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19/06/2004

Io, quello lì? Mai visto e conosciuto.

di Antonio Sofi, alle 10:46

Un po’ di tempo fa scrivevo di come i blog, grazie alla periodicità più o meno quotidiana dell’aggiornamento, potessero essere uno strumento potentissimo di costruzione identitaria.

«I blog sono forse anche un modo per puntellare identità. Per tener traccia di sè. E se forse (ma non sono sicuro) non sono nati per questo, a questo servono, o potrebbero servire o serviranno, accessoriamente.
I blog, a maggior ragione quelli personali, che tengono traccia delle cose della vita, di ciò che si pensa e si fa, modificano il rapporto che si ha con il passato. Con il proprio passato. Comincia ad esserci in giro gente che ha un blog da uno, due, tre anni. In cui ha scritto ciò che ha fatto o pensato, giorno dopo giorno. Chi mai si potrebbe ricordare tutto così nettamente e precisamente?»

Allora inutile far finta di niente.
Facciamo che prendo appunti, e provo a ricordarmi di tutti quelli che ho avuto il piacere di incontrare in queste ultime settimane di incontri blog-related (i weblog e la nuova sfera pubblica a Napoli, e Blog ergo sum – individui, idee, politica a Roma).
Una lista in ordine alfabetico, per inchiodarli alle loro responsabilità: affinchè nessuno di loro possa dire di me, nel caso, “io quello lì mai visto e conosciuto”.
Mi sono dato il limite di considerare solo chi ha un link internet sennò non la finivo più.

In ordine alfabetico, inizio da quelli che ho incontrato due volte:

Carlo “Ubik”, piacevolissimo compagno di viaggio mattutino sul treno Roma-Napoli, è stato testimone di una triste scelta dettata dalla fame: caffè annacquato e Buondì dal carrellino di bordo. Prima che mi possa ricattare in futuro lo ammetto io: il Buondì m’è piaciuto.
Davide Bennato, esimio studioso, piacevole compagnia e quasi-concittadino. Il prossimo convegno inter nos si svolgerà sulle coste calabre.
Francesca Conti, con la quale condividiamo una passione smoderata per Daniela (ma lei l’ha conosciuta e io no).
Giuseppe Granieri, che ha la capacità di farsi ascoltare con piacere sempre e dovunque, nonostante a Roma avessimo scelto per un caffè il bar più rumoroso dell’intera area metropolitana. E che comunque, pur di non inserire la categoria “sport” nel suo meraviglioso Blog Aggregator, adduce futili scuse (futilissime: dice che lo cambierà completamente).
Rosanna De Rosa, chioccia appassionata di un manipolo di giovani studiosi su www.politicaonline.it, che consiglio vivamente a chi si interessa di questi temi. A Roma ha presentato uno schema interpretativo per valutare i fenomeni politici in rete, molto molto interessante che spero avrà modo di presentare al più presto, sul blog o altrove.

O a Napoli o a Roma:

