pubblichiamo e ringraziamo. Nei prossimi giorni – coincidenza? – altri racconti dall’America. as]

Celebration Avenue, foto di Ernesto De Pascale - clicca per ingrandireQuando nel tardo 1964 Walt Disney inaugurò il Walt Disney World di Orlando in Florida si impose come l’operatore finanziario più lungimirante della zona paludosa che circondava una città fino ad allora dormitorio per le centinaia di migliaia di emigrati messicani venuti a cercar fortuna in America raccogliendo le famose arance della Florida.

Disney World si risolse, e continua ancor oggi su quella scia come la gallina dalle uova d’oro della corporation, nel nome di quella land of hope and glory che gli americani amano celebrare ogni meno che non si dica. Disney, o forse è meglio dire i tipi della Disney, visto che Walter morì il 14 dicembre 1966 a soli 65 anni, vide bene avanti acquistando tutti i 27.500 acri a disposizione senza badare al risparmio visto che i 160 acri acquistati a Los Angeles, e tramutati in Disneyland, si erano dimostrati insufficienti per gli scopi prefissati e che il costo dei lotti locali – una zozza palude ben lontana da qualsiasi risorsa commerciale – era poco più di un tozzo di pane.

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16/09/2004

Un velo all’ordine IV

di Enrico Bianda, alle 09:45

cultura.jpg Giornalismi è il tema che seguiremo da quì a qualche settimana (e conoscendoci quando ci prendiamo gusto è dura mollare l’osso, per cui rassegnatevi). A questo proposito, questa mattina uno dei decani del giornalismo italiano ed in particolare di Repubblica (ricordo ancora il bellissimo viaggio a New York solo per fumare l’ultima sigaretta in un bar di Manhattan poco prima che il divieto si estendesse ai locali notturni, dove è comunque notte qualsiasi ora sia) ci riporta indietro di centocinquant’anni: Sandro Viola infatti in due pagine della cultura di Repubblica ci racconta della guerra al tempo del telegrafo.

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15/09/2004

Un velo all’ordine III

di Enrico Bianda, alle 10:26

cultura.jpg Scorrendo le pagine dei quotidiani questa mattina ho trovato alcune cose interessanti, alcune insostenibili altre di routine.
Tra le cose insostenibili vorrei non esser frainteso: La Stampa infatti propone una corrispondenza da Ginevra di Giovanni De Luna, dal titolo Negli archivi dell’orrore. In centinaia di migliaia di foto, conservate dalla croce rossa a Ginevra, il lato oscuro del Novecento.

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14/09/2004

Rumiz, la sana meraviglia, il prossimo viaggio

di Antonio Sofi, alle 18:12

I giornalisti sono ignoranti, anzi devono esserlo, per non farsi sommergere
dagli eventi e per conservare un po’ di sana meraviglia verso la vita.
In compenso, imparano in fretta ciò che non sanno.

Paolo Rumiz in un commento su webgol

tre uomini in bici, vignetta di AltanAllora, facciamo un po’ il punto, chè è passato un po’ di tempo. Il fatto è che abbiamo dovuto riprenderci dall’emozione. Dunque.

Assunto numero uno: Paolo Rumiz, inviato di Repubblica, è (per noi) Il Maestro. Non si discute.
Assunto numero due: l’estate non è vera estate senza uno dei suoi viaggi narranti. Ne abbiamo scritto, quasi un mese fa, e proprio nel bel mezzo del suo ultimo reportage estivo, in barca a vela da Venezia a Lepanto sulle tracce della famosa battaglia.
Assunto numero tre: dopo la diagonale balcanica in bici da Trieste a Instanbul (primo anno), il viaggio in seconda classe nel profondo dell’Italia profonda, come fosse la Transiberiana (secondo anno), la fuga sulle Alpi, spesso lento pede (terzo anno), e, infine, il viaggio in barca a vela di quest’anno, la domanda, direbbe qualcuno, sorge spontanea: e il prossimo anno?
* [digressione – che però metto nei commenti]

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14/09/2004

Un velo all’ordine II

di Enrico Bianda, alle 10:02

cultura.jpgNote dalle pagine culturaliMarco D’Eramo, Saskia Sassen e una storia che ripercorre il massacro di Sabra e Chatila. Questa mattina Il Manifesto è particolarmente ricco.

Una lettura trasversale delle pagine culturali questa mattina mette in evidenza uin particolare un tema: la democrazia e le forme di espressione. Ne parlano anche La Repubblica con un’intervista a Saramago e Il Corriere della Sera affrontando gli “Stati generali dell’editoria”, “un metodo per rafforzare l’identità nazionale”.

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13/09/2004

Un velo all’ordine

di Enrico Bianda, alle 11:08

cultura.jpgNote dalle pagine culturali – Di parafrasi in parafrasi, raccogliamo la sfida auto inflittaci per parlare di giornali, ed in particolare di pagine culturali. Croce e delizia per tutti noi.
Ogni mattina per una settimana proviamo questo esercizio: tanto a me tocca leggermeli tutti uguale, conducendo una rassegna stampa alle 8 del mattino. E’ il mio solito turno detto della miniera, sveglia alle 4 ed in onda alle 6. Quindi visto l’onere del tema, via, diamo un’occhiata a queste pagine. Solenni e vituperate, ricche e marchettare. Vedremo come e vedremo dove. Il quando sarà ogni giorno.

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10/09/2004

Il giornalismo secondo Maus

di Maus, alle 00:14

giornalismo, di Maus - http://maus.splinder.com
Clicca sull’immagine
per ingrandire

by Maus