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27/07/2004

Guardia sinistra. Gancio. Montante. Diretto, K.o.

di Proserpina, alle 08:01

Foto di Proserpina - precisazione: sono fasce di allenamento non guantoni - clicca per ingrandireGuardia sinistra.
Il sacco rosso all’inizio sta fermo. Non si muove, è lì, a volte dondola leggermente, ma è fermo ad aspettare. Ad aspettarmi.
Ho le mani inguainate. Di solito preferisco il rosso, ma c’è anche il blu, il nero, il giallo. Preferisco il rosso perché si confondono con il sacco e non le vedo più. Le mani. Quelle che almeno una volta ti si spaccano e lasciano colare rivoli di sangue, anch’esso rosso. Rosso come la rabbia, come la passione.
La boxe è un colore, il rosso.

Gancio.
Ho provati tutti gli sport. Il mio primo amore è stato il tennis, fino a quando non sono caduta in ginocchio, con un legamento danneggiato, sul campo ocra. Ho cercato consolazione nella danza, nella pallavolo, nel calcio, nella mountain bike, nel nuoto, nel funky, nulla. Fino a quando non ho scoperto il fascino della fatica, del dolore, della forza e quell’estasi del contatto con il sacco.

La rabbia, la paura, il disprezzo, l’amore, il dolore, i dubbi, il rancore, la volontà, l’ambizione, la tenacia, la voglia di essere, la felicità, tutto si racchiude nei colpi, nella precisione con cui si colpisce, gancio, diretto, montante, e il sacco non si muove che lungo la linea retta che va da te ad un punto indefinito, deciso dalla tua forza. Ed ancora, colpire più forte, diretto, schivare, piegare le ginocchia, non oscillare troppo, guardia frontale, gancio, diretto, gancio, cross, cambia, guardia destra, cross, ancora, colpire, gancio destro, schiva, difesa, cambia guardia, montante sinistro…

Sapete cos’è il Footwork? E’ una cosa incredibile, è il lavoro dei piedi.
Lavorare di piedi è, infatti, fondamentale. Vuol dire entrare ed uscire dalla guardia avversaria e gestire la propria guardia. Fateci caso, accendete la tv ed osservate i movimenti durante un incontro. E’ affascinante il coordinamento tra distanza, tempo e velocità che caratterizza il boxer durante il combattimento. E’ analisi. Il footwork nasce dall’analisi dei movimenti propri e dell’avversario. Anche perché riuscire a proteggere il volto dai colpi dell’avversario è necessario, e grazie al movimento coordinato dei piedi e alla capacità di spostamento del tronco del corpo, dei fianchi e della testa stessa, questo è possibile.

Foto di Proserpina - precisazione: sono fasce di allenamento non guantoni - clicca per ingrandireIl bilanciamento del colpo è essenziale per la riuscita del colpo. Ma forse in pochi sanno come nasce un colpo: parte dai fianchi, poi si sposta sulla spalla e con una linea dritta che attraversa il polso (che a sua volta rotea, altra caratteristica della boxe), si scaglia contro l’avversario, o contro il sacco.
Cosa succede allora? La mano scarica la forza del colpo, le falangi sentono il peso, si piegano, resistono, sopportano, si oppongono. I guanti servono a questo: a non rompersi le falangi. Perché il colpo della boxe non pesa sulle nocche delle mani, come erroneamente si pensa, ma sulle falangi. E un colpo deciso dato a mano nuda fa male, davvero male. I guantoni servono appunto ad evitare che le falangi, che sono ossa molto fragili e molto piccole, si possano spezzare. E’ paradossale, ma le ossa del volto sono molto più forti e resistenti agli urti di quelle delle mani.

Quindi, se vi improvvisate boxer e iniziate a tirar pugni in un locale, fate attenzione a dove mirate: rischiate di farvi male.
Ecco, a proposito di pugni nei locali, la boxe nasce proprio nelle strade e nei locali notturni dove le risse erano all’ordine del giorno. Dal successo di queste risse, che spesso si spostavano al centro della sala attirando un capannello di gente, un vero e proprio pubblico, è nato il ring, sono nate le regole, è nato lo sport.