Antonio Montanaro, che ha dentro tutto il bello di Napoli, senza nemmeno un po’ del brutto. Uno che vedi per la prima volta e ti vien voglia di abbracciare.
Beppe Caravita, che a Napoli, in piena campagna elettorale, aveva sostituito il più usuale “Ciao” con un più consono “No Urbani!”, e così salutava e si accomiatava da chiunque passasse vicino alla sua sfera energetica. Un mix emozionante di milanesità e napoletanità, rigore morale, generosità, passione. Next time will be the right one, Beppe.
Cesare Lamanna, conterraneo e neo-romano, l’unico che conosco che riesce a parlarti di programmi che necessitano almeno di un giga di ram altrimenti non funzionano benino e farti appassionare.
Carlo Berardelli, che gira con una mazzetta di giornali che gli esonda dal braccio e che mi ha regalato un pensiero di pura speranza: dice che lo fa perchè gliela rubano dal bauletto della moto. Che ci siano in giro ladri che scassinano bauletti per rubare quotidiani è una notizia che ha del commovente.
Gaspar Torriero, gentile, dall’ironia tagliente. Condividiamo una certa difficoltà nel commentare i post altrui: lui dice che ci mette tanto, ma poi non lo batte nessuno.
Gino Roncaglia, dal quale c’è sempre da imparare.
Hotel Messico, che millanta di essere l’ultimo blogger occidentale a bloggare da un 486. Io ho riso 10 minuti quando me l’ha detto, ma ora ci credo poco e voglio le prove.
Jacopo De Michelis e signora, il primo ancora mi deve dire del caso marsiliano di marketing virale analogico (si potrà dire così? – comunque ho anche prova fotografica)
Joi Ito e Loic Le Meur, quest’ultimo, in una discussione con Caravita sui luoghi più adatti per la comunicazione politica in rete, afferma “Beppe, il forum è morto”. Può darsi. O forse s’è solo trasferito nei commenti del blog.
Luca Ajroldi, con il quale non ho avuto, nolente, tempo di scambiare due chiacchiere. Me le tengo buone per la prossima volta.
Luca Pandemia, che non conoscendolo, in piena conferenza dopo una domanda, gli ho chiesto di identificarsi con un link. Ci vorrebbero i cappellini con permalink.
Luca De Biase, eccezionale relatore, lucidissimo analista.
Massimo “Salto del Canale”, metà uomo e metà frog, uno e trino, incorruttibile: ho cercato di estorcergli informazioni su Rufus senza riuscirvi.
Nicola Zamperini, che temendo la mia promessa/minaccia di invitarlo sul palco e chiedergli un’opinione su una cosa qualsiasi scelta a caso, si è presentato con un ritardo di quattro ore. La prossima volta, però, non mi frega e lo invito a cena.
Paolo Valdemarin e signora, che a Napoli hanno salvato la mia borsa da un bagno sudicio. Con Paolo avanziamo ancora una fumata di pipa e una suonata digitale.
Piero Macchioni, che è sempre una gioia rivedere, maestro della nobile “arte del fugone del giornalista”, mutuata dalla tecnica borbottante di Tognazzi in Amici Miei I: scuotere la testa, biascicare parole incomprensibili, dondolare la mano a palmo aperto come per dire “non ti posso spiegare ora”, e prendere velocemente la via della porta. La prossima volta lo inchiodo alla sedia.
Sergio Maistrello, una persona meravigliosa, che dopo di lui hanno gettato lo stampino e non ne fanno più. Sai di quelle persone che ti sembra di conoscere da sempre?
Quarky, cui ho scroccato un passaggio in macchina e che non sono riuscito a rivedere il giorno dopo. Ma lui aveva la scusa migliore del mondo.

Poi c’è Derrick De Kerchove, uno che ogni cosa che dice ti apre un piccolo mondo. All’inizio del convegno faceva lo sbruffone: “non mi aprirò mai un blog!”. A fine cena, intortato da GG, Joi e Loic, una trimurti blog dalla potenza di fuoco impressionante, inizia a cambiare idea. Fuori dal locale, ad una mia domanda precisa, afferma convinto: “Mi sa che apro un blog – Joi mi ha detto che, nel farlo, il tempo non si perde, ma si guadagna”.
Beppe Caravita era lì vicino. Sente. Si gira.
Non partecipa all’intorto e, incarnando il comune sentire di tutti gli astanti, esclama: “CAZZATE! Senti a me: a fare un blog perdi un SACCO di tempo!“.

Già. :)


  • Piagatto
  • Nomina nuda tenemus
  • Web Cocktail e Personal Democracy Forum
  • Stranezze

  • 19 Commenti al post “Io, quello lì? Mai visto e conosciuto.”

    1. antonio
      giugno 19th, 2004 14:59
      1

      Auto-commento preventivo, rileggendo. Perchè così poche donne blogger ai convegni? A dire il vero ho paura della risposta, ma mi piacerebbe conoscere qualche opinione in merito.

    2. Simone
      giugno 19th, 2004 16:03
      2

      Ero presente al convegno. Purtroppo ho perso il tuo intervneto perchè sono dovuto scappare al lavoro, comunque adesso Francesca mi manda il materiale.
      L’idea della giornata di studio non era male, pecato la scarsa affluenza.

      Ho fatto un paio di foto dove ti intravedi pure te. Le trovi sul mio blog:
      http://www.officialsm.net/blog/index.php?itemid=562

      (NB: peccato che non ci hanno presentato!)
      Un saluto,

    3. Zu
      giugno 19th, 2004 16:07
      3

      Mi sembra materiale ottimo per Reti relazionali http://www.geocities.com/giulio_zu/relazionali.html
      che ne dici?

