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21/06/2004

Attaccare le figurine (al chiodo)

di Antonio Sofi, alle 16:22

Baggio sul cellulare da www.panini.itScrive Leonardo che i giocatori di ieri sembravano più adulti, uomini, giganti (Bruno Conti, Franco Baresi – io aggiungo Beppe Furino, un vecchio più che un adulto). Quelli di oggi sembran pupetti, bambocci (a partire da Paolo Maldini, ad arrivare a Totti).
E’ il punto di vista di chi è cresciuto, e ha spesso sopravanzato in età buona parte dei calciatori professionisti? Forse. Tra l’altro io mi sono accorto, crescendo, che uno dei miei metodi di comparazione anagrafica era la breve parabola dei giocatori professionisti. Arrivi ad una certa età che, pur volendo, non potrai mai più giocare in nazionale: e lì vuol dire che sei vecchio. Per modo di dire, ovviamente.
Ma forse non è solo un problema di soggettività, di punti di vista, questa immaturità percepita dei giocatori d’oggi. Ma di un eccesso di visibilità. Scrive Leonardo (ma il post lo consiglio tutto):

Bene, ho trovato il colpevole perfetto: il Grande Fratello. La ripresa televisiva moderna, invasiva e pervasiva, che ci rende tutti più patinati e più immaturi. È colpa sua se non vinceremo mai la Coppa del Mondo dei nostri papà (e nemmeno gli Europei). I nostri genitori probabilmente non erano dei santi, né dei campioni di eleganza: ma quando posavano per una foto si presentavano eleganti e ben pettinati. Così anche in campo, dove si picchiavano con meno complimenti di noi: ma il montaggio, compiacente, filtrava e ci restituiva un’immagine di uomini adulti e responsabili. Ma oggi la telecamera sempre in diretta restituisce ogni vaffa, ogni sputo. Tira fuori il peggio da ognuno di noi, perché è quel peggio che ci piace guardare. O no?

Il montaggio compiacente. Nonchè una iconografia statica e figurinizzata, da sguardo duro e mascella tornita: mitizzante. Un bel pezzetto di calcio mitico potrebbe essersene andato via per sempre insieme alle figurine Panini. Quelle cartacee.
Chissà che non ritorni con le figurine da scaricare dal cellulare (vedi immagine sopra). Sarà difficile attaccarle sul diario, ma non si può voler tutto.


  • E’ il web 2.0, bellezza
  • Sale cinematografiche
  • Interisti con consecutio
  • Nonluoghi e resilienza (una gran bella parola)

  • 6 Commenti al post “Attaccare le figurine (al chiodo)”

    1. jest
      giugno 21st, 2004 18:06
      1

      per quello che riguarda i miei idoli d’infanzia dico che molti erano nati durante la guerra o appena dopo. E quindi son cresciuti con facce diverse dai superestrogenizzati venuti su negli anni ’70

    2. Antonio
      giugno 21st, 2004 20:38
      2

      Ripreso da da http://azioneparallela.splinder.it/1087744082#2384228

      “Preferiamo non prendere in considerazione l’insulsaggine e la rozzezza dei commenti che gli atleti pronunciano a fine gara, o non immaginare che razza di inaridimento della propria vita mentale potrebbe portare a pensare davvero nella maniera semplicistica in cui sembra che pensino i grandi atleti. Fate caso al modo in cui ‘ “ritratti personali dietro le quinte” degli atleti si sforzano il più possibile di trovare prove di vita umana a tutto tondo – attività e interessi esterni esterni, opere di beneficenza, valori oltre lo sport. Ignoriamo l’evidenza, cioè che molto di questo sforzo è una farsa”

      (D. F. Wallace, Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più), Minimum fax, 1999, p. 295).

    3. claudia
      giugno 21st, 2004 20:47
      3

      A metà anni ottanta tutti i bambini, più o meno grandi, facevano la raccolta delle figurine Panini. Anche adesso esistono, ma quel culto, quello del “ce l’ho, ce l’ho,mi manca” è scomparso. Credo che questo sia dovuto proprio a quello che dicevi tu antonio, al fatto che i calciatori godono di visibilità eccessiva. Prima c’erano solo “Tutto il calcio minuto per minuto” e “novantesimo minuto”. Li vedevi lì i giocatori, e basta. E sull’album Panini: io riesco a ricordare molte più facce e più nomi dei calciatori degli anni 85/90 rispetto a quelli di adesso.
      E concordo anche sul fatto che sembrino tutti pupetti e bambocci: guardate una foto di Bergomi ai mondiali dell’82, era un bambino, ma dimostrava almeno dieci anni in più!

    4. tt
      giugno 21st, 2004 21:25
      4

      E poi i campioni di ieri ( mi vengono in mente Mazzola, Facchetti, Rivera, solo per il calcio) qualcosa dopo lo sport da professionisti l’hanno combinata, nella vita. Sinceramente mi riesce difficile immaginarmi totti impiegato. Ma li pagheranno così tanto per essere sicuri di evitare che entrino poi nel mondo del lavoro?

    5. carnefresca
      giugno 21st, 2004 21:53
      5

      è non ci sono più i bravi ragazzi di una volta, guardare per credere, questa intervista a palanca (http://www.palancaedintorni.com/art_palanca11.htm ) del ’75: fidanzata, gol e diploma di ragioniere. eh:-D

    6. Antonio
      giugno 21st, 2004 22:41
      6

      Claudina: diamo a Leonardo ciò che è di Leonardo. L’intuizione della visibilità è sua. Io ho solo vigorosamente assentito :)
      Bergomi! Certo… un perfetto, forse l’ultimo esempio di giovane-vecchio
      tt: immagino a questo livello avranno pochi problemi. io mi sono sempre chiesto dei diversificati destini dei giocatori professionisti ma non di categoria (serie B, C). Bisognerebbe farci una ricerca… :)
      carnefresca: http://www.palancaedintorni.it va a finire diritto nei miei bookmark :) Per esempio Palanca “pari-na-molla” ha aperto un negozio di abbigliamento in quel di Camerino. :)

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