Montante.
Io sul ring non ci sono mai andata. Non ho mai toccato un volto con il mio pugno, ho solo imparato ad amare il sacco come fosse il mio avversario.
Sul ring non bisogna odiare, non ha senso. Non è una rissa da bar, ma una disciplina che prevede competizione, agonismo, tenacia. Se dai un pugno con odio non stai facendo boxe, ma violenza.
Confesso, a volte al mio sacco ho dato un volto, un nome, un profumo, una voce, ma mi son solo messa alla prova per abbattere mostri, ossessioni, paure.
E’ così che la boxe non mi ha mai messa k.o., ed anzi mi ha dato la forza di.

Ogni volta che torno al rosso dei miei guanti, in knock out ci va solo tutto quello che ho messo dentro il sacco e, così, distrutto per sempre.
Diretto, k.o.


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  • 7 Commenti al post “Guardia sinistra. Gancio. Montante. Diretto, K.o.”

    1. Effe
      luglio 27th, 2004 12:35
      1

      sport molto amato, prima di perdere il conto delle sigle.
      Forse stupisco della Pros a mani bendate.
      Forse no.

    2. Proserpina
      luglio 27th, 2004 12:57
      2

      Riservo un sacco di sorprese. Che roba.

    3. reginadelsole
      luglio 27th, 2004 13:32
      3

      La mia mano destra è sempre gonfia dopo un incontro,11 once e non 16, 11 once per sentire, sentire me l’avversario senza troppa profilassi, sentire che un pugno può far male anche a chi lo dà, non solo a chi lo riceve…se il sacco è un corpo umano a lottare siamo in quattro, io contro di me e i miei demoni, e contro l’altro,l’altro contro se stesso e contro me..e i demoni interni si chiamano paura, rabbia, voglia di vincere e di non essere (ab)battuti,sensi di colpa, paura di riuscire…contro un sacco inerte, che non pulsa, che non ti guarda in faccia, che non suda e impreca, tanta lotta diventa fittizia..

    4. polenta
      luglio 27th, 2004 15:15
      4

      la prima reazione è stata quella di dire: ma.. ma… questo non è uno sport! non esiste la disciplina del picchiailsacco.
      però alla fine capisco che è anche meglio, è disciplina per l’anima, è destrutturazione delle scorie del superfluo emotivo. e mi piace.
      anche se resta quella vocina stizzosa che mi scalcia le caviglie e ripete che non è uno sport. fortunatamente questo non modifica il fatto che mi sono goduto con piacere il racconto. complimenti.

    5. MassimoSdC
      luglio 28th, 2004 15:51
      5

      Al sacco preferisco la busta delle lettere, al boxer il rottweiler. E dire che il mio dentista è un pugile.

    6. jacopo
      maggio 10th, 2007 13:57
      6

      un po di riscaldamento…per far vedere a te stesso che sei quasi pronto…ma ti trattieni…qualcosa ti dice di rallentare, di trattenere le tue energie…poi alzi lo sguardo e vedi il sacco la in fondo alla stanza…fermo…solido.
      Metti le fasce…le stringi bene, uno due tre giri in torno al polso per renderlo tutt’uno con l’avanbraccio…quattro cinque giri.Ripeti la stassa cosa con la destra…e il sacco è sempre là in fondo…ad aspettarti…ti carichi, cerchi di concentrarti, di ripetere i colpi dentro di te”muovi il bacino, piegha il ginocchio d’appoggio,tira in dietro il braccio e poi liberi un colpo a vuoto…è il momento…la tuo odio troverà vendetta,la tua rabbia troverà sfogo…e il sacco sarà la tua vittima…

    7. Davide
      gennaio 14th, 2009 23:18
      7

      Cavoli, bel post complimenti, mi ha preso!

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