    4. Ubik
      giugno 19th, 2004 16:28
      4

      Primo della fila e in grassetto.
      Vuoi farmi arrossire?
      E poi…. potevi anche dirmelo che il Buondì era buono che lo prendevo anch’io !!
      Fammi sapere a quale convegno sarai invitato che provo a mantenere la posizione ;-)

    5. reginadelsole
      giugno 19th, 2004 17:54
      5

      Non ci sono abbastanza donne blogger ai convegni perchè.. voi mangiate ancora Buondì…l’ispettore, se capitolerà al blog, non perderà o guadagnerà tempo, dovrà fare una dieta regressiva!!!!

    6. reginadelsole
      giugno 19th, 2004 18:00
      6

      P.S. Ma lei non possiede specchi, oppure ha problemi con l memoria a lungo ermine? :)

    7. antonio
      giugno 19th, 2004 20:14
      7

      Simone: dispiace anche a me. Alla prossima!
      Zu: direi di si… è pure vero che mancano quelli di Viterbo l’anno scorso… magari faccio un aggiunta per Reti Relazionali…
      Carlo: il primo posto era alfabetico, ma anche temporale visto l’incontro casuale al binario :)
      Il buondì era ottimo, ma ammetto una mia perversione, per fortuna terminata un po’ di anni fa: il buondì con (riporto scritta testuale sul pacco) “latte fresco dentro”. Ora sul fatto che fosse fresco, dentro un buondì, è ai limiti della publicità ingannevole e pure oltre, ma il risultato era addictive. :)
      Regina: l’ispettore?! Specchi ne ho, memoria a lungo termine, sa, l’età! :)

    8. antonio
      giugno 19th, 2004 20:15
      8

      p.s.: domani, se ce la faccio, metto on line quantomeno il ppt.

    9. Piero
      giugno 19th, 2004 20:32
      9

      La gioia è reciproca, l’«arte del fugone del giornalista» invece non mi rappresenta in pieno… un lavoro ce l’ho davvero e non sono ancora così importante da poter dire: «A quella conferenza stampa mandiamoci lo stagista, io sono ad un convegno alla FNSI». Ma la tua chiarissima relazione – che io et al. abbiamo perduto – quando sarà disponibile online?

    10. Antonio
      giugno 19th, 2004 20:38
      10

      Scuse, scuse! :) (scherzo piero, lo so bene che non ti rappresenta) :)

    11. n.
      giugno 19th, 2004 20:56
      11

      … e te pareva. ma io il pezzo l’avrei scritto comunque. dalla camicia coreana di abbruzzese in giù, un articoletto di costume veniva fuori. peccato per il buffet. la prossima volta studio gli orari del coffee break mi presento solo per quello.

    12. Antonio
      giugno 19th, 2004 22:21
      12

      è il mio sogno, Nicò, un convegno che si svolge durante (e non è interrotto da) il coffee break. a quel punto sei di nuovo fregato.

    13. PlacidaSignora
      giugno 19th, 2004 23:57
      13

      E me, quando ti decidi a venirmi a trovare?
      Il caso DN…Vabbé, c’è di peggio…ho dato gran prova d’amore ai miei…Marsiliesi ;-D
      Poche donne ai convegni…Dipende dagli inviti ;-)
      Dolcenotte, dolce Anto’. :-****

    14. Proserpina
      giugno 20th, 2004 14:46
      14

      Perché io che ci partecipo sempre ai convegni, quei giorni ero incasinata col lavoro (e non solo)!

    15. Antonio
      giugno 20th, 2004 16:22
      15

      Ho sentito l’abbraccio :-)

    16. MassimoSdC
      giugno 20th, 2004 16:54
      16

      Mannaggia Antonio! Avessi saputo che avresti incontrato di persona quel “metà uomo e metà Frog”, ti avrei senz’altro chiesto… di salutarmelo! ;-)

    17. Antonio
      giugno 21st, 2004 00:49
      17

      Placida Signora: in realtà era una semplice curiosità che ho chiesto a Jacopo… approfondirò e relazionerò…
      Pros, Antò, Massimo: ;)

    18. PlacidaSignora
      giugno 21st, 2004 09:07
      18

      Intendevo dire che c’è di peggio nella vita…;-)*

    19. n.
      giugno 21st, 2004 13:00
      19

      ma che è il caso DN?

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